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Groenlandia, i minatori di Tanbreez vivranno su una crociera

Fonte: Critical Metals Corp

Critical Metals ha acquistato la Ocean Endeavour, ex traghetto sovietico convertito in nave da spedizione, per alloggiare fino a trecento lavoratori accanto a Tanbreez, il giacimento di terre rare nel sud della Groenlandia.

La miniera a stelle e strisce nel Sud della Groenlandia

Lo sviluppo di Tanbreez, l’ambizioso progetto minerario a stelle e strisce che promette di trasformare il sud della Groenlandia in uno dei maggiori fornitori di terre rare dell’Occidente, entra in una fase più concreta. Critical Metals, la società statunitense che controlla il giacimento, ha acquistato una nave da crociera per trasformarla nell’alloggio dei propri operai. L’imbarcazione, la Ocean Endeavour, è stata pagata 7,5 milioni di euro e verrà ormeggiata accanto al sito minerario per ospitare fino a trecento lavoratori.

tanbreez
Fonte: Critical Metals Corp

Tanbreez è un giacimento situato nell’estremo sud della Groenlandia, a pochi chilometri da Qaqortoq, ed è considerato uno dei più grandi depositi di terre rare non ancora sfruttati al mondo. La sua particolarità sta nella ricchezza di terre rare pesanti, più preziose e più difficili da reperire fuori dalla Cina, e nel fatto di essere l’unico giacimento groenlandese dotato di una licenza di sfruttamento valida fino al 2050. Attorno a Tanbreez si è costruita una precisa strategia statunitense di diversificazione delle catene di approvvigionamento, culminata quest’anno nel consolidamento della piena proprietà del progetto in mano a Critical Metals, con evidente approvazione (e supporto) di Washington.

Una lunga carriera

La Ocean Endeavour ha una storia rocambolesca. Fu costruita in Polonia nel 1982 come Konstantin Simonov, traghetto passeggeri sovietico destinato al Mar Baltico. Dopo diversi passaggi di proprietà venne trasformata in nave da crociera nei primi anni Duemila e, nel 2015, riadattata per le spedizioni polari. Dotata di uno scafo rinforzato per il ghiaccio, negli ultimi anni ha portato viaggiatori tra Artico e Antartide sotto la bandiera del gruppo SunStone, prima di essere messa in vendita.

Curiosamente, all’inizio di quest’anno era stata noleggiata dalla Difesa danese per alloggiare militari danesi e della NATO in Groenlandia durante l’esercitazione Arctic Endurance, proprio nel momento in cui Trump stava scagliando le sue bordate sul Regno di Danimarca per la sua volontà di annettere l’isola. E così la stessa piattaforma che ha ospitato i soldati danesi pochi mesi fa si prepara ora ad accogliere la forza lavoro di un’azienda mineraria americana.

Un villaggio galleggiante per non gravare su Qaqortoq

La scelta di comprare una nave, anziché costruire alloggi a terra o affidarsi alle strutture ricettive locali, dice molto delle condizioni in cui si opera nel sud della Groenlandia. La regione dispone di infrastrutture limitate, e un afflusso di centinaia di lavoratori rischierebbe di saturare i pochi hotel e le poche abitazioni disponibili a Qaqortoq. La soluzione individuata da Critical Metals è quella di una sistemazione autosufficiente e “chiavi in mano”, capace di integrare in un’unica piattaforma alloggio, trasporto e servizi, e di operare tutto l’anno grazie alla Ice Class della nave.

Il progetto prevede di ormeggiare l’imbarcazione a ridosso del sito, una decisione che richiede l’autorizzazione del governo groenlandese. Nel presentare l’operazione, la società ha insistito sulla volontà di coinvolgere le imprese locali nei servizi di approvvigionamento, gestione dei rifiuti e trasporto, riconoscendo apertamente di operare in un’area “geograficamente e culturalmente sensibile”.

Dai contratti ai cantieri

Il linguaggio prudente scelto dall’azienda non è casuale. In Groenlandia il rapporto tra progetti minerari e comunità locali non è mai stato univoco, ma diviso tra la prospettiva di nuovi posti di lavoro e di arricchimento da un lato, e le preoccupazioni ambientali e identitarie dall’altro. L’attenzione dichiarata verso il coinvolgimento dei fornitori groenlandesi e verso la limitazione dell’impatto sul tessuto sociale groenlandese si inserisce in questo quadro delicato, dove l’accettazione della comunità locale conta quanto le riserve minerarie. Ne è prova il fatto che, nonostante la retorica che vede la Groenlandia come un gigantesco serbatoio di terre rare (ora anche il Giappone sta vagliando l’ipotesi di investire nell’estrazione), Tanbreez resta l’unico progetto che ha ottenuto le autorizzazioni necessarie.

Al netto della cornice geopolitica che avevamo già messo a fuoco, l’acquisto della Ocean Endeavour è il primo segnale tangibile che Tanbreez sta uscendo dalla fase delle manovre finanziarie e amministrative per entrare in quella, ben più concreta, della preparazione vera e propria del sito.

Enrico Peschiera

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Autore

  • Enrico Peschiera

    Ho studiato Relazioni Internazionali e oggi mi occupo di comunicazione aziendale. Scrivo qui perché l'Artico è una frontiera di profondi cambiamenti che meritano di essere raccontati. Genovese e genoano.

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