La nostra inviata Elena Ciavarelli riceve il “battesimo” dell’Artico a bordo di Nave Alliance: un momento di leggerezza e svago che riflette però la fondamentale importanza del fattore umano durante la spedizione High North26 della Marina Militare.
Il fattore umano
Meteo: ventoso, ma per fortuna c’è il sole!
Location: Costeggiando la costa orientale delle Svalbard, sotto gli 80°N
La spedizione High North va indubbiamente oltre il puro ambito scientifico: è un’esperienza dalla forte componente umana, totalizzante. Nel momento in cui anche solo una persona affronta una difficoltà, ne risente l’intero equipaggio. A maggior ragione considerando il ristretto numero di persone a bordo, contribuire a rendere la comunità unita è essenziale. Come sostenuto da molte persone dell’equipaggio della Marina Militare che hanno avuto esperienza di navigazioni ben più lunghe, l’ambiente nave diventa in poco tempo quello di una grande famiglia o di una piccola città. Al centro, giornate e momenti condivisi, che richiedono a tutti di essere vissute con il reciproco supporto.

Rimando la sveglia di 5 minuti. La stanchezza di fine navigazione sta iniziando a sentirsi. Mi alzo, avviandomi verso la mensa per fare una colazione veloce prima del quotidiano briefing dove si discutono le attività della giornata.
Il mare è inquieto, le onde si rendono protagoniste delle prime ore della giornata: fortunatamente non soffro il mal di mare. “È confermato il battesimo di oggi, alle 10:30 si comincia” annuncia il Capitano di Fregata Maurizio Demarte, Capo Scientifico della Spedizione.
Il battesimo dei paralleli
Il battesimo è un rituale riservato a chiunque passi per la prima volta il Circolo Polare Artico, Antartico o l’Equatore. E’ una vera e propria tradizione marittima. Si tratta di un momento pieno di entusiasmo e risate, con un pizzico di suspence. Nonostante abbia già avuto la fortuna di attraversare il 66esimo parallelo Nord in passato, farlo in navigazione conferisce un significato radicalmente diverso. A maggior ragione, se consideriamo che quest’anno è il decimo compleanno della spedizione High North.
Dopo aver preso un cornetto con nutella, inizio a mettere dei vestiti idonei per l’evento: leggeri e facili da lavare.

Uscendo sul ponte scoperto, noto come il cielo sia diventato più chiaro e raggiante, le onde più gentili. Dire che il panorama davanti a noi sia incantevole sarebbe riduttivo: immense montagne, con una continua alternanza di cime più e meno innevate. La neve ne descrive i contorni, ne disegna i versanti oppure colora le coste delle Svalbard componendo lenzuoli piccoli e circoscritti. Poter vivere di una vista così simbolica durante uno dei momenti più chiacchierati della navigazione è indubbiamente un enorme regalo da parte della natura. Dopo giorni di intenso lavoro, questo “battesimo” ha fornito il giusto lieto fine alle settimane passate, dove nave Alliance si è riconfermata “casa”.
A fine festeggiamenti torno velocemente giù in camerino per farmi una doccia calda, cambiarmi con dei vestiti asciutti e completare il tutto con un caffè caldo. Poco dopo, all’ora di pranzo, la cucina regala ulteriori soddisfazioni con un pasto caldo e completo, tra verdura e pesce.

Il pomeriggio prosegue, scandito da mille altre splendide cime innevate. Ascolto alcuni chiarimenti della geologa marina Serena Bigelli, in merito alla classificazione dei campioni ottenuti dal fondale, per poi procedere a lavorare su alcuni articoli in sospeso.
Pillola del giorno: “Heave, Pitch & Roll”
Con “Heave, Pitch and Roll”, “Sussulto, Beccheggio e Rollio”, si intendono i tre parametri principali nonché le rotazioni caratterizzanti il movimento della nave.
Elena Ciavarelli
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