AntartideItaliaScienza

Antartide, una nuova spedizione italiana

Arrivo del primo contingente di tecnici presso la base Mario Zucchelli. Foto: PNRA

Una nuova missione scientifica porta ricercatori e tecnici italiani a operare nelle basi Mario Zucchelli e Concordia e a bordo della nave Laura Bassi

Una nuova stagione di ricerca italiana

La quarantunesima campagna italiana in Antartide è iniziata, inaugurando una delle missioni scientifiche più ampie degli ultimi anni. Circa duecento tra ricercatori, ricercatrici e tecnici prenderanno parte a studi che spaziano dalla glaciologia alla climatologia, dalla biodiversità all’oceanografia, all’interno del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide. La missione, coordinata da Cnr, Enea e Ogs e finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, conferma il ruolo dell’Italia nella ricerca polare e contribuisce alla comprensione di un sistema climatico globale sempre più fragile.

Ritorno alla base Mario Zucchelli

Il primo contingente è già arrivato alla base Mario Zucchelli, riaperta dopo la pausa invernale. I tecnici hanno ripristinato le attività e stanno valutando le condizioni del ghiaccio marino dove sarà allestita la pista d’atterraggio per i voli successivi operati dall’Aeronautica Militare. Nel frattempo sono iniziati interventi di ammodernamento che includono viabilità interna, molo e nuove infrastrutture tecniche.

Come spiega Elena Campana, responsabile dell’Unità Tecnica Antartide di Enea, l’obiettivo è “rendere la base sempre più efficiente e funzionale”. Oltre cento partecipanti lavoreranno qui su quattordici progetti dedicati alle dinamiche Terra-ghiaccio-clima, alla biodiversità, all’inquinamento e a discipline come geofisica, astronomia e meteorologia spaziale.

La stagione estiva alla stazione Concordia

La campagna estiva presso la stazione italo-francese Concordia, situata a oltre tremila metri sul plateau antartico, coinvolgerà circa ottanta persone impegnate in trentanove progetti. Tra queste anche il nuovo winterover, composto da dodici membri provenienti da Italia, Francia e Regno Unito, che affronteranno i nove mesi dell’inverno polare in completo isolamento, con temperature che possono scendere fino a –80 °C.

cnr antartide concordia
La stazione Concordia. Foto: PNRA

Sono previsti interventi strutturali sulle torri principali e sugli shelter, lavori per ridurre l’accumulo nevoso e l’installazione di un nuovo modulo acqua nel Summer Camp. La stazione ospiterà inoltre attività dell’Istituto Polare Francese e dell’Agenzia Spaziale Europea, rafforzando una collaborazione scientifica internazionale in uno degli ambienti più estremi della Terra.

Il campo di Little Dome C e il progetto Beyond EPICA

A metà novembre riaprirà anche il campo di Little Dome C per la fase conclusiva del progetto internazionale Beyond Epica Oldest Ice, coordinato dall’Istituto di Scienze Polari del Cnr. Dopo il recupero di campioni di ghiaccio risalenti a oltre 1,2 milioni di anni, questa stagione sarà dedicata alla perforazione della roccia sottostante la calotta e all’estrazione di repliche dei campioni acquisiti lo scorso anno.

La direttrice del Cnr-Isp, Giuliana Panieri, sottolinea come la spedizione “confermi l’impegno del Cnr nel coordinamento della ricerca di eccellenza”, evidenziando il valore di nuove attività che contribuiranno ad ampliare la conoscenza del clima passato.

La missione della nave Laura Bassi

La nave oceanografica Laura Bassi ha lasciato Trieste a inizio ottobre e, dopo il passaggio in Nuova Zelanda, partirà per l’Antartide il venticinque novembre. La missione proseguirà fino a marzo 2026 in due fasi e coinvolgerà ventotto ricercatori e tecnici insieme a ventitré membri dell’equipaggio. Le attività, oltre 190 giorni complessivi, saranno sostenute da un recente programma di ammodernamento che ha migliorato l’assetto tecnico e le condizioni di vita a bordo. “La nave affronta la nuova missione con un nuovo assetto tecnico che permetterà di migliorare le condizioni a bordo e l’attività di ricerca scientifica”, ha dichiarato Franco Coren, direttore del Centro Gestione Infrastrutture Navali dell’Ogs.

Il contributo delle Forze Armate

La spedizione potrà contare anche sul supporto di venti esperti delle Forze Armate, provenienti da Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, affiancati da tre membri dei Vigili del Fuoco. Le loro competenze garantiranno la sicurezza delle attività esterne e subacquee, la gestione delle operazioni aeree e il supporto tecnico quotidiano. In un territorio tanto ostile, questo contributo rappresenta un elemento essenziale per il successo operativo e scientifico della missione.

Enrico Peschiera

Osservatorio Artico © Tutti i diritti riservati

Enrico Peschiera
Ho studiato Relazioni Internazionali e oggi mi occupo di comunicazione aziendale. Scrivo qui perché l'Artico è una frontiera di profondi cambiamenti che meritano di essere raccontati. Genovese e genoano.

Lascia un commento

3 × 1 =

Vuoi rimanere aggiornato sulle novità dell'Artico?

Entra nella più grande community degli appasionati dell'Artico, unisciti a oltre 2500 iscritti

Grazie per esserti iscritto e benvenuto tra noi!