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Murmansk, viaggio ai confini dell’artico russo

Viaggio nella città più settentrionale della Russa “europea”, tra cultura, ambiente inospitale e un futuro incerto tra militarizzazione ed energia.

Tra ghiaccio e terra

Murmansk è una città della Federazione Russa, situata nella parte nord-occidentale della Russia europea e porto di mare più grande al mondo situato nella baia di Kola, a 32 km dal Mare di Barents e non lontano dal confine russo con la Norvegia.

Si tratta di una città ai confini del mondo, che nel 2015 ha celebrato il centesimo anniversario dalla sua fondazione: infatti Murmansk fu fondata nel 1915, quando venne realizzata la linea ferroviaria verso la penisola di Kola con il nome di “Romanov-sul-Murman”, in onore della dinastia imperiale. 

Nel 1917, con la cacciata della famiglia imperiale, la città fu ribattezzata Murmansk, e nei tre anni successivi fu occupata militarmente dalle armate alleate e dai “Bianchi” durante la guerra civile. 

Una storia recente

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, Murmansk – grazie al suo porto – fu per l’URSS un collegamento commerciale strategico con il mondo occidentale e con gli americani, in particolare per la fornitura di beni e prodotti necessari a sostenere lo sforzo bellico.

Nel 1941 le armate tedesche coordinarono un’offensiva contro la città, ma grazie alla resistenza sovietica non riuscirono né a conquistarla né a bloccare la ferrovia. Nel 1974, per celebrare i caduti di quella guerra, venne inaugurato a Nord della città il “Monumento ai difensori dell’Artico sovietico durante la Grande guerra patriottica”.

murmansk turismo

Infine, nel periodo della guerra fredda, Murmansk fu il centro dell’attività sottomarina sovietica, e oggi rimane la base della Flotta del Nord e della flotta di rompighiaccio nucleari “ATOMFLOT”.  In epoca sovietica, la città ha guadagnato alcune onorificenze, fra cui:

  1. Città eroina: si tratta di un titolo onorario conferito a dodici città e a una città-fortezza dell’URSS per il loro eroismo durante la grande guerra patriottica (1941-1945). 
  2. Ordine di Lenin: era la più alta onorificenza dell’Unione Sovietica. Il riconoscimento poteva essere assegnato per diversi motivi: a un civile per i servigi resi allo Stato, ai membri delle forze armate, a coloro che promuovevano amicizia e cooperazione tra i popoli promuovendo la pace o per altri servizi meritori nei confronti dello Stato e della società sovietica. Tale onorificenza fu assegnata a città, imprese, fabbriche, regioni e unità militari della regione.
  3. Ordine della Guerra patriottica di I classe: fu un’onorificenza creata per ricompensare gli atti eroici dei combattenti durante la Grande guerra patriottica. Essa fu attribuita a soldati dell’esercito, a marinai, ad aviatori, alle truppe di sicurezza, e ai partigiani. 
  4. Ordine della bandiera rossa del lavoro: è stata un’onorificenza al lavoro e ai meriti civili. 

Il territorio di Murmansk

Murmansk è soprattutto una città di provincia, nella quale ogni giorno si attuano scambi economici, politici e culturali con le nazioni vicine, in particolare con i vicini partner norvegesi e finlandesi. Qui il costo della vita è molto più alto rispetto al resto della Russia provinciale, e il clima estremo favorisce il dilagare di problematiche sociali come l’alcolismo, ma in generale la città è tranquilla e la gente a queste latitudini trascorre la maggior parte del tempo al lavoro a casa di amici e parenti.  

Ancora oggi, i cittadini russi che abitano queste zone si sentono dei coloni di una terra selvaggia e indomabile, come solo l’artico russo sa essere. Da un punto di vista turistico, la città è conosciuta per eventi estremi come i 40 giorni di luce in estate e i 40 giorni di buio in inverno, oppure per il bagno a mezzogiorno nel giorno più buio dell’anno a -35 gradi. 

