La rubrica settimanale da Bruxelles che raccoglie gli appuntamenti da segnare in agenda e offre uno spunto di riflessione per la settimana.
Appuntamenti da tenere d’occhio:
- 29 aprile: Cerimonia di inaugurazione del mese europeo per la diversità a Bruxelles. L’evento sarà anche l’occasione per annunciare i vincitori della quarta edizione del premio “European Capitals of Inclusion and Diversity”.
- 29 aprile: Webinar sulle buone pratiche e gli strumenti per incentivare la partecipazione dei cittadini nell’azione climatica sub-nazionale. L’evento è organizzato dalla Coalizione dei Sindaci europei in collaborazione con la rete del Patto Europeo per il Clima, il Comitato delle Regioni, e la Missione per l’Adattamento al Cambiamento Climatico.
- 29-30 aprile: Sessione plenaria del Comitato Economico Sociale Europeo. I punti all’ordine del giorno includono la revisione di metà mandato delle politiche di coesione, presieduta dal vice-presidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto, la politica estera nel nuovo contesto geopolitico, digitalizzazione e democrazia, e gli imminenti preparativi per il prossimo quadro finanziario pluriennale. È possibile seguire la sessione in webstreaming.
Parliamo di numeri: fino a 1,2 milioni
Probabilmente gli 11 minuti della spedizione di Blue Origin a bordo del razzo New Shepard non sono bastati a Katy Perry e alle sue compagne per rendersene conto, ma abbiamo un problema crescente di rifiuti nell’orbita terrestre. È quanto evidenziato anche quest’anno dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) nel suo Space Environment Report.
I detriti spaziali si formano spesso come risultato della frammentazione di satelliti che restano in orbita anche dopo aver espletato le loro funzioni. Queste carcasse spaziali aumentano l’affollamento dell’orbita terrestre, già satura di missioni nazionali e internazionali e sempre più satelliti commerciali, accrescendo il rischio di collisione.

Spiegazione degli acronimi
L’ESA sottolinea che anche se non ci fossero nuovi lanci (e ce ne saranno), il numero di detriti continuerebbe a crescere perché gli eventi di frammentazione ne creano più velocemente di quanto questi riescano a uscire dall’orbita e rientrare in atmosfera. Nonostante si registri un miglioramento dell’adesione agli standard di mitigazione della produzione di detriti anche nel settore commerciale, sono necessarie dunque attività di rimozione.
Un ennesimo caso in cui sebbene l’impatto delle attività umane non sia facilmente visibile il problema rimane. Prima o poi la montagnetta sotto il tappeto ci farà inciampare.
Annalisa Gozzi
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