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La NATO testa i droni nell’Artico con Nave Alliance

© Osservatorio Artico

Salpata da La Spezia, la nave oceanografica della Marina Militare inaugura il primo test NATO di sistemi senza equipaggio per la sorveglianza del Grande Nord.

Nave Alliance torna nel Grande Nord

Il 6 giugno la Nave Alliance ha mollato gli ormeggi da La Spezia diretta verso le acque settentrionali, dando avvio alla Task Force X-Arctic, una nuova missione della NATO. Una vicenda che riguarda da vicino l’Italia, visto che Alliance è di proprietà dell’Alleanza ma viene armata ed equipaggiata dalla Marina Militare, e ha la sua base operativa proprio a La Spezia, dove ha sede anche il Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE), il centro alleato che della nuova missione è il responsabile tecnico.

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Nave Alliance nella campagna 2025 © Osservatorio Artico

Nave Alliance non è certamente all’esordio nelle acque gelide dell’Artico. I lettori affezionati di Osservatorio Artico, infatti, ricorderanno sicuramente i nostri resoconti della missione High North della Marina Militare, la campagna scientifica che ogni estate porta la ricerca oceanografica italiana fin oltre gli ottanta gradi di latitudine nord. Nell’agosto dello scorso anno la nave ha toccato gli 82°18′ N, il punto più settentrionale mai raggiunto da un’unità della Marina italiana, con il nostro Marco Volpe a bordo, e tra poche settimane torneremo sul ponte di Alliance per l’edizione 2026.

Ma prima di dare il via alla missione di ricerca scientifica italiana sui ghiacci, Nave Alliance diventerà lo strumento di un nuovo esperimento militare di primaria importanza per la NATO.

Cosa è la Task Force X-Arctic

Guidata dall’Allied Command Transformation (ACT), il comando della NATO dedicato a sviluppo e sperimentazione, la Task Force X-Arctic vuole dimostrare per la prima volta come una rete di sistemi senza equipaggio, mantenuti sotto controllo umano, possa garantire una “consapevolezza situazionale continua e multidominio” sull’Atlantico settentrionale, sul Grande Nord e sull’Artico. In termini più concreti, l’obiettivo è capire se flotte di mezzi robotici di superficie, subacquei e aerei siano in grado di sorvegliare senza sosta uno degli ambienti più ostili del pianeta, dove inviare navi ed equipaggi resta costoso e rischioso.

Dopo una prima sosta al largo dell’Islanda, la nave farà da piattaforma per circa tre settimane ai sistemi autonomi sviluppati dalle aziende selezionate attraverso DIANA, piattaforma per l’innovazione della difesa della NATO nell’Atlantico settentrionale. L’intero programma durerà diciotto mesi e si chiuderà con una grande dimostrazione finale prevista per l’estate del 2027. Il tutto rientra nel Rapid Adoption Action Plan, il piano approvato al vertice dell’Aia del 2025 con cui l’Alleanza ha deciso di accelerare l’adozione delle nuove tecnologie e la loro integrazione nelle operazioni militari.

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© Osservatorio Artico

La lezione del Mar Baltico

L’esperimento affonda le radici nella Task Force X-Baltic, avviata nel gennaio del 2025 dopo che, alla fine del 2024, alcuni cavi sottomarini del Baltico erano stati danneggiati in episodi attribuiti ad attività russa. La risposta della NATO fu rapida e su larga scala e ha permesso di testare sistemi autonomi aerei, di superficie e subacquei in pattugliamenti continui, arrivando a tracciare centinaia di navi al giorno.

È esattamente questo il modello che la NATO vuole ora trasferire nel Grande Nord. A complicare le cose, qui, sono il ghiaccio, il buio prolungato e le temperature estreme, condizioni in cui sensori e batterie si comportano in modo imprevedibile e in cui la tenuta dei mezzi robotici è ancora tutta da dimostrare. Non a caso l’Alleanza parla della regione artica come di uno dei suoi teatri operativi più difficili.

Una sentinella permanente per il Grande Nord

La Task Force X-Arctic è il braccio tecnologico di un disegno più ampio che la NATO sta strutturando nella regione artica. Sostiene infatti Arctic Sentry, l’attività di vigilanza multi-dominio che la NATO ha attivato lo scorso febbraio sotto la guida del Joint Force Command di Norfolk, il comando alleato che dallo scorso dicembre ha competenza su sette degli otto Stati artici. Insieme a Baltic Sentry ed Eastern Sentry, Arctic Sentry fa parte di una nuova generazione di operazioni a tempo indeterminato con cui l’Alleanza ha trasformato la presenza permanente, e non più l’esercitazione a data fissa, nel proprio strumento ordinario di deterrenza.

Enrico Peschiera

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