I turisti che si recano a Murmansk lo fanno soprattutto per godersi i tramonti infiniti del Polo, per scoprire la tundra o per sperimentare il freddo artico. Nonostante ciò, Murmansk non è una vera destinazione turistica e forse non lo diventerà mai. Per gli stranieri può sembrare un’esperienza interessante  da provare una volta nella vita, ma per chi ne ha fatto la sua casa la situazione è diversa.

Vivere nel gelo

Noi di Osservatorio Artico abbiamo deciso di intervistare una persona che a Murmansk è nata e cresciuta, e di offrirvi la sua testimonianza diretta. 

Vivere nell’Artico non è per tutti. Questa è la testimonianza di Viktoria, nata a Murmansk che vive ormai da quasi 10 anni nell’entroterra ligure: ci racconta le particolarità della sua città natale e com’è cambiata negli ultimi tempi.

Quando mio marito arrivò per la prima volta in aeroporto a Murmansk rimase scioccato dalla temperatura: eravamo a -40° e indossava vestiti troppo leggeri per il nostro inverno. Ebbe non pochi problemi di sonno a causa delle lunghe notti che lo tenevano a letto molto più del normale.

murmansk

D’estate, invece, non riusciva ad addormentarsi e si stressava molto. E’ risaputo che nostro clima è difficile soprattutto per chi arriva dal Mediterraneo: d’estate le temperature possono andare dai 15 ai 30° e il meteo può cambiare molte volte nell’arco della giornata, passando dal sole, alla neve, alla pioggia. Io mi sono trasferita in Italia nel 2013 e le poche volte che sono tornata a Murmansk mi sono resa conto che il clima sta veramente cambiando: d’estate fa più caldo e gli inverni non sono così freddi come quando ero piccola e sotto ai -25 si chiudevano le scuole.

Quando vivevo a Murmansk lavoravo per la Murmansk Shipping Company, una grossa azienda che è stata molto importante per la regione fino alla bancarotta nel 2020. Trattavano cargo e in particolare petrolio, ed erano attivi tutto l’anno grazie alla corrente del Golfo che impedisce al porto di ghiacciare durante l’inverno. Io mi occupavo della contabilità e dei rapporti con le banche, come mio padre prima di me: in questo ambito si lavora sempre per conoscenze e raccomandazioni.

Nonostante ciò, allora l’occupazione era molto migliore di oggi. Chi aveva un’istruzione universitaria trovava lavoro senza problemi, mentre oggi a causa dell’emigrazione verso San Pietroburgo e Mosca si investe meno su questo territorio. Ci sono meno possibilità di essere assunti, e li ricambio generazionale è sempre più lento. I giovani emigrano alla ricerca di stipendi più alti, e anche se è vero che a Murmansk lo stipendio si moltiplica per il coefficiente del Nord [un coefficiente che si basa sulle condizioni climatiche e ambientali della zona e chi si applica solo a chi è nato nella città, ndr] i salari sono comunque inferiori a quelli di Mosca.

I rapporti con la Scandinavia

Per la nostra città, e in generale per tutta la regione, è molto importante il collegamento con la penisola scandinava. Per chi è nato o abita a Murmansk è facilissimo ottenere un visto Schenghen che permette di viaggiare in Europa. Innanzitutto, è molto comune andare in Norvegia per il weekend a fare shopping. Lì i supermercati sono riforniti di prodotti europei introvabili in Russia. Kirkenes è la città più vicina della Norvegia, ed è ben collegata sia da corriere che da pulmini privati che si affittano con conducente.

Il rapporto con la Norvegia è molto importante anche per l’istruzione, infatti vi sono programmi di scambio sia per le scuole superiori che per l’università: quest’ultima in particolare offre delle borse di studio per l’università di Tromsø. Io stessa ho partecipato negli anni del liceo a uno scambio con una ragazza norvegese, e sono rimasta sorpresa dallo stile di vita a contatto con la natura di quei luoghi. Lì luoghi e persone vivono in case isolate, spesso nei boschi, distanti anche chilometri l’una dall’altra, e in forte contrasto con il centro cittadino della mia città. 

