CulturaGroenlandiaItalia

Al via il 29° Festival CinemAmbiente di Torino: l’Artico al centro del programma

Dal ghiaccio della Groenlandia agli orsi della Baia di Hudson: c’è tanto Artico nel programma della 29ª edizione del Festival CinemAmbiente di Torino, in programma dal 3 al 7 giugno.

Apre la Groenlandia

“Anche quest’anno CinemAmbiente, giunto alla 29ª edizione, ci invita a guardare il mondo da vicino: nei suoi paesaggi più fragili, nelle ferite aperte dallo sfruttamento delle risorse, nei racconti di chi osserva il cambiamento e prova a restituirne la complessità, negli scrigni naturali ancora integri che rischiano di sparire per sempre. Dal ghiaccio che si scioglie nell’immagine guida di Roberto Catani alla Groenlandia raccontata dal film che inaugura il Festival, il cinema torna a farsi strumento di coscienza, capace di trasmetterci l’urgenza del presente.

Con queste parole Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino e Carlo Chatrian, direttore dello stesso, presentano la 29esima edizione del Festival CinemAmbiente, che avrà inizio mercoledì 3 giugno presso il Cinema Massimo di Torino.

Ad aprire le danze sarà la Groenlandia, che in quest’ultimo anno è stata al centro dell’attenzione internazionale per le dichiarazioni del Presidente statunitense Donald Trump. Infatti, l’isola sarà protagonista della serata inaugurale del Festival, attraverso la proiezione della versione restaurata del film del regista danese Eduard Schnedler-Sorensen, “Den store Grønlandsfilm” (Il grande film della Groenlandia). Ad accompagnare la pellicola, la sonorizzazione dal vivo della colonna sonora della band inuit Inuk.

“Omaggio al territorio-simbolo del cambiamento climatico, oggi al centro di tensioni geopolitiche internazionali, la serata è il prologo di un’edizione del Festival particolarmente attenta al tema dello scioglimento dei ghiacciai nelle zone artiche”, commentano gli organizzatori. È questa tematica, inoltre, che ha ispirato anche l’immagine-guida per l’edizione di quest’anno, firmata dal regista d’animazione e disegnatore Roberto Catani.

Il film

Diretto nel 1922 da Eduard Schnedler-Sorensen, uno dei pionieri dell’industria cinematografica danese, Den store Grønlandsfilm è una rara testimonianza delle usanze e dei costumi della popolazione inuit prima della loro forzata modernizzazione. Il film si sofferma su molteplici aspetti della loro vita quotidiana, tra cui la pratica della caccia a diversi animali polari, le danze e le musiche tradizionali, le gare con i kayak, i lavori domestici e di accudimento del bestiame svolti dalle donne.

groenlandia cinemambiente
Fotogramma tratto dal film Den store Grønlandsfilm

In parallelo, il film documenta la quinta spedizione di Thule guidata da Knud Rasmussen, che fu il primo europeo ad attraversare l’agognato passaggio a Nord-ovest via ghiaccio e terra. La cinepresa lo segue in alcune traversate sulla slitta trainata da cani, prima che prosegua verso altri sconosciuti territori settentrionali.

La versione restaurata, che sarà proiettata mercoledì 3 giugno, alle ore 20.30, presso il Cinema Massimo di Torino, ha comportato un intervento molto complesso sulla pellicola resa fragile dalle temperature artiche, ed è stata realizzata dell’Het Nederlands Filmmuseum e dal Det Danske Filmmuseum con il co-finanziamento del progetto LUMIÈRE del programma MEDIA della Comunità europea.

cinemambiente groenlandia
Fotogramma tratto dal film Den store Grønlandsfilm

La colonna sonora

Composta da Inunnguaq Petrussen (autore, voce e chitarra), da Nukannguaq Kajusen (batteria e chitarra) e da Kristian Herlufsen (basso), la band Inuk (“essere umano” in groenlandese, attiva dal 2007) accompagnerà le immagini sullo schermo con canzoni tratte dal proprio repertorio indie pop/rock in lingua groenlandese e con musiche originali composte per l’occasione.

