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High North, si torna tra i ghiacci con la Marina Militare

© Marina Militare

Osservatorio Artico salirà per il quarto anno consecutivo a bordo di Nave Alliance per raccontare la campagna artica “High North” della Marina Militare, premiata pochi giorni fa dall’Unione Europea. A firmare il diario di bordo quest’anno sarà Elena Ciavarelli.

Ritorno su Nave Alliance

Anche quest’estate Osservatorio Artico tornerà là dove il racconto dell’Artico si fa più diretto, ovvero a bordo di Nave Alliance, l’unità di ricerca della NATO equipaggiata e condotta dalla Marina Militare che ogni anno porta la scienza italiana ben oltre il Circolo Polare. Sarà la nostra quarta partecipazione consecutiva alla campagna High North, e a raccontarla dal ponte della nave sarà questa volta Elena Ciavarelli, giovane geologa la cui formazione si sposa naturalmente con il cuore scientifico della missione.

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Foto © Osservatorio Artico

La collaborazione tra la nostra testata e la Marina Militare nasce nel 2019, quasi dagli albori di Osservatorio Artico, e da allora abbiamo seguito passo dopo passo l’evoluzione di una delle presenze scientifiche italiane più significative nell’estremo Nord, in un contesto che nel frattempo è diventato sempre più rilevante per la strategia artica dell’Italia.

Dieci anni di ricerca ai confini dei ghiacci

Avviato nel 2017 e coordinato sul piano scientifico e operativo dall’Istituto Idrografico della Marina, High North è un programma pluriennale che quest’anno raggiunge la sua decima edizione. Ogni estate Nave Alliance salpa dai porti italiani per raggiungere Tromsø, in Norvegia, da dove muove verso le acque a nord delle Svalbard, lo Stretto di Fram e lo Yermak Plateau, aree in cui i dati cartografici sono ancora scarsi o del tutto assenti.

Il lavoro a bordo intreccia discipline diverse. I rilievi batimetrici restituiscono la forma di fondali quasi inesplorati e alimentano le carte nautiche internazionali, mentre i sistemi acustici multibeam raccolgono dati sul fondo marino, sulle masse d’acqua e sui ghiacci. A questi si affiancano il campionamento dei sedimenti a profondità che possono superare i tremila metri, le sonde per la caratterizzazione della colonna d’acqua, il monitoraggio delle microplastiche e l’osservazione dei mammiferi marini. Una parte importante riguarda poi lo studio della calotta e la sperimentazione di tecnologie satellitari, come quelle del progetto ARNACOSKY sviluppato con e-GEOS per rendere più sicura la navigazione lungo le rotte artiche a partire dalle immagini radar della costellazione COSMO-SkyMed.

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© Osservatorio Artico

Lo scorso anno la nave si era spinta oltre gli 82° di latitudine nord, il punto più settentrionale mai raggiunto dalla Marina Militare italiana, completando per la prima volta la circumnavigazione delle Svalbard, come avevamo raccontato nel diario di bordo dello scorso anno.

L’Europa premia High North

Alla vigilia della nuova campagna è arrivato un riconoscimento importante a livello internazionale. Lo scorso 9 e 10 giugno, durante l’incontro annuale delle Guardie Costiere europee a Ponta Delgada, nelle Azzorre, il programma High North si è aggiudicato la Greening Award Initiative 2026, il premio promosso dalle agenzie europee EMSA, EFCA e FRONTEX per valorizzare i progetti che si distinguono per impatto ambientale, innovazione e sostegno alla transizione ecologica in ambito marittimo.

La candidatura, presentata dall’Istituto Idrografico lo scorso novembre e legata alle attività del 2025, è stata selezionata tra oltre trecento realtà e ha superato la concorrenza di altri tre progetti finalisti. A ritirare il premio sono stati il Contrammiraglio Fabrizio Orengo, direttore dell’Istituto Idrografico, e il Capitano di Fregata Maurizio Demarte, coordinatore scientifico del programma fin dalla prima campagna del 2017. Il riconoscimento, quest’anno esteso per la prima volta anche alla ricerca applicata sul campo, premia la condivisione dei dati raccolti in un’area tanto fragile quanto ancora poco conosciuta.

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C.F. Maurizio Demarte (a sx) ritira il premio ©Hugo Moreira

Forte di questo risultato, la Marina Militare ha confermato la continuità dell’impegno con un nuovo triennio di attività, dal 2026 al 2028. Un percorso di crescita che passa anche dal rinnovo della flotta idro-oceanografica nazionale, di cui il recente varo di Nave Quirinale rappresenta il tassello più visibile.

Con queste buone premesse ci prepariamo a salpare di nuovo con Nave Alliance. Nelle prossime settimane il sito di Osservatorio Artico tornerà a proporre ai nostri gentili lettori il racconto di High North26 , questa volta attraverso gli occhi e la penna di Elena Ciavarelli.

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