Con il nuovo sistema missilistico Gungnir di produzione sudcoreana, la Norvegia amplia la propria deterrenza terrestre lungo il fianco artico della NATO. E Bardufoss diventa il perno della deterrenza norvegese
Missili sudcoreani nell’Artico
Negli ultimi anni, con l’invasione russa dell’Ucraina, Oslo ha accelerato un processo di rafforzamento del proprio dispositivo militare nelle regioni artiche. Proprio pochi giorni fa è stato annunciato un nuovo importante investimento in un sistema missilistico che sarà basato nell’Alto Nord.
Il nuovo battaglione missilistico dell’esercito norvegese sarà situato a Bardufoss, nella contea di Troms, estremo settentrionale del Paese scandinavo. L’unità sarà equipaggiata con il sistema a lunga gittata Chunmoo di produzione sudcoreana e rappresenta un ampliamento rilevante delle capacità terrestri di Oslo nel Nord del Paese. I norvegesi lo hanno già ribattezzato Gungnir, che si riferisce alla lancia di Odino, il dio della mitologia norrena. Nel racconto, Gungnir colpisce sempre il suo bersaglio.

La decisione è stata annunciata dal governo norvegese nell’ambito del rafforzamento delle forze armate e prevede la creazione di una nuova unità permanente, destinata a operare nelle regioni settentrionali. Il battaglione dovrebbe contare circa 750 effettivi e disporre di 16 piattaforme di lancio mobili, introducendo per la prima volta nell’esercito norvegese una capacità missilistica terrestre a lunga distanza basata su un sistema sviluppato al di fuori dell’area euro-atlantica.
“Si tratta di uno degli investimenti più grandi mai realizzati dall’esercito”, ha dichiarato il ministro della Difesa Tore O. Sandvik in un comunicato. Il costo è di 19 miliardi di corone norvegesi (1,65 miliardi di euro).
La scelta di Bardufoss
La scelta di Bardufoss non è casuale. La località, nel cuore dell’artico norvegese, rappresenta da anni uno dei pilastri della presenza militare nel Nord del Paese. Qui convergono infrastrutture logistiche, unità dell’esercito e una delle principali basi aeree dell’Artico europeo, elemento che ne fa un punto nevralgico per il rapido dispiegamento di forze verso le aree settentrionali.
A Bardufoss si trova la Bardufoss flystasjon, sede della 139ª Air Wing della Royal Norwegian Air Force. La base ospita diverse unità elicotteristiche che negli anni hanno garantito un supporto essenziale alle operazioni nell’area. È inoltre sede della scuola di volo dell’aeronautica, snodo fondamentale per l’addestramento dei piloti militari.

Il sito non è soltanto un centro operativo, ma anche un hub tecnico-industriale: a Bardufoss è presente Kongsberg Aviation Maintenance Services, che assicura capacità di manutenzione e supporto tecnico per velivoli ed elicotteri militari, contribuendo alla continuità operativa delle forze schierate nell’area.
In questo contesto, l’insediamento del nuovo battaglione missilistico amplia ulteriormente il profilo strategico dell’area. La combinazione di capacità terrestri, aeree e logistiche consolida Bardufoss come uno dei principali nodi militari del Nord norvegese, in una regione che negli ultimi anni ha assunto un’importanza crescente nella pianificazione della difesa di Oslo.
Il sistema Chunmoo “Gungnir”
Il sistema scelto per equipaggiare il nuovo battaglione è il Chunmoo K239, prodotto dall’industria sudcoreana Hanwha, rinominato appunto “Gungnir” come la lancia del dio Odino. Si tratta di un sistema di lancio multiplo montato su veicoli ruotati, progettato per garantire elevata mobilità e flessibilità operativa.
E la mobilità è in effetti uno degli elementi chiave: in un territorio vasto e climaticamente complesso come il Nord norvegese, la capacità di spostarsi rapidamente rappresenta un fattore decisivo.

Il Chunmoo è in grado di impiegare diversi tipi di munizionamento, con gittate che possono arrivare fino a circa 500 chilometri, a seconda della configurazione. La piattaforma consente il lancio rapido di più razzi in un breve intervallo di tempo, permettendo di colpire obiettivi a lunga distanza con precisione e riducendo l’esposizione del sistema a eventuali contromisure.
Un investimento strategico per l’esercito
L’investimento complessivo per il nuovo battaglione e per l’acquisizione dei sistemi missilistici è una delle iniziative più rilevanti per l’esercito norvegese degli ultimi anni e segna un cambiamento significativo nella dottrina terrestre del Paese.
Fino ad oggi, la Norvegia ha fatto affidamento soprattutto su capacità navali e aeree per la deterrenza e la difesa a lunga distanza. L’introduzione di una componente missilistica terrestre amplia lo spettro delle opzioni operative a disposizione delle forze armate, rafforzando l’integrazione tra i diversi domini.
La Norvegia è l’unico Paese NATO, insieme alla neo-entrata Finlandia, a confinare con la Russia nell’Artico europeo lungo la regione del Finnmark, di fronte alla strategica Penisola di Kola. In questo contesto, sistemi mobili e a lunga gittata aumentano la credibilità della deterrenza, specialmente in una regione caratterizzata da grandi spazi, infrastrutture limitate e condizioni climatiche severe.
Il nuovo battaglione missilistico introduce quindi una capacità finora assente nell’esercito norvegese, destinata a integrarsi con gli altri strumenti a disposizione delle forze armate nelle regioni settentrionali.
Isabella Basile