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High North26: “a tu per tu” con il ghiaccio marino 

© Osservatorio Artico

Oltre il 79°N, il sole torna a illuminare il ghiaccio marino: a bordo di Alliance, un pomeriggio sull’idrobarca tra forme inaspettate, colori del Nord e l’emozione di trovarsi finalmente a tu per tu con l’ambiente artico.

I colori del Nord

Location: oltre 79°N

Meteo: finalmente è tornato il sole!

I colori del Nord sono ciò che più mi ha fatto innamorare dell’Artico. Alle Svalbard mi è sembrato di scrutare un verde diverso da quello a cui sono abituata. Il muschio sembra uscito da una fiaba: è più brillante, più soffice. Stessa cosa vale per la luce: candida, ma allo stesso tempo accecante, sicuramente anche per un motivo geografico.

Ad ogni modo, i colori del Nord ti lasciano un ricordo nostalgico. E quando li ritrovi, non puoi fare a meno di emozionarti. Quando dopo diverse giornate nuvolose è uscito il sole, mi sono sentita così: facendo colazione ho iniziato a notare che i colori degli interni della mensa apparivano diversi dal solito. Uscita sul ponte, lo vedo: il sole che illumina il ghiaccio marino offre uno spettacolo che è difficile descrivere. Alienante, per un certo verso. È strano pensare di essere in un posto così remoto, insieme a persone che parlano la tua stessa lingua e vivono vite più o meno simili alla tua, dove “casa” sono pareti di cemento in una città italiana. 

ghiaccio
© Osservatorio Artico

Emozioni artiche, in sicurezza

Il fine settimana è iniziato con una certa amarezza. Dopo un continuo alternarsi tra sole e nebbia, che non ha concesso delle condizioni ottimali per le uscite in barca, la domenica è iniziata con una certa stabilità metereologica. La mattinata inizia lenta: mi siedo in Main Lab per lavorare su alcune foto e interviste. Nel mentre, prendo un paio di caffè, anche se con il sole splendente non sembrano più così necessari. 

È il caso che andiate a prepararvi. Tra una mezz’ora si dovrebbe riuscire ad andare in barca” esordisce l’Aiutante aprendo la porta del Main Lab. Dopo aver recuperato le mie fidate calze di lana merino, esco verso il ponte scoperto per prendere il materiale di sicurezza, requisito essenziale per andare sull’idrobarca. Scarpe antinfortunistiche, tuta stagna, salvagente individuale, guanti e caschetto protettivo. Navigare in mezzo ai ghiacci, seppur con imbarcazioni idonee e a velocità non particolarmente sostenute, presenta difficoltà: queste si concretizzano maggiormente quando ci si trova “a tu per tu” con il mare. È necessaria quindi una formazione idonea e completa, come quella svolta a bordo di Alliance. 

L’emozione è palpabile. Tutti a bordo sono raggianti, seppur cauti, e speranzosi di vedere qualche animale caratteristico della fauna artica. I più comuni avvistamenti sono dettati da fulmari, urie e pulcinelle di mare. Indubbiamente però, il protagonista rimane il ghiaccio, con le sue forme inaspettate e mille sfumature. 

puffins
© Osservatorio Artico

L’uscita prosegue tra sorrisi e reciproci inviti a guardare l’orizzonte; poi il mare, gli uccelli, le onde. Gli occhi continuano a cambiare soggetto, in una perenne corsa verso quella che è la luce migliore per cogliere tutto ciò che ci circonda. Poi, iniziamo a rallentare. 92 metri dipinti di bianco e blu si stagliano tra i ghiacci: Nave Alliance diventa sempre più vicina. L’ultima volta che abbiamo avuto modo di ammirarla dall’esterno è stato al porto di Tromso. Tuttavia, qui, tra le onde dell’oceano Artico, ha tutto un altro significato.

Dopo essere tornati a bordo di Alliance abbiamo riposto il materiale di sicurezza nel posto designato con il supporto di alcuni membri dell’equipaggio. Un tè caldo e qualche biscotto erano tutto ciò che desideravo dopo un pomeriggio così intenso.

Pillola del giorno: “Biscaggina”

Con “biscaggina” si indica un termine relativo ad una scaletta, nel caso di Nave Alliance in legno e corda, usata per condizioni particolari di imbarco o sbarco dell’equipaggio. È stata utilizzata da alcune componenti dell’equipaggio, formate anche nell’esecuzione di questo tipo di manovre.

Elena Ciavarelli

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Autore

  • Sono una studentessa del corso triennale di Scienze Geologiche presso l’Università Statale di Milano. La mia passione per l’Artico nasce dalla natura e dallo studio delle lingue scandinave

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