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Washington annuncia il controllo della sicurezza della Groenlandia

Trump torna alla carica sulla Groenlandia, dichiarando di aver raggiunto un accordo con Nuuk e Copenhagen per il controllo militare dell’isola.

All-in su Nuuk

Nella notte tra il 18 e il 19 settembre, Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth quello che ha definito un accordo storico con la Danimarca e la Groenlandia: “Gli Stati Uniti d’America hanno concluso un accordo con il Regno di Danimarca e con la Groenlandia che conferisce agli Stati Uniti il controllo permanente sulla sicurezza, e su tutte le altre necessità, in Groenlandia, rispondendo completamente a TUTTE (sic) le nostre preoccupazioni. Non ci sarà nessun costo per gli Stati Uniti!”. Trump ha definito l’intesa un accordo infinito (“there is no end”) e ha aggiunto: “Sono fiero di essere il Presidente che ha risolto permanentemente e definitivamente questa situazione molto importante”. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha confermato in una dichiarazione separata che l’accordo “risponde in modo permanente e completo alle nostre preoccupazioni di sicurezza nazionale in Groenlandia“.

I contenuti dell’intesa prevedono, secondo quanto comunicato da fonti del Dipartimento di Stato, il divieto esplicito per qualsiasi avversario degli Stati Uniti di stabilire basi militari, dispiegare forze o effettuare investimenti sensibili in Groenlandia senza l’approvazione scritta di Washington. L’accordo include meccanismi di screening per bloccare investimenti russi e cinesi nell’isola, e autorizza gli Stati Uniti ad avviare immediatamente la costruzione diuna grande presenza militarein Groenlandia. La firma formale è attesa la prossima settimana a New York, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La premier danese Mette Frederiksen ha definito l’accordo “Ottimo per la Groenlandia, per il Regno di Danimarca e per gli Stati Uniti”, sottolineando che riconosce “la sovranità e l’integrità territoriale del Regno e il diritto del popolo groenlandese all’autodeterminazione”. Il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen lo ha accolto come “a beneficio di tutti noi.”

trump groenlandia

I termini del contratto

Vale la pena ricordare che tra Stati Uniti e Danimarca esiste già un accordo in materia di difesa che risale al 1951, ancora in vigore, che autorizza Washington a mantenere basi militari in Groenlandia e a espandere la propria presenza sull’isola. È su quella base che opera ancora oggi la Pituffik Space Base, l’installazione più settentrionale del Dipartimento della Guerra americano, utilizzata per la sorveglianza spaziale e la difesa antimissile. Durante il picco della Guerra Fredda, gli Stati Uniti disponevano in Groenlandia di 17 installazioni militari e oltre 10.000 soldati. Il nuovo accordo, dunque, non nasce nel vuoto, ma costruisce e consolida un quadro giuridico già esistente, ampliandone significativamente la portata in termini di controllo permanente e di veto sulle attività di terzi.

Questa ultima è sicuramente la parte più rilevante, perché se da una parte Washington già controlla de iure et de facto la sicurezza militare della Groenlandia, l’accordo (che possiamo comunque inserire in un’agenda anche elettorale americana, prossima alle elezioni di Midterm) non amplia di molto il controllo già esistente. Viceversa, è importante per gli Stati Uniti trattenere con una forza centripeta Nuuk, che l’Unione Europea cerca di avvicinare invece a sé tramite accordi e nuovi contributi. L’accordo quasi sicuramente quindi verterà più sullo sfruttamento delle risorse, sul controllo delle coste settentrionali e orientali, per favorire l’installazione di infrastrutture più legate al mondo economico che a quello militare. Ma le sorprese di sicuro non finiranno qui.

Leonardo Parigi

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Autore

  • Leonardo Parigi

    Sono Laureato in Scienze Politiche Internazionali all’Università di Genova e di Pavia. Sono giornalista pubblicista, e collaboro con testate nazionali sui temi di logistica, trasporti, portualità e politica internazionale.

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