High NorthItalia

High North26 è iniziata! Buon vento a Nave Alliance 

Foto © Osservatorio Artico

La nostra inviata Elena Ciavarelli è a bordo di Nave Alliance per partecipare alla missione scientifica High North26 della Marina Militare, che ha raggiunto la decima edizione.

Un mondo, fuori dal mondo

Sono in partenza con Nave Alliance per raccontare la campagna in Artico della Marina MilitareHigh North26”, giunta quest’anno alla decima edizione. Appena salita a bordo, tra i diversi spazi per la gestione delle attività scientifiche, ricreative e conviviali, il Main Scientific Lab è sicuramente il primo ad avermi accolto. Un luogo in cui iIl tempo viene scandito da un orologio che campeggia nel lato opposto all’entrata del laboratorio, una delle stanze di riferimento per il coordinamento delle attività scientifiche.

UTC, “Coordinated Universal Time”: è proprio questo metodo di misura standard, comune a tutto il pianeta, che viene utilizzato su Nave Alliance. Connettersi simultaneamente con qualsiasi parte del mondo, senza discriminazione di fuso orario. Il tutto, scandito dalla frequenza dell’atomo di cesio. Penso che sia un punto di riflessione importante da cui partire, in quanto porta a mente la sintonia, l’unione e la collaborazione di ogni piccola parte dell’organismo che è il nostro pianeta, ma allo stesso tempo descriva la distanza dalla terraferma che contraddistingue la vita in nave.

D’altronde, mai nessuno nella propria quotidianità scandisce la propria giornata con lo standard UTC. E’ proprio questo il primo impatto che ho avuto su Nave Alliance: una familiarità distante, caratterizzata da alcuni punti in comune con la mia normale routine, ma intervallata da mille e più istanti di estraneità

Vent og se hva som skjer

Anche quest’anno High North26, sotto il coordinamento dell’Istituto Idrografico della Marina, vede la collaborazione tra diversi enti, il CMRE con il programma ACO26 (Arctic Climate Observatory), l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) con il suo progetto Sea-CARE, e-GEOS, CNR ed ENEA. Molteplici obbiettivi riassunti in un unico programma: dalla mappatura dei fondali, la conoscenza degli oceani, le attività di campionamento e filtrazione dell’acqua, le immagini satellitari integrate da campioni verità in situ, alle misure oceanografiche fisiche lungo la colonna d’acqua.

Vent og se hva som skjer”, “Aspetta e vedi come va”: un’unica frase, comune nella lingua norvegese, che riassume perfettamente la coesistenza tra un approccio metodico e determinato e l’immensa natura spesso avversa dell’Artico. La partenza necessita infatti una fitta organizzazione, che deve però sempre far i conti con il mare e la sua imprevedibilità.

alliance high north26
Foto © Osservatorio Artico

Pillola del giorno: “Il colore del Nord” 

Parlando con alcuni ragazzi del Master in “Marine Geomatics for Hydrography” anche loro presenti a bordo, abbiamo discusso dei colori associati a diverse componenti delle navi, i quali seguono una logica strategica, ma talvolta anche un forte spirito di tradizione. Secondo la convenzione e la tradizione navale, “l’occhio di Panama”, in corrispondenza della prua della nave, viene infatti colorata di rosso o blu in base al “circolo” che questa ha attraversato: rosso, per il caldo equatore e blu, per i circoli polari. E’ proprio quest’ultimo il caso della prua di Nave Alliance. 

Elena Ciavarelli

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Autore

  • Sono una studentessa del corso triennale di Scienze Geologiche presso l’Università Statale di Milano. La mia passione per l’Artico nasce dalla natura e dallo studio delle lingue scandinave

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