Agenda alla mano, tutti gli appuntamenti chiave per capire meglio la transizione dell’Artico, a livello scientifico, politico ed economico.
Come arriva la regione al nuovo anno
Lo scorso 15 dicembre 2025 il presidente russo Vladimir Putin firmava un decreto per autorizzare la costruzione di una base temporanea al Polo Nord. Una nuova installazione dedicata alla ricerca scientifica, al turismo di alta fascia e alla dimostrazione delle capacità russe di dominare la natura, visto che la base – realizzata dalla Società Geografica Russa e dall’Accademia Russa delle Scienze – offrirà “alloggi di breve durata e programmi educativi”.
La base, intitolata alla memoria di Artur Čilingarov, sarà aperta probabilmente il prossimo aprile. Ma il fatto è emblematico, per due distinti motivi. Il primo, per la scelta di dare lustro al celebre esploratore russo, scomparso nel 2024. Scienziato, geografo e politico, molto legato a Putin, ha segnato i suoi 84 anni con innumerevoli successi nella ricerca scientifica artica. Čilingarov ricevette innumerevoli riconoscimenti, tra i quali le massime onorificenze di Eroe dell’Unione Sovietica e di Eroe della Federazione Russa.
Tuttavia, la missione che lo ha reso celebre a livello internazionale è senza dubbio Arktika-2007. Nell’estate di quell’anno, Čilingarov, insieme a un team di esploratori, si immerse a bordo di un sottomarino attraverso un’apertura nel ghiaccio, raggiungendo una profondità di circa 4.300 metri sotto il Polo Nord geografico. Durante l’operazione, utilizzò un braccio meccanico per collocare una bandiera russa in titanio sul fondale marino, segnando un momento simbolico nella storia dell’esplorazione polare e affermando, con una chiara valenza geopolitica, la Russia come protagonista indiscussa del Polo Nord.
La percezione e la tabella
Il secondo motivo per cui questa notizia è rilevante, è per la sua percezione. Avessimo scritto di questa nuova base nel 2021, l’idea dell’apertura di una nuova stazione sul ghiaccio marino artico sarebbe stata notevole per la ricerca scientifica, per la diplomazia. Oggi, al contrario, leggiamo questa attività come automaticamente legata a un aspetto politico, aggressivo. E questo a causa della mai sopita tensione tra Russia e Nato degli ultimi anni, a causa chiaramente dell’aggressione di Mosca verso Kiev. Ma questo punto, a cosa di porta nel guardare all’Artico nel 2026?

Non sappiamo ovviamente cosa potrà accadere nel corso del futuro, ma possiamo delineare alcune tendenze per i prossimi mesi. A partire dalla Russia, che probabilmente spingerà sempre più verso il rafforzamento delle sue coste artiche, sia in chiave energetica ed economica tramite la Northern Sea Route, sia per quanto riguarda il posizionamento militare dei suoi avamposti.
La Cina, messo a segno il punto con il viaggio della Istanbul Bridge, proverà a irrobustire la flebile offerta mercantile lungo la stessa rotta, come già annunciato. E questi due punti porteranno inevitabilmente numerose domande, soprattutto in chiave di sanzioni internazionali, opportunità economiche e politiche.
Cosa cambia per la politica
L’Italia nel 2026 sarà uno dei Paesi ospitanti i molti forum internazionali che gravitano intorno al tema artico, grazie all’Arctic Circle Polar Dialogue di Roma, il prossimo 3-4 marzo. E sarà interessata anche dalla nuova strategia nazionale italiana per l’Artico, in fase di definizione in queste settimane.
Ma non solo. Perché se è vero che i Paesi nordici sono ormai pilastri della postura settentrionale della Nato, è altrettanto vero che la visione di Oslo, Stoccolma e Helsinki è molto diversa da quella che può avere l’Italia, la Spagna o il Portogallo. È la geografia, bellezza.
La Danimarca andrà a elezioni per il Folketing entro fine ottobre 2026. Le elezioni in Svezia si terranno invece il prossimo settembre 2026, e al momento la linea di governo non dovrebbe discostarsi troppo (parlando di politica internazionale) dal presente. Ma la Danimarca dovrà anche capire come e quanto provare a tenere a bada le costanti minacce statunitensi sulla Groenlandia.
I principali appuntamenti per il 2026
Gennaio
- Oulu European Culture Capital | Oulu | Dal 1 Gennaio
- European Youth Capital 2026 | Tromsø | Dal 1 Gennaio
- Arctic Frontiers 2026 | Tromsø | 2-5 Febbraio
- Senior Arctic Officials & Working Groups dell’Arctic Council | Tromsø | Inizio febbraio
Marzo
- Arctic Food Forum | Umeå | 2 Marzo
- Arctic Circle Rome Forum – Polar Dialogue | Roma | 3-4 Marzo
- Arctic Winter Games 2026 | Whitehorse | 8–15 marzo
Aprile
- Arctic Science Summit Week (ASSW) 2026 | Aarhus | 25 Marzo – 1 Aprile
- Arctic Observing Summit (AOS) 2026 | Aarhus | 30 marzo – 1 Aprile
- Arctic Encounter | Anchorage | 15-17 Aprile
- High North Dialogue | Bodø | 22-23 Aprile
Maggio
- Future Greenland | Nuuk | 19-20 Maggio
- Kirkenes Conference | Kirkenes | 20-21 Maggio
- UArctic Congress & Assembly 2026 | Tórshavn | 26-29 Maggio
- Ocean Connectivity Conference | Tórshavn | 26-28 Maggio
Giugno
- Cruise ship incidents in the Arctic | Tórshavn | 2-4 Giugno
Settembre
- EU Arctic Forum | Bruxelles | 1 Settembre
Ottobre
- Arctic Circle Assembly 2026 | Reykjavík | 8-10 Ottobre
- Arctic Expedition Cruise Week | Oslo | 20-23 Ottobre
Novembre
- Lisbon Arctic International Conference | Lisbona | 28 Novembre
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