Massimi vertici dell’Unione Europea e capi di governo si sono riuniti a Rovaniemi per una due giorni di approfondimenti sulla sicurezza della regione, con la Russia convitato di pietra.
La terza volta di Petteri Orpo
Il 13 e 14 settembre, nella città finlandese di Rovaniemi, si è tenuto il primo European Arctic Summit, una riunione convocata dal primo ministro finlandese Petteri Orpo che ha portato nella capitale della Lapponia il presidente del Consiglio Europeo António Costa, l’Alto Rappresentante per la politica estera Kaja Kallas, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, la premier danese Mette Frederiksen e i leader di altri otto Paesi Ue.
Il summit si è concluso con una dichiarazione congiunta firmata da dodici stati membri (tra cui Francia, Germania, Polonia, Romania e i Paesi baltici) che chiedono all’Unione Europea di assumere “un ruolo più strategico e proattivo nell’Artico europeo”. Il testo è netto, visto che nella dichiarazione si sottolinea come “L’Artico sta attraversando una trasformazione rapida e profonda, con crescenti implicazioni per la sicurezza e la stabilità dell’Europa nel suo insieme”. Russia e Cina vengono citate esplicitamente come le principali fonti di pressione sull’area.

Costa ha sintetizzato lo spirito del vertice con un’affermazione destinata a diventare il punto di riferimento del dibattito europeo sull’Artico: “Ciò che conta per l’Artico, conta per tutti gli stati membri dell’Unione Europea. Ciò che accade qui non è una questione regionale, ma europea. La sicurezza artica è sicurezza europea”. Non è la prima volta che Orpo convoca summit europei nella Lapponia finlandese. Nel dicembre 2024 aveva ospitato a Saariselkä un incontro nord-sud sulla sicurezza europea (a cui aveva partecipato anche la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni), e a dicembre 2025 un Eastern Flank Summit a Helsinki. L’Italia era stata invitata al vertice, ma Roma ha preferito declinare l’invito, aderendo comunque alla dichiarazione congiunta a seguito del summit.
La visione della UE
Kallas, dal canto suo, ha rilanciato sul piano militare: “Registriamo che la Russia sta riattivando basi militari dell’era sovietica e conducendo esercitazioni missilistiche nell’estremo Nord. Vediamo anche un crescente interesse della Cina nella regione: dobbiamo quindi restare vigili”.
Tra i temi tecnici più discussi a porte chiuse, quello dei rompighiaccio ha occupato un posto di rilievo. La Finlandia ha portato al tavolo la propria candidatura come centro di eccellenza per la costruzione di navi polari in ambito europeo. Merz ha sostenuto esplicitamente la proposta: “Ne abbiamo assolutamente bisogno, hai il mio sostegno su questo”, ha affermato rivolgendosi al collega finlandese. Kallas ha confermato il sostegno di massima, precisando però che si applicheranno le normali regole europee sugli appalti. Un punto, questo, su cui non esiste tuttavia una visione complessiva, industriale o politica. Ma che la pubblicazione della nuova strategia artica dell’Unione Europea, prevista per la metà di ottobre, potrebbe svelare in maniera più appropriata.
Leonardo Parigi
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