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Lettere a Trump: “È l’insoddisfazione interiore che porta a volere di più”

In collaborazione con il quotidiano groenlandese Sermitsiaq, pubblichiamo una serie di lettere indirizzate a Donald Trump dai cittadini groenlandesi (o come è giusto dire: di Kalaallit Nunaat). La lettera di Lena Pedersen dimostra come la pace interiore sia l’unica risposta al desiderio insaziabile di possedere, una lezione del popolo Kalaallit.

Vivere lentamente

Conobbi Lena Pedersen nell’autunno del 2021. In quel periodo muovevo i miei primi passi in Groenlandia. Ero arrivato sull’isola per condurre una ricerca etnografica sul movimento ambientalista Urani? Naamik (Uranio? No grazie) e avevo contattato diversi attivisti. Tra le persone che mi aiutarono, Lena fu sicuramente una di quelle che mi colpì di più. Quando venne a conoscenza dei temi della mia ricerca, si rese subito disponibile ad aiutarmi e a mettermi in contatto con altri attivisti.

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Una manifestazione di Urani? Naamik

La prima volta che ci incontrammo fu fuori da un caffè di Qaqortoq, nel sud della Groenlandia. Dopo aver parlato un po’, mi aprì la porta di casa sua. Ricordo che mi mostrò gli striscioni che aveva preparato per una manifestazione. Su uno c’era la scritta Slow living, su un altro Nunarput Mingutsinnagu (“non inquinate il nostro Paese”, in groenlandese). Erano frasi legate alla lotta di opposizione alle dinamiche estrattive che interessano la Groenlandia ormai da anni e che continuano a riportare l’isola al centro del dibattito politico globale.

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Lena Pedersen con lo striscione Nunarput Mingutsinnagu. Foto dell’autore

Quelle frasi non parlavano il linguaggio della geopolitica. Non entravano nel merito degli interessi strategici, ma mettevano in discussione qualcosa di più profondo: cosa consideriamo vitale, e cosa no.

Il fattore umano

Nella sua lettera a Trump, pubblicata dal quotidiano groenlandese Sermitsiaq, Lena scrive: “Non troverai ciò di cui hai bisogno fuori da te: lo possiedi già”.

Un monito che sorprende e che sposta l’attenzione dal piano politico a quello umano. Un principio che peraltro i Kalaallit hanno ribadito diverse volte negli ultimi tempi e che smorza la forza solo apparente delle proposte economiche messe sul tavolo dal governo statunitense.

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Altri striscioni di Urani? Naamik. Nel descrivermene il significato, Lena mi disse che Slow Living è un messaggio non solo per loro ma per tutto il mondo: dove stiamo correndo? Foto dell’autore

In fondo al mare vive una donna: Sassuma Arnaa, la madre del mare. Quando i cacciatori prendono più del necessario, i suoi capelli si aggrovigliano trattenendo gli animali e condannando la comunità alla carestia. La Groenlandia di oggi è profondamente diversa da quella in cui questi insegnamenti venivano trasmessi oralmente; il principio che esprimono sembra però essere rimasto, almeno in persone come Lena, che nella sua lettera scrive: “Molti di noi raccolgono direttamente dalla natura ciò di cui hanno bisogno, senza prendere più del necessario”.

Un valore che sembra sempre più distante dalle logiche che guidano le agende politiche internazionali.

La parola a Lena Pedersen

Caro Mr. Trump,
sono nata in Groenlandia e amo vivere qui.
Amo noi groenlandesi e le nostre abitudini, e il fatto che, per esempio, viviamo molto a contatto con la natura.

Quello che amo di più nel vivere qui è la Natura: la sua purezza, il silenzio, l’aria fresca, il fatto che tutto cambi continuamente, ciò che la natura ci offre e la sua bellezza.

Molti di noi raccolgono direttamente dalla natura ciò di cui hanno bisogno, senza prendere più del necessario, nel rispetto della sostenibilità.

Non sono interessata a possedere molto, mi basta avere ciò di cui ho bisogno. Non so se questo sia qualcosa che tu puoi capire, Trump.

Ma so che è l’inquietudine e l’insoddisfazione interiore a far sì che si voglia sempre di più. E quando otteniamo più di ciò che pensiamo ci serva, la felicità dura poco, perché presto ciò che abbiamo acquisito viene dimenticato e diventa semplicemente “normalità”.

Non possiamo trovare la felicità al di fuori di noi stessi, perché è già dentro di noi.

Per questo spero che ogni tanto tu possa fermarti e trovare silenzio nella natura. Ascoltare ciò che hai dentro, dimenticare per un momento la mente e usare il cuore.

Non troverai ciò di cui hai bisogno fuori da te: lo possiedi già.

Lena, Inuk

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Lena Pedersen

Osservatorio Artico ringrazia Masaana Egede – direttore di Sermitsiaq – e la giornalista Birgitte Kjeldsen, ideatrice di questa iniziativa editoriale sul quotidiano groenlandese, per averne autorizzato la ripubblicazione sul nostro sito. 

Enrico Gianoli

Osservatorio Artico © Tutti i diritti riservati

Autore

  • Laureato in Filosofia e in Antropologia Culturale, ha svolto ricerca in Groenlandia, dove attualmente lavora come guida escursionistica. Nel 2024 ha preso parte alla spedizione Inuit Windsled. I suoi principali interessi riguardano le tematiche ambientali e i diritti delle popolazioni indigene, con un focus particolare sulla cultura inuit.

Enrico Gianoli
the authorEnrico Gianoli
Laureato in Filosofia e in Antropologia Culturale, ha svolto ricerca in Groenlandia, dove attualmente lavora come guida escursionistica. Nel 2024 ha preso parte alla spedizione Inuit Windsled. I suoi principali interessi riguardano le tematiche ambientali e i diritti delle popolazioni indigene, con un focus particolare sulla cultura inuit.

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