Il ministero degli Esteri ospita il Business Forum Italia-Norvegia, con la presenza del ministro Tajani e della ministra del Commercio e dell’Industria della Norvegia, Cecilie Myrseth.
Industria al centro
Se l’Italia punta sempre più oltre le sue usuali geografie mediterranee, lo fa anche in direzione dell’Artico. Un’indicazione che Antonio Tajani, ministro degli Esteri, aveva dato chiaramente lo scorso 16 gennaio, in occasione della presentazione della nuova “Politica Artica Italiana“, sottolineando “Artico, underwater, Africa e Spazio. Questi i quattro pilastri dello sviluppo dell’Italia del futuro”.
Concetto ribadito più chiaramente dalla Farnesina con l’organizzazione di un business forum nella giornata di ieri, lunedì 8 giugno, a cui hanno presenziato non soltanto il titolare del dicastero, ma anche la ministra del Commercio e dell’Industria della Norvegia, Cecilie Myrseth, e decine di aziende strategiche per Roma e Oslo, abbracciando l’intera capacità industriale dei due Paesi.

Oltre 200 rappresentanti istituzionali e imprenditoriali si sono quindi ritrovati a Roma per concentrare in tre macro-temi le direttrici di potenziali sinergie e connessioni economiche e industriali. Dal mondo marittimo, inteso ad ampio spettro, alla difesa, fino all’energia, fulcro dell’economia dell’alleato nordico.
I numeri sul tavolo
La Norvegia non ha certamente bisogno di presentazioni, in termini di potenza economica e strutturale. Tuttavia, l’apertura della regione artica a un nuovo flusso di investimenti in ogni parte suggerisce inevitabilmente a tante altre nazioni di iniziare a stringere rapporti ben più saldi che in passato. Nel 2024 il pil norvegese è cresciuto del 2,1% rispetto al 2023, facendo registrare volumi record nell’attività estrattiva di gas naturale sulla piattaforma continentale, spinto inoltre da un +9,6% di investimenti lordi delle società del comparto Oil&Gas. Settore che fa di Oslo un alleato chiave, soprattutto in un momento storico in cui Russia e Golfo Persico non possono più assicurare, per ragioni chiaramente diverse, lo stesso approvvigionamento di prima.
La Norvegia produce il 2% della domanda mondiale di idrocarburi, il che la rende la prima industria in termini economici della nazione. Un volume tale da sostituirsi alla Russia per quanto riguarda l’export di gas naturale verso l’Europa, con una quota pari a 117,6 miliardi di metri cubi annui, in aumento del +7,8% rispetto al 2023, pari al 30% di tutto il fabbisogno di gas dell’Unione Europea. “Italia e Norvegia condividono una visione complessiva, ci sono ampi margini di sviluppo congiunto e di sinergie potenziali”, sottolinea Tajani nell’assemblea plenaria che poi darà il via alle sessioni tematiche.
“È un momento particolare per l’Europa, l’amicizia tra i nostri Paesi è solida grazie alle grandi collaborazioni storiche, ma non solo”, gli fa eco Myrseth. Italia e Norvegia possono stimolare la cooperazione strategica in materie come l’energia, la difesa, la gestione dell’innovazione come il tema del carbon capture and storage. Ma anche della sicurezza, perché oggi risulta fondamentale rinforzare la nostra sicurezza condivisa come area europea, possiamo essere più sicuri insieme”.

Nel corso degli ultimi anni l’Italia ha potenziato la sua presenza nella regione tramite nuovi accordi di cooperazione e memorandum of understanding su diversi settori industriali. Dalla cantieristica navale alle capacità subacquee, dal settore aerospaziale alle infrastrutture, l’Italia mette in campo non soltanto le volontà diplomatiche, ma l’intero portafoglio delle sue aziende primarie per essere presente nella regione, entrando come interlocutore privilegiato.
Leonardo Parigi
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