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Il porto di Göteborg si prepara al futuro

Fonte: Facebook/goteborgshamn

Investimenti, espansione e transizione energetica: Göteborg si prepara a un futuro in cui le rotte del Nord Atlantico peseranno molto di più di oggi.

Occhi sul Nord

Göteborg non è mai stata solo un porto. È da sempre il punto in cui la Svezia incontra il mare aperto, l’unico affaccio atlantico del Paese, protetto dall’arcipelago Bohuslän e posizionato all’imbocco del Kattegat, il braccio di mare che separa la penisola scandinava dalla Danimarca. Per secoli questa posizione ha fatto di Göteborg il fulcro naturale dei traffici nordici, mentre oggi, con una serie di investimenti infrastrutturali senza precedenti e una visione energetica che guarda al 2050, lo scalo svedese si candida a diventare qualcosa di più. Un nodo strategico nel sistema di connessioni che lega l’Europa del Nord alle rotte emergenti dell’Artico.

Il primo trimestre del 2026 racconta di uno scalo solido, capace di assorbire le turbolenze del commercio globale senza perdere l’orientamento. I flussi di merci si sono mantenuti stabili, con 234.000 container movimentati (in calo del 3% rispetto all’anno precedente), dovuto principalmente alla riduzione dei contenitori vuoti, mentre il carico effettivo ha registrato una crescita. Un dato che il vice-presidente dello scalo, Claes Sundmark, ha letto come positivo: la progressiva parità tra import ed export si avvicina ormai alla soglia del 50-50, segnale di un porto sempre più bilanciato nelle sue funzioni.

Il settore automotive ha trainato con forza: +15% nel numero di veicoli gestiti, 71.000 unità nel trimestre, in parte grazie al dirottamento di traffici da altri scali europei in difficoltà di capacità. Parallelamente, i prodotti energetici hanno fatto registrare un balzo del 19%, raggiungendo 5,6 milioni di tonnellate, mentre il dry bulk è cresciuto del 29% spinto dai prodotti forestali. I passeggeri, tra crociere e traghetti, sono aumentati dell’8%, con una stagione crocieristica che quest’anno ha preso il via “insolitamente presto”.

Skandia Gateway

Il progetto che definirà il futuro di Göteborg nei prossimi decenni si chiama “Skandia Gateway“, e la sua logica è semplice quanto ambiziosa. Ovvero rendere lo scalo accessibile alle navi di nuova generazione, sempre più grandi e con pescaggi crescenti. Ad aprile 2026, il porto ha firmato con Boskalis Sweden AB un contratto da circa 202 milioni di corone svedesi (l’equivalente di 18 milioni di euro) per il dragaggio e l’ampliamento del canale di accesso. I fondali passeranno dagli attuali 13,5 metri fino a un massimo di 17,5 metri.

L’operazione è sostenuta dalla Banca europea per gli investimenti (Bei), che a fine 2025 ha concesso un finanziamento da 850 milioni di corone svedesi (circa 78 milioni di euro). I lavori principali sono programmati tra ottobre 2026 e marzo 2027. Il piano include anche l’ammodernamento di circa 700 metri di banchine, comprese quelle del terminal container gestito dalla danese APM Terminals. Non è un cantiere, è una scommessa sul futuro: quella che oggi è una finestra sul Kattegat diventerà una porta aperta sull’Atlantico settentrionale.

La dimensione forse più interessante della trasformazione di Göteborg è quella energetica. Nel luglio 2025, il porto ha firmato con Inter Terminals Sweden (un operatore nel settore dello stoccaggio di prodotti energetici liquidi presente a Göteborg dal 1964) un accordo della durata di venticinque anni per lo sviluppo congiunto di un energy port del futuro, orientato alla transizione dai combustibili fossili verso prodotti rinnovabili come HVO, FAME e metanolo. Un quarto di secolo di impegno condiviso è un segnale inequivocabile sulla direzione di marcia.

A questo si aggiunge l’investimento da 11,4 milioni di euro per la costruzione di una stazione di trasformazione da 19 MVA che abiliterà la possibilità per le navi container e car/RoRo di connettersi alla rete elettrica (“Cold-ironing”) entro il 2030. Nel maggio 2025 il porto ha ospitato il primo bunkeraggio di biometano liquido prodotto in Svezia.

L’hub del futuro

Gli investimenti in atto seguono il nuovo terminal portuale da 144.000 metri quadrati inaugurato nell’estate 2024, un’espansione da oltre 60 milioni di euro, realizzato per ottenere più spazio di manovra per la logistica regionale. Denominato “Arendal 2”, il terminal rientrava anche nella strategia del porto di concentrare le proprie attività terminalistiche nell’area portuale esterna, più distante dal centro città, e con collegamenti diretti con le infrastrutture stradali e ferroviarie del porto, nonché con il crescente polo industriale locale.

göteborg
Fonte: www.goteborgshamn.se/

È qui che Göteborg incrocia le dinamiche che stanno ridisegnando la geografia del commercio nordico. La Svezia è entrata nella NATO nel marzo 2024, e il suo porto principale ha acquisito automaticamente una rilevanza strategica che va ben oltre il commercio civile. Le rotte del Mar Baltico e del Kattegat sono oggi al centro dei piani di difesa e logistica militare dell’Alleanza nel fianco nord, e Göteborg ne è il nodo occidentale per eccellenza.

Ma c’è di più. Qualora le rotte artiche diventeranno navigabili in modo affidabile nella stagione estiva, Göteborg si troverà nella posizione ideale per intercettare i flussi che scenderanno dal Nord Atlantico verso i mercati dell’Europa continentale. Un canale più profondo, terminal più efficienti, infrastrutture energetiche rinnovate: ogni investimento che lo scalo sta compiendo oggi ha senso anche in questa prospettiva. Il porto che guarda all’Atlantico guarda, in controluce, anche verso il Polo.

Leonardo Parigi

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Autore

  • Leonardo Parigi

    Sono Laureato in Scienze Politiche Internazionali all’Università di Genova e di Pavia. Sono giornalista pubblicista, e collaboro con testate nazionali sui temi di logistica, trasporti, portualità e politica internazionale.

Leonardo Parigi
the authorLeonardo Parigi
Sono Laureato in Scienze Politiche Internazionali all’Università di Genova e di Pavia. Sono giornalista pubblicista, e collaboro con testate nazionali sui temi di logistica, trasporti, portualità e politica internazionale.

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