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High North26, la conclusione della 10° spedizione

Foto © Osservatorio Artico

L’ultima fase della decima edizione di High North si avvia e con essa si traccia un bilancio di quanto è stato fatto nel corso degli anni. E per qualcuno, si tratta dell’ultimo giorno di lavoro prima della pensione.

Dieci anni di High North

Meteo: soleggiato

Location: sopra i 75°N

La lista sempre più breve di attività da svolgere e la direzione verso latitudini meno remote, sancisce l’ultima fase della spedizione High North. Trovandoci al termine della decima edizione, è necessaria una riflessione sul percorso di crescita affrontato in questi anni. Mentre proseguono le ultime attività a bordo, tra cui il transetto con la sonda CTD e il rilascio della boa “ArgoFloat”, colgo l’occasione per scambiare un paio di parole con il Capitano di Fregata Maurizio Demarte, Coordinatore Scientifico della spedizione. 

Completando un resoconto degli ultimi 10 anni, ho concluso che siamo riusciti a scandagliare 31 800km2, ’equivalente di 4 milioni di campi di calcio. Su un intero Oceano può sembrare poco, ma se ognuno mettesse quel poco a disposizione si riuscirebbe a migliorare la percentuale di fondale oceanico conosciuto, che attualmente si attesta a solo 27,4%. Nel nostro piccolo posso dire che abbiamo contribuito a tale progresso. Questo ci permette sicuramente di guardare al futuro in maniera più coesa ed organizzata, con enti scientifici e un complessivo coordinamento della Difesa.” 

maurizio demarte
Il C.F. Maurizio Demarte © Istituto Idrografico della Marina

D’altronde, un decennio intero scandito da sforzi e continue sfide non può che portare alcuni punti di riflessione. Sia dalla prospettiva degli obbiettivi e risultati raggiunti, ma anche a livello di impatto. È proprio quest’ultimo punto il maggior motivo d’orgoglio per il programma High North.

L’ultimo giorno di lavoro

La mattinata inizia con la quotidiana riunione delle 8:15AM, dove il Comandante Demarte ci illustra le attività da concludere entro la fine della giornata. Oggi arriveremo allo Storfjord nel primo pomeriggio, luogo destinato al rilascio di Argo Float, sonda oceanografica il cui responsabile è il geologo e oceanografo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Leonardo Langone

Dopo aver preso un caffè, necessario per affrontare giornate così frenetiche, inizio a lavorare. Scatto alcune foto e video, per poi procedere a seguire le spiegazioni del Dott. Langone in merito alla boa da rilasciare e al suo funzionamento. Si tratta di un momento carico di emozioni per tutti. Il contributo del geologo Langone alla ricerca scientifica, nonché alle campagne High North, è particolarmente lungo oltre che impattante. Testimoniare le ultime attività a conclusione del suo percorso lavorativo, prima del pensionamento, si riassume in ore cariche di significato e ricordi, soprattutto per i colleghi con cui collabora da più tempo.

Una volta raggiunta la corretta longitudine e latitudine per il deployment della strumentazione, iniziano le manovre. Partendo dal trasporto della boa verso il ponte scoperto, l’operazione procede con il sollevamento grazie al supporto del gruista, dei nocchieri e del Nostromo, ma anche del personale CMRE. Un punto fondamentale è stato quello dell’attivazione dello strumento, assicurandosi che la connessione con il satellite si sia verificata. Conclusa l’operazione, che ha come pubblico una grandissima parte dell’equipaggio non attualmente in guardia, iniziano gli applausi e sorrisi. Leonardo è visibilmente emozionato, dopo una mattinata di tensione, data la delicatezza dell’operazione. 

Fra calma e frenesia

A conclusione della giornata viene organizzato il tradizionale momento dedicato alla foto di tutto l’equipaggio che si riunisce a prua per lo scatto, con il giubbotto rosso ormai icona della Campagna. 

Decido infine di prendere un buon tè caldo dopo cena, per prepararmi alle prossime ore dedicate al transetto delle otto CTD programmate, mentre procediamo progressivamente verso Sud. Si respira un’aria indubbiamente diversa dal solito in Main Lab, di cambiamento. La conclusione delle attività scandisce l’avvicinarsi dell’esame per gli studenti del Master “Hydrography and Marine Geomatics”, ma anche l’inizio dei preparativi da parte di tutto lo staff scientifico per il riordino delle strumentazioni, in vista del rientro a La Spezia di Nave Alliance, programmato per inizio autunno. 

Non saprei ancora spiegare le emozioni e pensieri che sto vivendo, forse è ancora troppo presto per elaborarli a pieno. Sicuramente sento un alternarsi di calma e tranquillità, indotta dalla volontà di godermi al massimo ogni singolo momento che rimane per imprimere nella memoria un luogo che ha ormai un posto speciale nel mio cuore: le Svalbard, l’arcipelago dalle cime innevate e colori unici. Dall’altra parte sento una certa frenesia, anch’essa legata al medesimo flusso di pensieri: riducendosi il tempo che ci rimane qui a Nord, la stanchezza viene combattuta dalla mente, dove i pensieri non si fermano mai. Ogni momento è buono per godersi la compagnia e la vista che solo Nave Alliance può regalare.

High North26
© Osservatorio Artico

Pillola del giorno: “Stato del Mare: la Scala Douglas”

La Scala Douglas è essenziale quando si vuole descrivere lo stato del mare. Questo tipo di valutazioni sono risultate all’ordine del giorno durante i briefing di fine giornata, in particolar modo nel momento dedicato alle previsioni meteorologiche. È una scala che presenta valori da 0 a 9, in base all’altezza dell’onda che caratterizza il mare nel modello previsionale o nell’attuale, definendo il mare da “calmo” a “tempestoso”, con onde quindi da 0 a 14 metri.

Elena Ciavarelli

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Autore

  • Sono una studentessa del corso triennale di Scienze Geologiche presso l’Università Statale di Milano. La mia passione per l’Artico nasce dalla natura e dallo studio delle lingue scandinave

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