“Nella scelta dei brani ci siamo concentrati sulla sensazione trasmessa dalla melodia e dal ritmo, in modo che corrisponda all’atmosfera del film. Navigare tra ghiaccio e tempeste in un ambiente inospitale richiama melodie cupe in tonalità minore, i volti felici degli inuit evocano melodie leggere e dolci in tonalità maggiore”, spiega il leader della band Inunnguaq Petrussen, oggi anche presidente del neonato Greenlandic Film Institute, inaugurato all’inizio del 2026.

Inuk Band
La band Inuk

La sonorizzazione ha comportato anche un lavoro di ricerca e adattamento delle musiche dell’epoca sottese alle riprese del lungometraggio muto: “Sappiamo, ad esempio, che il popolo groenlandese ha adottato la melodia e i passi della polka dai balenieri olandesi. Quindi abbiamo colto l’occasione di suonare una tradizionale polka groenlandese per restituire un’atmosfera autentica alla scena del ballo presente nel film”.

Il festival

Il 29° Festival CinemAmbiente, organizzato dal Museo Nazionale del Cinema e diretto da Lia Furxhi, si svolgerà a Torino dal 3 al 7 giugno 2026. L’evento nasce a Torino nel 1998 con l’obiettivo di presentare i migliori film e documentari ambientali a livello internazionale e contribuire, con attività che si sviluppano nel corso di tutto l’anno, alla promozione del cinema e della cultura ambientale.

Fondato da Gaetano Capizzi, il Festival è la più importante manifestazione italiana dedicata ai film a tematica ambientale. L’edizione di quest’anno avrà due focus tematici: Scienza e (in)coscienza e Senza limiti? Come ripensare il Pianeta, a cui si abbineranno film e incontri di approfondimento.

Il programma “artico”

Segue una selezione di appuntamenti molto affini a noi di Osservatorio Artico, selezionati per i nostri lettori. L’ingresso a tutte le proiezioni e a tutti gli eventi del Festival è gratuito fino a esaurimento posti.

Time and Water

Giovedì 4 giugno, ore 21:15, Cinema Massimo – Sala 1

Diretto dalla regista statunitense Sara Dosa, candidata all’Oscar per Fire of Love, vede protagonista Andri Snær Magnason, autore del libro omonimo di successo mondiale, narratore e poeta islandese da sempre estremamente attento alla scienza e all’attivismo ambientale. Alla ricerca di qualcosa di sfuggente, dopo la morte dei nonni e mentre continua inesorabile lo scioglimento dei ghiacciai nella sua terra natale, Magnason decide di costruire una capsula cinematografica del tempo per custodire ciò che ama prima che scivoli via per sempre.

Attraverso archivi personali, foto dei propri cari, filmati, canzoni e racconti popolari, lo scrittore intreccia la storia della sua famiglia con quella dell’isola tanto amata. Nel racconto della vita interconnessa dei ghiacciai e degli esseri umani, la prospettiva personale si fa riflessione universale sulla forza dei legami con il proprio ambiente e di ciò che significa vivere in un periodo di cambiamenti epocali.

Arctic Link

Venerdì 5 giugno, ore 19:00, Cinema Massimo – Sala 1

Nell’epoca in cui immense autostrade di cavi sottomarini ridefiniscono le nuove rotte digitali globali, Arctic Link, dello svizzero Ian Purnell, s’imbarca su una grande nave cargo impegnata in una missione particolare: calare migliaia di chilometri di fibra ottica nelle acque dell’Oceano Pacifico per cablare le Isole Aleutine, in Alaska, uno dei pochi posti al mondo ancora del tutto privi di connessione internet.

Di fronte alla rivoluzione in arrivo, nelle isolate comunità locali serpeggiano sentimenti contrastanti, in cui le aspettative degli abitanti per le infinite possibilità offerte dalla Rete e per l’apertura dei nuovi canali di contatto con il resto del mondo si mescolano al timore per un cambiamento avvertito come radicale e destinato a incidere profondamente sulle loro vite. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista.

