La nostra inviata Elena Ciavarelli è a bordo di Nave Alliance per partecipare alla missione scientifica High North26 della Marina Militare, che ha raggiunto la decima edizione.
Geografia dei fondali
Location: in prossimità dell’Isola degli Orsi
Meteo: nuvoloso, con cenni di vento
Ogni giorno è attivo il multibeam di bordo: si tratta di un sonar che misurando con fasci acustici il fondale marino permette di ricostruire le forme e restituire il dato di fondale: 2200m, 267m, 536m. È incredibile vedere l’entità dei cambiamenti del fondale sotto di noi: variazioni costanti e continue, alla quale saremmo perfettamente ciechi se non fosse per questa strumentazione.
Profondità così suggestive mi hanno portato a riflettere sull’attività a bordo, e come lo studio del mare sia strettamente legato all’avanzamento della strumentazione tecnologica. Il multibeam è un sonar multifascio e quindi permette di ricostruire, con un singolo impulso, un ampio fascio di mare. Unendo le singole “spazzate” otteniamo la ricostruzione di una superficie continua di fondale marino: siamo passati in pochi anni dal dato puntuale, ottenuto dalla misura di un singolo punto, al dato areale, con una copertura continua di un’area più o meno ampia.

Anche solo dando un veloce sguardo nel Main Scientific Lab è tuttavia impossibile non notare l’importanza del ruolo che ricoprono gli avanzatissimi mezzi che permettono le analisi indirette. Dalla geomorfologia del fondale allo studio delle correnti, metodi come quelli che sfruttano l’acustica sono indubbiamente centrali nello studio e nell’esplorazione dei mari, tutti con il fine di ampliare le conoscenze dell’oceano che ci circonda. Ciò che può sembrare un limite insormontabile in ambito marino, seppur con chiari ostacoli e difficoltà, è anche un rinfrescante cambio di prospettiva che permette l’approccio ad una nuova quotidinità.
Intorno alle 20 del 21 luglio è stata avviata una nuova attività di CTD, con campionamento di acque su un fondale con un massimo di 300 metri. Simultaneamente, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), con il supporto del team scientifico, ha avviato i primi campionamenti, che si sono focalizzati sul recupero di microplastiche contenute nelle acque artiche e analisi del contenuto di virus, i quali verranno studiati una volta tornati in Italia. Queste attività svolte da ISS rientrano nel protocollo di intesa con la Marina Militare “SEACARE”, che si focalizza da maggio 2022 sulla tutela dei mari e protezione della salute umana, attraverso lo studio di diversi contaminanti di origine antropica da molteplici aree del globo marino.
Pillola del giorno: “La bellezza dell’adattamento”
Il “fulmarus glacialis”, anche detto “fulmaro”, è un uccello molto comune in queste zone. Ha una caratteristica che mi ha colpito particolarmente: presenta infatti un “tubo nasale”, che gli permette di espellere il sale in eccesso che assume bevendo acqua marina e nutrendosi di organismi ricchi in sali.
Elena Ciavarelli
Osservatorio Artico © Tutti i diritti riservati









