La spedizione The Last Line, guidata da Roberto Ragazzi con Simone Talamo e Andrea Tiberi, attraverserà i ghiacciai islandesi Hofsjökull e Langjökull per documentarne l’arretramento sempre più evidente.
Nel cuore dell’Islanda
Una nuova, ambiziosa impresa vede Roberto Ragazzi, guida escursionistica con decine di spedizioni artiche alle spalle, nonché membro del Soccorso Alpino, tentare di attraversare in completa autosufficienza i ghiacciai islandesi Hofsjökull e Langjökull. Ad accompagnarlo, Simone Talamo, fondatore della community di viaggio Missione Avventura e Andrea Tiberi, atleta romano di endurance, per i quali questa sarà la prima esperienza in Artico, con Alessandra Marchesi in supporto dal punto di vista della logistica.

160 chilometri, immersi negli estremi ambienti artici, tra crepacci, venti fino a 100 km/h e temperature che potranno toccare i -30°C, senza alcun supporto esterno, con ai piedi degli sci e trascinandosi una pulka, slitta tipica artica, caricata con tutto il necessario per sopravvivere in autonomia per i 10-12 giorni che saranno necessari a completare questa impresa, la prima per un team tutto italiano.
La spedizione italiana cercherà così di chiudere, con questo ultimo gradino, l’esplorazione di tutti e tre i principali ghiacciai dell’Islanda. Già nel 2024, infatti, Roberto Ragazzi aveva completato l’attraversamento integrale del Vatnajökull, il ghiacciaio più grande d’Europa.
Più di una semplice spedizione
Ma The Last Line – così come è stata nominata questa spedizione – non punta soltanto a testimoniare i chilometri percorsi, ma si prefissa come obbiettivo quello di compiere osservazioni dirette, raccogliere immagini e dati direttamente sul campo, per creare un documento vivo sullo stato di salute dei ghiacciai in Islanda, che consentirà di validare ipotesi sulla presenza e distribuzione della biodiversità della fauna glaciale in ambienti artici estremi.
“Camminare su un ghiacciaio oggi significa muoversi su qualcosa che cambia sotto i piedi. I ghiacciai islandesi perdono massa ogni anno, in silenzio. The Last Line nasce anche per questo: osservare, documentare, raccontare. Perché un ghiacciaio non è solo ghiaccio. È memoria climatica, equilibrio, futuro.”
Roberto Ragazzi
La spedizione, infatti, collaborerà con il progetto “CollembolICE“, coordinato da Barbara Valle – naturalista e ricercatrice dell’Università di Siena e del Centro Nazionale di Biodiversità – e che vede coinvolti molti enti e organizzazioni nazionali e internazionali. dell’Adamello. Il progetto si concentra sullo studio delle cosiddette “pulci dei ghiacciai”, collemboli carnivori che vivono esclusivamente a contatto con il ghiaccio e che per questo motivo sono indicatori ecologici sensibili ai cambiamenti climatici e alla scomparsa dei ghiacciai.
The Last Line, infatti, non è solo un nome: è un messaggio. Rappresenta la drammatica condizione dei ghiacciai islandesi, che stanno perdendo rapidamente massa glaciale. La “linea” è quella bianca e fragile dei ghiacci, simbolo di un confine che rischia di scomparire. La spedizione vuole raccontare con forza l’urgenza di proteggere questi giganti del freddo e portare il pubblico a comprendere visivamente il loro stato di salute.
From Ice for Life, dall’iniziativa un progetto benefico
Ultimo dettaglio, ma non per importanza, la missione andrà a contribuire all’iniziativa benefica “From Ice for Life”, come le precedenti imprese di Ragazzi, che hanno permesso a loro volta la realizzazione di un acquedotto a Gishikanwa, in Burundi.
Questa nuova fase del progetto, sempre promossa da Cimberio S.p.a. e Vispe Onlus, si propone di raccogliere fondi per la realizzazione di un impianto di pompaggio dell’acqua alimentato da energia fotovoltaica presso la sorgente di Rulege, nella Missione di Bugenyuzi, in Burundi, nel Comune di Karuzi, Provincia di Gitega, che porterebbe a migliorare concretamente la qualità della vita di circa 5.000 persone.
Giulia Prior
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