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Le tradizioni natalizie della Russia

Tra il Capodanno sovietico e il Natale ortodosso, scopriamo come in Russia si celebrano le festività invernali.

Il Natale in Russia

Ah, il Natale! Siamo abituati che questo magico periodo dell’anno, tanto ricco di tradizioni e buon cibo, di fatto cominci già alla metà – se non all’inizio – di novembre. Le città cambiano faccia, i supermercati e le stazioni della metropolitana si vestono per celebrare degnamente la nascita di Gesù, il 25 dicembre. Ma non dappertutto è così. In Russia, il 25 dicembre è un giorno lavorativo come tutti gli altri. Nella terra del ghiaccio, il calendario ci gioca un tiro mancino e le tradizioni seguono un ritmo tutto loro, tra antichi riti e una passione sconfinata e travolgente per il Capodanno.

russia natale

La figura centrale del periodo natalizio in Russia non è l’arzillo vecchietto di rosso vestito che compariva nella pubblicità della Coca-Cola né quel Bambino che menzionavamo poco sopra, ma un imponente “Nonno Gelo” (Дед Мороз, Ded Moroz), che viaggia nella steppa innevata, in compagnia di una fanciulla di neve (Снегурочка, Sneguročka), su una veloce slitta trainata da tre cavalli. Tra insalate, tuffi nell’acqua ghiacciata e film cult nazionali, le festività russe sono un misto di folklore, comunione con il gelo e magia sovietica.

La centralità del Capodanno

In Russia, quindi, il culmine delle festività non è il 25 dicembre, bensì la notte del 31. Questa particolarità affonda le proprie radici nel passato sovietico. Per decenni, le celebrazioni religiose furono infatti fortemente scoraggiate dal governo socialista e i simboli tipici del Natale – l’albero addobbato, i regali impacchettati e le cene in famiglia – furono traslati sulla laica festa del Capodanno (Новый Год, Novyj God).

Un elemento fondamentale di questa notte è la televisione, che mostra i grandi classici del cinema sovietico nel corso delle ore che precedono i brindisi. Ogni anno, le famiglie si ritrovano a guardare, in particolare, Ironia della sorte (Ирония судьбы, Ironija sud’by), una commedia degli equivoci che tutti conoscono a memoria e che è da anni il sottofondo obbligatorio di ogni cenone.

Poco prima della mezzanotte, l’atmosfera si fa solenne per il discorso del Presidente. Il messaggio, registrato e trasmesso in ognuno degli undici fusi orari russi, dalla Kamčatka a Kaliningrad, riassume l’anno trascorso e precede i rintocchi della torre Spasskaja del Cremlino, che danno il via ufficiale alla festa.

A dominare l’immaginario collettivo è una figura legata alle leggende slave: Ded Moroz, Nonno Gelo. Rappresentato come un uomo imponente, dal portamento severo ma generoso, indossa lunghi cappotti di velluto bordati di pelliccia e porta con sé uno scettro d’argento con cui, si dice, possa governare le tempeste di neve. Al suo fianco troviamo Sneguročka. Sua nipote e assistente, Sneguročka incarna la purezza dell’inverno, aiutando il nonno nella distribuzione dei doni che sono scambiati proprio durante la notte di Capodanno. La loro residenza ufficiale si trova a Velikij Ustjug, in una sorta di risposta russa alla Lapponia finlandese.

Tradizioni e riti

Il Natale ortodosso è celebrato il 7 gennaio, secondo il calendario giuliano. Più che la partecipazione alla messa solenne, che attira nelle grandi cattedrali soltanto un pugno di fedeli – i più devoti – la Russia riscopre un’atmosfera particolare, dove l’eredità pagana riemerge con una forza inaspettata sotto il velo della festività cristiana.

In molte case si rinnova l’antico gioco della divinazione con la cera. Il rito è suggestivo nella sua semplicità: si fa colare della cera di candela sciolta in una bacinella d’acqua fredda e si osserva la forma che questa assume solidificandosi all’istante. Ogni grumo di cera diventa un oracolo da interpretare, dove un profilo simile a una nave promette viaggi, mentre una forma circolare annuncia, forse, un imminente matrimonio. Ancora più diffusa è la consultazione del destino attraverso i libri, un’usanza che trasforma i grandi classici russi in profezie. Basta formulare una domanda nel silenzio della stanza, scegliere a caso un numero di pagina e di riga e leggere ad alta voce la frase corrispondente, sperando in un buon auspicio.

battesimo russia acqua

Le festività si chiudono idealmente il 19 gennaio, con il Battesimo di Cristo (Крещение, Kreščenie). È in questa occasione che si rinnova uno dei riti più affascinanti e celebri dell’intera cultura russa: il bagno nelle acque gelide. In tutto il Paese vengono scavati fori nei fiumi o nei laghi ghiacciati per permettere alla gente di immergersi. I più coraggiosi entrano in acqua e si bagnano per tre volte, facendosi ogni volta il segno della croce. Più che un atto religioso, per molti russi questa è una prova di resistenza fisica e un modo per purificarsi, sfidando temperature che per chiunque altro sarebbero insopportabili.

Tommaso Bontempi

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Tommaso Bontempi
Dottore in Relazioni Internazionali Comparate, laureato presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Sono appassionato di tutto ciò che riguarda l’Europa orientale, dalla storia alla cultura alle lingue. La mia vita si svolge tra l’Italia e la Russia.

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