L’Artico è diventato una delle aree prioritarie della politica interna ed estera della Russia nel 2025. La Northern Sea Route (NSR) rimane, a sua volta, il principale progetto strategico e la personificazione dei successi artici russi. In vista del 2026, analizziamo le principali tendenze e i risultati più rilevanti dello sviluppo della NSR.
L’Artico all’ordine del giorno
Nel 2025, l’Artico è stato un tema centrale nel dibattito politico interno alla Federazione Russa: ogni grande evento – dal Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF) al Forum Economico Orientale (EEF) – ha ospitato numerosi “tavoli artici”. L’anno è stato inoltre caratterizzato da diversi forum dedicati esclusivamente all’Artico, con la partecipazione di esperti provenienti dall’Asia e dall’Europa, rappresentanti di ministeri, aziende statali e soggetti federali russi. Tra questi: il Forum Artico Internazionale, “Artico – Regioni”, e “Artico: presente e futuro” intitolato ad A. N. Čilingarov. In ognuno di questi eventi, la Northern Sea Route ha occupato una posizione centrale.
Nel 2025, la NSR si è evoluta come idea e concetto lungo due direttrici. Da un lato, è diventata un tema di discussione e analisi ricorrente; dall’altro, nei discorsi governativi e accademici, ha iniziato a cedere il passo al più recente concetto di Transarctic Transport Corridor (TTC), proposto dal Presidente russo lo scorso marzo durante il Forum Artico Internazionale. È importante sottolineare che il TTC non sostituisce la NSR, ma ne rappresenta un’evoluzione: un approccio più ampio alle rotte commerciali e ai progetti infrastrutturali, che integra la navigazione artica con i collegamenti ferroviari, stradali e fluviali.

