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Pyramiden, la città fantasma delle Svalbard

L'insediamento abbandonato delle Svalbard

Le ghost town sono sempre state molto affascinanti, e negli ultimi anni è fortemente aumentato anche il turismo per i luoghi abbandonati, fossero città o siti industriali. Andiamo alla scoperta di Pyramiden (Svalbard), la città abbandonata dei minatori russi che prende il nome dalla montagna a forma di piramide situata proprio di fronte.

Pyramiden, la città avvolta nel mistero

Si dice che la città sovietica di Pyramiden sia stata abbandonata dall’oggi al domani. In realtà, però, la diserzione è avvenuta nell’arco di mesi.

Nella città da poco svuotata dell’autunno 1998, piante appassite sedevano sui davanzali delle finestre; piatti puliti erano impilati sugli scaffali della mensa; e lenzuola ordinatamente piegate adagiate sui letti degli ex abitanti.

citta fantasma svalbard

L’attrezzatura utilizzata per l’estrazione del carbone, la ragion d’essere della città, si trovava dove l’avevano lasciata i lavoratori, pronta a tornare in azione premendo un pulsante.

Era come se diverse centinaia di persone avessero interrotto bruscamente quello che stavano facendo e se ne fossero semplicemente andate.

I residenti, tuttavia, non sono mai tornati, e oggi la città è nello stessa identica condizione del momento in cui gli ultimi abitanti se ne sono andati.

Situato nelle Svalbard, un arcipelago situato tra la Norvegia e il Polo Nord, Pyramiden può essere raggiunto in barca da circa metà maggio fino all’inizio di ottobre, quando le acque che costeggiano la città sono libere dal ghiaccio marino.

Ma durante i freddi mesi invernali, tre dei quali sono avvolti dall’oscurità di 24 ore, Pyramiden ospita solo alcuni esemplari di orsi polari randagi.

Esplorare Pyramiden significa fare un salto nel passato, all’apogeo dell’URSS.

La cultura, l’architettura e la politica sovietiche permeano la città, dalle abitazioni in stile isolato al busto di Lenin – la statua più a nord del mondo di quel rivoluzionario comunista – che guarda dall’alto in basso, paterno e orgoglioso, la piazza principale di Pyramiden.

Per apprezzare veramente la città, tuttavia, bisogna addentrarsi nella strana storia della sua imponente ascesa e della sua caduta avvolta dal mistero.

La storia di Pyramiden

L’insediamento di Pyramiden (in russo Пирамида) si trova nelle isole Svalbard, in Norvegia. Per essere più precisi, l’impianto è situato nell’isola di Spitsbergen, la più estesa dell’arcipelago artico. La cittadina è stata una comunità abitata dai minatori russi fino al 1998, prima di essere abbandonata.

Affacciata sulla baia di Adolfbukta, Pyramiden ospita oggi alcuni servizi turistici.

Fondata nel 1910 dai minatori svedesi, passa di mano nel 1927, alla compagnia mineraria sovietica Russkij Grumant.

Grazie al Trattato delle Svalbard, la base fu utilizzata dall’Unione Sovietica fino al 1991. Il Trattato, infatti, era stato firmato il 4 febbraio 1920 e decretava che, nonostante la sovranità delle isole spettasse alla Norvegia, la zona andasse demilitarizzata, concedendo a tutti i Paesi firmatari la possibilità di avviare attività commerciali.

Pyramiden Russia
Di Prillen – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11302041

I firmatari del Trattato erano ben quattordici. Oltre alla Norvegia e all’Unione Sovietica figuravano nell’accordo anche gli Stati Uniti, la Danimarca, la Francia, il Giappone, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna, la Svezia, l’Irlanda e… l’Italia!

Le miniere di carbone delle Svalbard rappresentavano una risorsa molto vantaggiosa per l’area, e Mosca decise di investire nella zona. Pyramiden fu rasa al suolo dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, e dopo il conflitto la Russia decise di ricostruire tutte le abitazioni, dotando l’insediamento di servizi essenziali alle famiglie: una scuola, un asilo, una piscina ad acqua di mare riscaldata, un ospedale, un cinema, palestre e una biblioteca.

Crescita di Pyramiden

Fu tra gli anni Sessanta e Ottanta che la cittadina riuscì a crescere fino al migliaio di abitanti. La posizione era ideale, e Mosca decise di investire anche nella costruzione di una piccola sede distaccata del KGB, anche perché non era necessario un visto d’ingresso per entrare a Pyramiden – a differenza del resto del territorio sovietico.

pyramiden norvegia

I residenti furono assegnati a diverse sale residenziali, a cui furono assegnati dei veri e propri soprannomi.

