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“Intorno al fuoco”: fiabe, paure e memorie del popolo Sami

Le fiabe Sami raccolte da Emilie Demant Hatt: un patrimonio orale tra magia, sciamani e nemici reali, salvato dall’oblio in un libro edito da Iperborea.

Dove nascono le storie Sami

intorno al fuoco iperborea

Un tempo non molto lontano le famiglie la sera si riunivano intorno al fuoco per raccontare storie educative ma anche spaventose. Questo però non succedeva solo in Italia, ma probabilmente in tutto il resto del mondo e forse accade ancora in qualche luogo non ancora raggiunto dalla presunta civiltà. “Intorno al fuoco – fiabe e storie della terra dei Sami” edito da Iperborea, raccoglie le narrazioni folcloristiche del popolo Sami trascritte a partire dal 1907 al 1916 da Emilie Demant Hatt, etnologa e artista danese che visse a lungo tra i Sami, raccogliendo sul campo queste testimonianze orali, e da suo marito Gudmund Hatt, studioso della geografia culturale e dell’etnologia comparata.

Sono brevissime notazioni o racconti poco più lunghi dei Sami svedesi che si raccontavano attorno al fuoco del kote stando seduti sul loaido. Il kote era l’abitazione Sami costituita semplicemente da una tenda o da una capanna di terra coperta di corteccia di betulle e zolle erbose. Il loaido, invece, era lo spazio ai lati del fuoco, al centro del kote, dove si stava seduti per riscaldarsi. I più piccoli ascoltavano e, spesso, tremavano di paura per queste storie cupe, ma anche educative.

I personaggi di un mondo antico

Le narrazioni trascritte dagli Hatt chiamano alla memoria alcune delle fiabe dei fratelli Grimm. Come in quelle, anche qui la struttura narrativa ha la funzione di premiare il saggio e punire il credulone, per tracciare una mappa morale del mondo. Anche qui troviamo personaggi fantastici malvagi e feroci, ma poco intelligenti, cosicché i Sami più saggi, aiutati anche dalla presenza del noaide (lo sciamano) riescono a sopravvivere e qualche volta persino ad arricchirsi (e il bene più prezioso che ogni Sami si augura di accumulare non è il denaro, ma il numero di renne in suo possesso) mentre quelli più creduloni e sprovveduti soccombono miseramente.

A completare il quadro dei personaggi mitici ci sono alcuni soggetti che assumono sembianze umane, come le malattie che si materializzano e parlano manifestandosi, apparendo all’improvviso e sparendo altrettanto velocemente. E poi gli animali – la renna, lo scoiattolo, perfino la zanzara – che ricoprono ruoli mistici e portano con sé messaggi di saggezza. Purtroppo da questi racconti si evince anche come i Sami non solo fossero perseguitati da personaggi fiabeschi come gli Stallo, ma soprattutto da altri esseri umani realmente esistenti come i contadini.

A una più attenta lettura si può notare come queste contrapposizioni fra chi è più dedito all’allevamento nomade, come appunto erano i Sami, rispetto a chi invece si dedica all’agricoltura stanziale, come i non meglio identificati contadini, richiamino una tensione universale tra culture nomadi e culture sedentarie. Quella, ad esempio, fra i nativi americani e i coloni agricoltori.

Ma i nemici più efferati dei Sami svedesi erano senz’altro i Ciudi russi: popolazioni slave che nelle tradizioni orali Sami incarnano la figura del razziatore implacabile, briganti che uccidevano e saccheggiavano senza alcuna compassione. Le testimonianze che ne parlano trasmettono un forte senso di impotenza e di terrore.

Perché questi libri servono ancora

A leggere oggi questa raccolta ci si rende conto di come opere quali “Intorno al fuoco” siano state e siano sempre più preziose, perché aiutano a comprendere culture del passato trasmesse oralmente che, se non esistessero libri come questo, avremmo perso per sempre.

“Intorno al fuoco” è il nono volume della serie dedicata alle fiabe nordiche edita da Iperborea e curata da Bruno Berni.

Riccardo Parigi

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