Jason’s Box

Sabato 6 giugno, ore 17:30, Cinema Massimo – Sala 3

Opera del tedesco Michael Strassburger, segue le nuove, particolari spedizioni in Groenlandia di uno dei più noti scienziati del clima. Nel corso della sua carriera accademica, il glaciologo statunitense Jason Box ha frequentato a lungo l’isola artica per analizzare i dati delle stazioni di misurazione delle calotte glaciali in fusione, prima di capire che l’indifferenza e l’inazione con cui erano, e sono, accolti i puri fatti e i ripetuti allarmi scientifici sugli effetti catastrofici del riscaldamento globale (tra cui il rilascio nell’atmosfera del carbonio presente nei fondali marini artici, da lui sempre evidenziato con forza) rischiavano di esaurirlo e mandarlo in burnout. Da allora, Box ha deciso si impegnarsi in prima persona, piantando lungo la calotta glaciale alberi che oggi, proprio per il riscaldamento globale, hanno possibilità di sopravvivere.

Chuuraa (cortometraggio)

Sabato 6 giugno, a partire dalle ore 16:00, Cinema Massimo – Sala 3

Sospeso tra mitologia e scienza, Chuuraa, della regista russa Evgenia Arbugaeva, è ambientato tra le terre selvagge dell’Artico siberiano, dove un paleontologo indigeno si addentra nelle profondità del permafrost in scioglimento alla ricerca di un’antica creatura, in un viaggio ispirato alla tradizione epica del suo popolo, i Sakha. Nel corso della discesa nel Regno degli inferi, il film esplora due degli effetti più temibili dello scongelamento del permafrost: il rilascio di gas serra e la liberazione di virus ibernati da migliaia di anni.

Nuisance Bear

Sabato 6 giugno, ore 19:30, Cinema Massimo – Sala 1

Estensione di un precedente cortometraggio omonimo, presentato al 25° Festival CinemAmbiente, di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden, coppia di registi nordamericani, si mette sulle tracce degli orsi polari che da millenni migrano lungo la Baia di Hudson verso nord-est, attraversando il braccio di mare congelato. In tempi di cambiamento climatico il ghiaccio, però, tarda ad arrivare e nell’attesa i giganti bianchi devono fermarsi all’estuario del fiume Churchill, in Manitoba, dove sorge l’omonima cittadina, nata in epoca coloniale proprio sulla loro rotta e oggi autoproclamata “capitale mondiale dell’orso polare”.

Qui sono costretti a una convivenza forzata e prolungata con turisti che li fotografano, guardie forestali che li monitorano, residenti che li considerano un elemento di disturbo. Seguendo il filo della saggezza degli Inuit, che hanno invece con gli orsi polari un rapporto ancestrale, il film riflette sul modo in cui oggi gli umani gestiscono, mercificano e ridefiniscono a loro uso e consumo il mondo degli animali selvaggi.

Giulia Prior

Osservatorio Artico © Tutti i diritti riservati

Autore

  • giulia prior

    Ho conseguito una Laurea Magistrale in Security Intelligence and Strategic Studies presso l'Università di Glasgow dopo una triennale concentrata sul diritto internazionale ed europeo. Mi appassionano tematiche legate ai diritti umani, alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza internazionale.

Giulia Prior
the authorGiulia Prior
Ho conseguito una Laurea Magistrale in Security Intelligence and Strategic Studies presso l'Università di Glasgow dopo una triennale concentrata sul diritto internazionale ed europeo. Mi appassionano tematiche legate ai diritti umani, alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza internazionale.

Vuoi rimanere aggiornato sulle novità dell'Artico?

Entra nella più grande community degli appasionati dell'Artico, unisciti a oltre 2500 iscritti

Grazie per esserti iscritto e benvenuto tra noi!