C’era Londra per gli uomini single e Parigi per le poche donne non sposate che si recavano a Pyramiden (c’era anche un pub al piano terra del palazzo delle donne).

La Crazy House, per le famiglie, si è guadagnata il nome per i bambini che giocavano costantemente nei corridoi.

Infine, Gostinka (in russo per “hotel”, sebbene non fosse un albergo) ospitava lavoratori stagionali. Nel corso degli anni, Pyramiden ha anche costruito cimiteri sia per gli umani che per i gatti.

L’incidente aereo del 1996 e la caduta di Pyramiden

In circa quarant’anni di estrazione, Pyramiden produsse circa 9 milioni di tonnellate di carbone, di cui 1 milione restò sull’isola per il sostentamento della città. Quando l’Unione Sovietica implose i finanziamenti crollarono, e le complesse attività estrattive cessarono.

La chiusura di Pyramiden seguì anche la tragedia aerea del charter della Vnukovo Airlines proveniente da Mosca, che si schiantò il 29 agosto 1996 sulla montagna di Operafjellet. Tutti i 141 passeggeri a bordo morirono nell’incidente (inclusi 3 bambini e diversi minatori). Sul volo gli abitanti di Pyramiden erano 130, e la disgrazia colpì profondamente la comunità, anche a livello numerico. 

Dopo l’incidente, molte delle famiglie delle vittime intentarono azioni legali contro la società per controversie sul risarcimento, e il morale di Pyramiden ha toccato in quel momento il minimo storico: l’incidente ha provocato una grande depressione nell’azienda e in tutta la forza lavoro, contribuendo alla decisione di chiudere uno degli insediamenti.

In seguito all’incidente, il governo Russo ha iniziato a discutere delle casse di Pyramiden: per continuare ad estrarre sarebbe stato necessario un grande investimento; bisognava arrivare a nuovi strati di carbone situati in profondità. Tuttavia, l’intera economia era instabile e il governo non voleva investire.

Il 31 marzo 1998 fu estratto l’ultimo pezzo di carbone dalla miniera e i circa 300 lavoratori che vivevano lì, perlopiù di sesso maschile, lasciarono la città. Circa la metà di essi ha scelto di rimanere alle Svalbard, mentre il resto ha lasciato l’azienda ed è tornato in Russia.

Gli abitanti di Pyramiden sapevano già dall’inizio che non avrebbero vissuto lì per sempre: i contratti erano a tempo determinato e molti avevano lasciato le proprie famiglie in Russia. Tuttavia, l’addio alla città è stato agrodolce un po’ per tutti. Lì si erano formate amicizie e le persone avevano iniziato ad apprezzare il luogo.

Il 10 ottobre, appena prima dell’arrivo del ghiaccio, gli ultimi residenti sono partiti per non farvi più ritorno. La città era deserta.

Pyramiden oggi

pyramiden

Visitare Pyramiden è come entrare in una macchina del tempo. Architettura, monumenti e spazi comuni sono ancora com’erano un tempo. Una specie di museo sovietico fermo nel tempo.

Oggi l’insediamento rappresenta un’attrattiva turistica notevole per le Svalbard, con la statua di Lenin a sorvegliare la città fantasma e il ghiacciaio Nordenkiöld.

Come arrivare a Pyramiden Svalbard

Pyramiden e la vicina Barentsburg sono raggiungibili in barca durante l’estate o in motoslitta in inverno. I tour organizzati prevedono il trasporto fino all’isola, un giro in città e la visita ad alcuni edifici. È possibile anche soggiornare in alcuni hotel e consumarvi un pasto caldo.

Durante l’inverno, l’unico modo per attraversare la banchina di ghiaccio è in motoslitta.

Da marzo è invece possibile raggiungere la città fantasma in barca. Tuttavia, a fine inverno/inizio primavera, le condizioni del ghiaccio potrebbero impedire di scendere a terra. L’alternativa, in questo caso, è una meravigliosa crociera lungo la costa con la possibilità di avvistare fauna selvatica e ammirare Pyramiden in lontananza.

È fortemente sconsigliato visitare questi luoghi in autonomia, dato che la presenza di orsi polari potrebbe rappresentare un pericolo per l’incolumità dei visitatori.

Leonardo Parigi

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Leonardo Parigi
the authorLeonardo Parigi
Sono Laureato in Scienze Politiche Internazionali all’Università di Genova e di Pavia. Sono giornalista pubblicista, e collaboro con testate nazionali sui temi di logistica, trasporti, portualità e politica internazionale.

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