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La circumnavigazione artica come affare geopolitico

Un avventuriero cinese nelle acque polari artiche in barca a vela per sottolineare gli effetti del cambiamento climatico. Con un forte accento geopolitico.

Buscar el Poniente poi el Levante

Attraversare l’Artico in barca a vela. Un’avventura inimmaginabile fino a pochi decenni fa, oggi, causa lo scioglimento dei ghiacci e la maggiore navigabilità delle acque artiche, attira esploratori esperti. Ma quali sono i motivi che spingono a intraprendere un viaggio tanto estremo e difficoltoso?

Domande che cercano risposta in relazione all’ultimo avventuriero che si è cimentato nell’impresa, il pittore ed esperto esploratore Zhai Mo 翟墨, che lo scorso Giungo, a bordo di una barca a vela, è partito da Shanghai per la circumnavigazione dell’Artico. Viaggio già affrontato dall’esploratore norvegese Børge Ousland e dal russo Daniel Gavrilov nel 2010.

Ma partiamo dalle origini. Zhai Mo è un pittore cinese, fortemente ispirato dall’opera di Gauguin. Nel 2009 fu il primo cinese a completare la circumnavigazione del globo da solo a bordo di una barca a vela. Questa volta il suo obiettivo dichiarato è quello di portare all’attenzione dei media globali lo stretto legame che esiste tra cambiamento climatico e degradazione del territorio.

Arte e avventura

E lo intende fare attraversando le fredde acque polari attraversando prima lo Stretto di Bering, il passaggio a Nord Ovest, le acque groenlandesi e poi quelle europee, per poi navigare lungo il passaggio a Nord Est e fare ritorno in Cina.

Immaginare una barca a vela nelle acque artiche è un’ immagine dal forte impatto, che si arricchisce del dovuto simbolismo se la si inquadra nel contesto politico cinese, che quest’anno festeggia il centesimo anno della fondazione del partito comunista cinese, e sancisce un’ulteriore conferma della solida leadership di Xi Jinping con la terza storica risoluzione.

La rotta seguita da Zhai Mo prevede il passaggio in acque sotto la sovranità territoriale di alcuni Stati artici, fattore che colora il viaggio di sfumature geopolitiche. Il valore simbolico, condito da orgoglio nazionale che spesso accompagna questo genere di avventure è indiscusso. Oltre al simbolismo, però, c’è il reale, pratico, sostegno di cui l’avventura di  Zhai gode in patria.

Sponsor economici e politici

Huang Ming, CEO di uno dei numerosi sponsor che supportano l’iniziativa, punta l’attenzione sull’aspetto pionieristico ed environment-friendly dell’avventura:

Not only a challenging adventure that surpasses the limits of mankind, but also a nautical public welfare trip that calls on people to protect the Arctic natural environment and maintain the marine ecology”.

Tra gli sponsor del progetto si annoverano diverse compagnie di Stato, tra cui i colossi ChinaMobileChina Ocean Shipping Company (COSCO). Zhai Mo ci tiene a sottolineare che il suo è un viaggio personale e libero, che tuttavia, ha ben presto assunto i toni di un caso diplomatico internazionale.

Zhai Mo

Varcare lo stretto di Bering, che ha visto il coinvolgimento delle autorità russe, non ha presentato particolari ostruzioni. Ma l’avvicinarsi alle acque canadesi e al passaggio a Nord Ovest, è stato compito ben più arduo. Il divieto imposto da Ottawa nel Giugno del 2021 – che proibisce ad imbarcazioni che non siano dei residenti locali o destinate ai trasporti essenziali di attraversare le acque del passaggio a Nord Ovest se non notificano le autorità canadesi con 60 giorni di anticipo – non consente ad imbarcazioni internazionali di accedere nelle acque canadesi.

Zhai Mo si è dichiarato in linea con la comunità internazionale che guarda al passaggio a Nord Ovest come “a sea route for international navigation”, aprendo così una finestra sui rapporti, già traballanti, tra Ottawa e Pechino.

La scelta di Beijing

Di fatti Pechino, che non ha mai assunto una posizione chiara riguardo le contese marittime tra Canada e Stati Uniti, ha visto i suoi rapporti con Ottawa incrinarsi a seguito dell’arresto nel 2018 di Meng Wanzhou, pezzo grosso di Huawei. L’opinione che ritiene il passaggio a Nord Ovest fondamentale per il commercio internazionale è condivisa anche dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea.

Nonostante da decenni la regione artica rappresenti un territorio in cui si è per buona parte realizzato ciò che Mikhail Gorbachev si augurava, e cioè fare della regione un punto di incontro e cooperazione tra le superpotenze mondiali, sono evidenti dei gap che né UNCLOS né la diplomazia internazionale è riuscita ad affrontare in modo adeguato. Gap che spesso rappresentano punti di frizione tra gli attori interessati.

Dal canto suo, Zhai Mo ha ricalcolato il suo viaggio che lo vedrà attraversare lo stretto di Panama per poi fare ritorno in Cina attraverso l’Oceano Pacifico. Non che l’impresa sia molto più semplice. Ma per ora, la circumnavigazione artica è rimandata. Intanto, tra Ottawa e Pechino, persiste uno stato di standby che somiglia ad un raffreddamento dei rapporti, ma che ben presto la governance artica dovrà affrontare. 

Marco Volpe

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Marco Volpe
the authorMarco Volpe
La lingua e la cultura cinese sono stati il mio punto di partenza negli anni della laurea triennale e magistrale a Roma. La passione per l'Artico l'ho maturata di pari passo con la crescita dell'importanza geopolitica della regione. Gli studi tra la University of Leeds e la Sioi di Roma mi hanno permesso di approfondirne la conoscenza e di svilupparne le tematiche. E penso che sia un dovere diffondere maggiore consapevolezza sulla rilevanza che l'Artico gioca oggi e nel prossimo futuro.

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