“Una linea nel mondo”, dell’autrice danese Dorthe Nors, non è un semplice racconto di viaggio, ma un percorso di riflessione intima che si intreccia con la storia del Nord Europa.
Un anno sul mare del Nord
«Chi altro se non Dorthe Nors avrebbe potuto rendere giustizia a questo paesaggio selvaggio, all’ostinazione dei suoi abitanti, ai suoi miti brutali? Lungo questa costa mutevole, a metà fra mappa e mito, Dorthe Nors è nel suo habitat d’elezione.»
The Times Literary Supplement,
“Una linea nel mondo”, il libro edito da Iperborea della scrittrice contemporanea danese Dorthe Nors, si legge con religiosa attenzione. Definirlo semplicemente un libro di racconti di viaggio è molto riduttivo, anche se è vero che raccoglie la descrizione di quelle aree a filo del mare che collegano la Danimarca all’Olanda.
Potremmo definirlo un libro profondamente intimista che, però, coinvolge il lettore facendogli condividere le sensazioni della scrittrice.
Viaggio alla scoperta di sé stessa
Un percorso a tappe, scandite da altrettanti racconti a sé stanti, che l’autrice compie nel suo anno sabbatico visitando i luoghi della sua infanzia in parte anche in compagnia dell’amica Signe Parkins (suoi sono i disegni che introducono ogni racconto).
Più verosimilmente i vari capitoli sono lo strumento per una profonda riflessione che la Nors fa su se stessa riguardando il proprio passato e inserendo nella narrazione, che scorre con un ritmo quasi musicale, fatti che si legano alle storie dei personaggi storici realmente vissuti.
Si snodano così i ricordi di bambina e la convivenza con una grande fabbrica chimica proprio di fronte alla casa di vacanza della sua famiglia.

Come cambia lo scenario
Ma la visione prende respiro e si allarga a descrivere i grandi temi delle lotte ambientaliste per preservare aree altrimenti minacciate, la descrizione di una comunità matriarcale nelle isole frisone settentrionali o il profondo cambiamento di un’area, una volta molto depressa e abitata da poveri pescatori, che oggi è chiamata “Cold Hawaii” perché le magnifiche onde che si formano l’hanno trasformata in un paradiso per surfisti.
Il libro è anche una puntuale osservazione di zone fortemente inospitali dove la tenace volontà e il coraggio dell’uomo per conquistare terreni coltivabili e abitabili, è in perenne contrasto con la forza del mare che cerca di riprendersi quello che gli è stato strappato.
Riccardo Parigi