Nonostante la sua considerevole distanza (28 ore di treno o 24 di auto), è San Pietroburgo la città russa che esercita maggior influenza su Murmansk. Vi emigrano in particolare ragazzi in età universitaria allettati dall’accesso libero alle facoltà, in contrasto con i prestigiosi atenei norvegesi.

Oggi come oggi, Murmansk rafforza anche i rapporti con la Cina. Sono rimasta molto stupita quando sono tornata a casa l’ultima volta e in aeroporto ho trovato le indicazioni in cinese: poi ho scoperto che negli ultimi anni (2016-2019) si è sviluppato un forte flusso turistico cinese per il grande fascino che esercita su questo popolo l’aurora boreale. Personalmente, sono convinta che questo tipo di turismo sia in realtà uno specchietto per le allodole per attirare potenziali investitori cinesi. 

Dal punto di vista economico, il mondo del lavoro ha subito un cambio di orientamento negli ultimi anni. Il porto, che è il cuore della città, negli anni ’80 era molto più florido e sosteneva tutta l’economia della regione. Oggi molte aziende sono fallite, i particolare i cantieri piccoli e medio piccoli. Probabilmente solo l’industria ittica ha mantenuto lo stesso livello di occupazione. Grazie a questa abbiamo sempre a disposizione grandi quantità di salmone e di caviale rosso, che sono per noi gli alimenti principali fin dalla colazione, e sono disponibili a un prezzo molto basso.

Frutta e ortaggi vengono invece importati dal sud della Russia: il consumo è notevole. Infatti si pensa che per compensare la carenza di luce, sia importante che i bambini abbiano sempre a disposizione prodotti freschi e che passino almeno un mese all’anno in vacanza al mare. Le mete più gettonate sono la Crimea (in particolare Sochi), ma anche l’Egitto e gli Emirati stanno diventando sempre più popolari.

A Murmansk le vacanze sono molto più lunghe che nelle altre città della Russia (52 giorni contro 28) per permettere alla popolazione di passare più tempo in vacanza in posti assolati. Per decreto nazionale, qualsiasi azienda sia privata che pubblica deve sovvenzionare le vacanze dei dipendenti e di tutta la loro famiglia a latitudini inferiori: un chiaro retaggio dei tempi sovietici per preservare la salute del popolo.

Un altro elemento importante della nostra regione è l’energia nucleare. Nel porto si trova una zona militare chiusa dove sono ormeggiate navi a propulsione nucleare, fra cui la flotta rompighiaccio, e una centrale nucleare è situata nei pressi nella città.

Per tenere informati i cittadini, in vari punti della città sono esposti display che indicano il meteo, la temperatura, e il livello di radiazioni dell’area, dichiarate sempre sotto la soglia di pericolo. Ricordo solo una volta in cui è stato dato l’allarme e le autorità hanno ordinato di tenere le finestre chiuse e dare iodio ai bambini, ma non c’è stata eccessiva preoccupazione né si sono approfondite le cause né gli esiti dell’episodio.

La percezione della gente è molto lontana dalla possibilità di un disastro nucleare: lo si vede come qualcosa di impossibile che non si verificherà mai, quasi una barzelletta. Per la restante parte, le forniture energetiche provengono essenzialmente dal carbone: l’inquinamento è notevole, i fumi di carbone sono una costante, come la fuliggine, che ricopre la neve e le facciate delle case.

Fra i pochi punti di interesse per i turisti c’è la rompighiaccio Lenin, la prima rompighiaccio sovietica poi convertita in museo.
Foto: Visit Murmansk

Dal 5 luglio 2021 è di nuovo possibile richiedere il visto turistico per la Russia. Se il nostro articolo vi ha incuriosito, potete decidere di visitare questa città così particolare: atterrati a San Pietroburgo potrete raggiungere Murmansk in treno a partire da 2.300 rubli (circa 25 euro). In questo periodo il cambio è molto favorevole (€1 a P89) e conviene cogliere l’occasione per scoprire questo magnifico Paese!

Andrea Delvescovo
Corinna Ramognino

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