Geograficamente, il progetto mantiene la cornice del concetto della “Grande NSR”, comprendendo rotte commerciali da Kaliningrad, San Pietroburgo, Murmansk e Arcangelo fino a Vladivostok. L’orizzonte di pianificazione del nuovo documento strategico che definisce il TTC mira a superare tutte le iniziative precedenti: secondo le indicazioni del Presidente, il TTC dovrà diventare economicamente sostenibile e attrattivo per imprese e investitori, superando il modello di sovvenzioni oggi dominante nei progetti artici.
Sul piano ideologico, la definizione delle basi concettuali del TTC è appena iniziata, e il centro dell’attenzione resta la NSR. Quest’anno è stato celebrato il 500º anniversario del percorso – una ricorrenza mai commemorata prima nello spazio informativo russo. A marzo, il Presidente ha firmato un decreto “sulla celebrazione del 500º anniversario dell’inizio dello sviluppo della NSR da parte della Russia”, datando l’anniversario alla prima menzione, nel 1525, del diplomatico russo Dmitrij Gerasimov sull’uso pratico della rotta. Le celebrazioni si sono svolte anche nel quadro dello SPIEF e dell’EEF.
Aspettative e realtà
Poiché la Northern Sea Route occupa un posto di rilievo nei documenti di pianificazione strategica della Russia – inclusi quelli destinati al pubblico internazionale, come il Concetto di politica estera, la Dottrina marittima e la Strategia dei trasporti – i rappresentanti ufficiali sono tenuti a sottolinearne i progressi. Nel 2025 non sono mancati motivi per parlare di successo.
Il direttore generale della Rosatom Corporation, operatore della NSR, Alexej Lichačëv, ha dichiarato dopo la riunione della sottocommissione russo-cinese per la cooperazione sulla NSR (ottobre 2025): «Sulla Northern Sea Route l’attività continua a crescere: quest’anno il numero di viaggi è aumentato del 20%. La NSR è utilizzata attivamente non solo dai partecipanti ai nostri progetti artici, ma anche da chi si occupa di approvvigionamento settentrionale, logistica internazionale e transito».
Questa dichiarazione richiama tre direzioni principali, trasporto merci, transito e cooperazione internazionale, che meritano un’analisi separata. I dati finali sul trasporto merci per la NSR nel 2025 saranno ufficializzati solo nel febbraio 2026, ma la stagione di navigazione ormai conclusa consente già alcune valutazioni preliminari. Contrariamente alle attese, i media russi rilevano che il 2025 non ha registrato una crescita significativa del traffico: i volumi si attestano sui livelli del 2024 (circa 33–35 milioni di tonnellate). Anche nel biennio 2023–2024 le differenze erano minime (circa 1,6 milioni di tonnellate), segnalando quindi una tendenza verso la stabilizzazione del traffico su un “plateau”. Sebbene i dati del 2024 restino i più alti mai registrati, è probabile che nel 2025 possano essere leggermente superati, consentendo di mantenere un tono positivo nel dibattito pubblico, pur con una crescita reale limitata.
Nel frattempo, il “Piano di sviluppo della NSR”, adottato il 1º agosto 2022 dopo l’escalation della crisi ucraina, fissava per il 2024 un obiettivo di 80 milioni di tonnellate – oggi riconosciuto come irrealistico. Tuttavia, esso rimane formalmente in vigore come obiettivo di riferimento.
All’inizio dell’anno sottolineavamo già la necessità di aggiornare i documenti strategici, adattando gli indicatori alle nuove realtà. In questa direzione si inseriscono la formazione del concetto di TTC e la preparazione per l’aggiornamento della Strategia artica russa, anche se il 2025 non ha ancora portato cambiamenti di rilievo.
Transito e cooperazione internazionale: mito o realtà?
Nel 2025 spiccano due paesi partner: India e Cina. Negli ultimi anni si sono intensificate le collaborazioni con Mosca con la creazione di una sottocommissione russo-cinese dedicata alla NSR, l’avvio dei trasporti containerizzati da parte della compagnia cinese NewNewShipping e l’istituzione di una commissione intergovernativa russo-indiana che valuta la partecipazione dell’India ai progetti artici. Nel 2025 si sono registrati 23 viaggi internazionali, una volta e mezza in più rispetto al 2024, in gran parte grazie a NewNewShipping.
Tuttavia, il traffico di transito rimane ancora in una fase “sperimentale”: gli esempi di navigazione di successo lungo l’intera NSR sono pochi. Pur avendo stabilizzato le operazioni di trasporto container con la Cina, queste non rappresentano ancora un vero sviluppo transitale.

Alla fine del 2024, Rosatom aveva annunciato un record di transito, oltre 3 milioni di tonnellate, considerando come tali anche i carichi provenienti da Murmansk, Arcangelo o San Pietroburgo diretti verso l’Asia. È utile ricordare che i confini della NSR non coprono tutta la costa artica russa, ma solo le tratte dove la copertura glaciale si mantiene per più di sei mesi l’anno.
Nel 2025 si è registrato un solo vero passaggio di transito attraverso l’intera area della NSR: la petroliera Istanbul Bridge, partita da Ningbo (Cina) e diretta ai porti europei di Felixstowe, Rotterdam e Amburgo. Curiosamente, la stessa nave – allora con il nome Flying Fish 1 – era già apparsa sui media nel 2024 come “la più grande portacontainer mai transitata sulla NSR”.

Avanti nel 2026
L’Artico, e in particolare la Northern Sea Route, occupano un posto sempre più rilevante nella politica interna russa. Il 2025 ha definito le linee guida per il futuro sviluppo – la nascita del concetto di Transarctic Transport Corridor, la preparazione all’aggiornamento dei documenti strategici artici e i primi passi verso la ripresa del traffico e dei transiti internazionali sulla NSR. Tuttavia, nonostante l’attenzione crescente, il 2025 non ha portato risultati eccezionali né corretto le discrepanze tra piani e realtà già emerse l’anno precedente.
Roman Zhilin