Safari Artico di Jørn Riel, edito da Iperborea, è un viaggio tra i ghiacci della Groenlandia, dove la sopravvivenza passa per l’amicizia, il sogno e un pizzico di follia.
Il sogno di Anton
A 19 anni è consentito avere dei sogni (onestamente lo è anche molto più tardi) e se poi il vostro sogno fosse quello di vivere un’esperienza estrema e particolare come quella del cacciatore di volpi lungo la costa nordorientale della Groenlandia, il desiderio potrebbe persino realizzarsi. Salvo poi rivelarsi diverso, e di molto, nella realtà.
È così che ha inizio “Safari Artico” di Jørn Riel, edito da Iperborea, che per il suo protagonista Anton è una prova di maturità e crescita e per il lettore si rivela, capitolo dopo capitolo, come un sottile fil rouge che connette i vari personaggi che popolano una zona fra le più inospitali del pianeta.

Anton è animato da grandi aspirazioni e grandi sogni che si scontrano e si affievoliscono nella vita quotidiana dei variopinti cacciatori già assuefatti al clima, alle intemperie e alle avversità di questi lunghissimi inverni con la sola consolazione di abbondanti bevute di acquavite. Conosciamo così il veterano Mads Madsen o Herbert, che cura con amore Alexander, il suo gallo italiano.
Tra realtà e fantasia
Personaggi che non sono semplici caricature, ma il frutto di sedici anni che l’autore ha trascorso realmente in Groenlandia tra il 1950 e il 1966. Riel attinge a quel bagaglio di leggende e aneddoti scambiati nelle capanne ghiacciate per dare vita ai suoi celebri “racconti brevi”, una forma narrativa che mescola realtà etnografica e surrealismo nordico.
Il tempo è scandito da un solo evento eccezionale che si svolge ogni estate allo scioglimento parziale dei ghiacci: l’arrivo della nave che ritira le pelli degli animali catturati durante l’inverno e consegna viveri e vettovaglie per un nuovo anno.

A questo branco di eremiti che solo ogni tanto, per vincere la noia, affrontano giornate di viaggio in condizioni climatiche estreme per farsi visita e sbronzarsi all’inverosimile non manca nemmeno una presenza femminile immaginaria, Emma. Talmente immaginata da diventare “vera”. Emma è un po’ volubile e passa di mano in mano, di sogno in sogno senza mai fermarsi troppo.
Una cacciatrice all’orizzonte
Ai residenti, così possiamo chiamarli, di anno in anno si affiancano occasionali ospiti come Johnson il tatuatore che, dietro lauto compenso, si arricchisce non poco con le sue opere disegnate sulla pelle altrui. L’unica vera donna si materializza in una cacciatrice che ormai ha sparato e ucciso qualsiasi animale del pianeta e che vuole sparare al bue muschiato. Ed è qui che inizia il Safari Artico dà il titolo al libro e che, più o meno volontariamente, coinvolgerà tutti i nostri eroi.
Chi ama le opere pubblicate da Iperborea si gusterà moltissimo questo libro piacevole e leggero in cui l’autore, con grande perizia e forte senso dell’humor, riesce a rendere gradevole e persino desiderabile un’avventura tra questi ghiacci così inaccessibili.
Chi era Jørn Riel

Jørn Riel, l’autore di questo libro, è uno scrittore danese nato nel 1931 a Odense e morto a Kuala Lumpur nel 2023. Arrivato in Groenlandia nel 1950 come parte della spedizione scientifica di Lauge Koch, rimase folgorato da quelle terre, trascorrendovi sedici anni che segnarono indelebilmente la sua produzione letteraria. Successivamente è diventato un inviato dell’ONU sui fronti più caldi del medio ed estremo oriente, viaggiando tra Siria, Giordania e Pakistan.
Questa sua particolare esperienza ha forgiato uno stile narrativo unico: brevi racconti, storie nate dalla tradizione orale delle lunghe notti invernali, dove la realtà si mescola al grottesco e al surreale. Proprio come in “Safari Artico”.
Riccardo Parigi









