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Il ghiaccio si scioglie, il mare si abbassa: l’anomalia della Groenlandia

Foto di Giulia Prior

Mentre il livello del mare aumenta altrove, in Groenlandia diminuisce, e molto più in fretta del previsto. Un fenomeno fisico sorprendente, che nasconde però conseguenze tutt’altro che rassicuranti.

Il mare si alza

Il livello del mare aumenta, ma non solo per il motivo che pensiamo. Il livello del mare è cresciuto globalmente tra i 21 e i 24 centimetri dal 1880 e, come spesso accade, il ventunesimo secolo si è guadagnato qualche nuovo primato: nei dieci anni tra il 2006 e il 2015 il ritmo di questo aumento è raddoppiato rispetto ai valori di quasi tutto il ventesimo secolo, mentre il 2023 è stato un anno record, con 101.4 millimetri in più rispetto al 1993, quando iniziarono le rilevazioni satellitari.

Ci sono due motivi principali, più un terzo finora ritenuto più trascurabile, per cui il livello del mare sta aumentando, tutti intrinsecamente legati al cambiamento climatico. Da una parte, la fusione delle calotte di ghiaccio in Antartide e in Groenlandia e dei ghiacciai a livello globale rilascia in mare enormi quantità d’acqua. Dall’altra parte, c’è l’espansione termica, ovvero la tendenza dell’oceano ad aumentare il proprio volume in risposta all’assorbimento di calore.

mare ciscato

Il terzo processo che contribuisce alla crescita del livello del mare è il cambiamento nel ciclo dell’acqua. Semplificando molto, l’acqua evapora dall’oceano, precipita sulla terraferma e poi rifluisce verso l’oceano tramite i fiumi. Se, tuttavia, l’acqua che rifluisce è maggiore dell’acqua che precipita, questo causa un accumulo netto d’acqua nel mare, aumentandone il livello. Uno studio del 2025 pubblicato su Science ha rivelato come proprio questa potrebbe essere stata la sua causa principale a partire dagli anni 2000.

Perché in Groenlandia il livello del mare rischia di diminuire?

Immaginiamo la calotta della Groenlandia come una pesante palla da bowling posata su un materasso. Il suo peso spinge in basso la superficie su cui è posata. Tuttavia, se il peso della palla diminuisce, essa tenderà a risalire, oltre che a perdere parte della propria spinta gravitazionale. Il mantello terrestre su cui poggia la calotta groenlandese, infatti, fluisce verso i lati quando il suo peso aumenta, e si ridistribuisce verso il centro quando il suo peso diminuisce, muovendola verticalmente.

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Questo processo si chiama aggiustamento isostatico, o rimbalzo glaciale, ovvero la deformazione della terra, e la conseguente rimodulazione della sua forza gravitazionale, come risposta al cambiamento del volume del ghiaccio. Pur essendo un processo già conosciuto soprattutto per le fasi di deglaciazione, per decenni si è creduto che la sua manifestazione fosse molto più lenta.

Tuttavia, con lo studio pubblicato il Gennaio scorso e guidato da Lauren Lewright, dottoranda in geofisica dell’università della Columbia (USA), la risposta alla diminuzione del volume del ghiaccio che ricopre la Groenlandia assume tutta un’altra rilevanza. Secondo questa ricerca, infatti, il livello del mare ai bordi dell’isola potrebbe diminuire tra l’uno e i quattro metri (rispetto al 2017) entro il 2100.

Gli impatti per le comunità costiere

Non è un caso che circa il 15% della popolazione globale viva entro dieci chilometri dalla costa. Oltre a fungere da centri di aggregazione, le aree costiere facilitano l’accesso a nuove opportunità lavorative e ospitano servizi critici per il trasporto e l’industria. Il cambiamento climatico, però, sta compromettendo la stabilità di queste strutture socioeconomiche, aumentandone la vulnerabilità.

Dove il livello del mare sta salendo, i rischi sono principalmente legati alle inondazioni, all’erosione del suolo, all’esposizione ad eventi estremi come tifoni e uragani. Dove il livello del mare sta diminuendo, com’è il caso della Groenlandia, i rischi maggiori riguardano il rapporto socio-culturale ed economico tra le comunità locali e le coste, oltre che al danneggiamento di infrastrutture portuali e delle rotte di navigazione.

Ricerche come questa aiutano a ridefinire i limiti delle nostre conoscenze sugli impatti del cambiamento climatico, che dipendono in maniera profonda dal tessuto sociale e ecologico nel quale si sviluppano. E con l’emergere fisico di delicati ecosistemi marini in Groenlandia, emerge anche la sostanziale impotenza degli esseri umani cui la natura continua a chiedere il conto.

Chiara Ciscato

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Autore

  • Laureata in Climate Studies all’Università di Wageningen, in Olanda, amo lavorare in un ambiente professionale che risponda anche alla mia ambizione personale di portare il cambiamento climatico alle persone. Nell’ultimo periodo di ricerca accademica ho approfondito e ampliato mio interesse specifico nel contribuire a costruire qualcosa di socialmente tangibile

Chiara Ciscato
the authorChiara Ciscato
Laureata in Climate Studies all’Università di Wageningen, in Olanda, amo lavorare in un ambiente professionale che risponda anche alla mia ambizione personale di portare il cambiamento climatico alle persone. Nell’ultimo periodo di ricerca accademica ho approfondito e ampliato mio interesse specifico nel contribuire a costruire qualcosa di socialmente tangibile

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