giovedì, 20 Febbraio, 2020
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High North, un nuovo triennio di missioni in Artico

La conferenza di presentazione con il CSM Giuseppe Cavo Dragone

Tre anni di missioni nell’Artico e un nuovo ciclo tutto da aprire per la missione High North. La conferenza stampa di presentazione si è svolta ieri, martedì 28 gennaio, nella Biblioteca della Marina Militare, a Roma, alla presenza del Capo di Stato Maggiore Giuseppe Cavo Dragone e dell’Ambasciatrice del Regno di Norvegia Margit Fredrikke Tveiten.

L’appuntamento ha visto protagonisti gli ideatori della missione High North: il Contrammiraglio Luigi Sinapi, Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina Militare, il Capitano di Fregata Andrea Crucitti, Comandante della Nave Alliance, e la Professoressa Roberta Ivaldi, Professore con cattedra all’Istituto Idrografico e Coordinatrice Scientifica della missione. A seguito del triennio 2017-2019 e dei grandi risultati portati dalla missione High North, la Marina Militare prosegue le attività di ricerca con un nuovo ciclo di missioni in Artico. La partenza è prevista per il prossimo giugno 2020.

Che cos’è la Missione High North?

Dal sito della Marina Militare: “Il programma di ricerca High North, è stato proposto nel triennio 2017-2019 quale strumento di supporto alla Comunità scientifica nazionale ed internazionale nello studio del settore marino delle isole Svalbard e dell’Oceano Artico in relazione ai cambiamenti globali. Si tratta di un’attività resa possibile grazie al ruolo attivo svolto dalla Marina Militare attraverso l’Istituto Idrografico della Marina quale “National marine focal point for the Arctic research activities“, che ha visto la Marina Militare, presente su molteplici tavoli tecnici specialistici internazionali.

L’area polare artica rappresenta, in un momento di forti cambiamenti climatici, un nodo cruciale per l’economia globale. Ed è con la presenza nella ricerca scientifica che l’Italia intende essere pronta, con la sua Marina, a garantire la sicurezza, il libero scambio ed il libero utilizzo. Le parole del Capo di Stato Maggiore della Marina hanno aperto la conferenza rimarcando la cruciale importanza della conoscenza dell’Artico e dei risultati ottenuti durante i tre anni di attività”.

Il Capo di Stato Maggiore Giuseppe Dragone, nel presentare i risultati raggiunti dalla missione High North: «Il nostro Paese è unito nella visione sull’Artico anche grazie al ‘Tavolo Artico’, e sono fiero di poter inaugurare un nuovo triennio di spedizioni in una regione così geograficamente distante dall’Italia, ma allo stesso tempo così vicina. La nostra presenza nell’Artico rafforza la cooperazione internazionale a livello diplomatico e scientifico, e siamo orgogliosi di poter lavorare a stretto contatto con le autorità norvegesi».

 

High North si focalizza particolarmente sull’esplorazione e continuità nel tempo e nello spazio delle osservazioni dell’ambiente marino con attività di sperimentazione di nuove tecnologie di sistemi multipiattaforma che sono preziosa fonte di informazione per la conoscenza, lo sviluppo, la sostenibilità e la tutela ambientale. I cambiamenti climatici ed il riscaldamento globale rappresentano una importante sfida ed in tale contesto l’Artico riveste un ruolo fondamentale per le sue caratteristiche di “motore” del clima del pianeta.

La Marina Militare e l’Istituto Idrografico, con esperienza, capacità e specificità, sono espressione concreta di una maturità triennale del programma High North e si pongono quale centro di eccellenza nello studio dei mari rivolgendo l’attenzione ad attività di studio e ricerca a supporto della “crescita blu” del nostro Paese, nonché focal point nella ricerca marina in Artico.

Le campagne High North 2017-2019

Le attività condotte in Artico dalla Marina Militare con le tre campagne di Geofisica Marina High North 17, High North 18 e High North 19, coordinate dall’Istituto Idrografico della Marina, si sono rivolte in modo particolare alla conoscenza dell’ambiente marino con lo studio delle dinamiche delle masse d’acqua, la mappatura dei fondali e la caratterizzazione di settori artici poco conosciuti o inesplorati grazie alla disponibilità e sperimentazione di nuove tecnologie e ai cambiamenti ambientali in atto. Durante la campagna High North 18 le ricerche si sono sviluppate fino al ciglio della banchisa artica a nord delle isole Svalbard, raggiungendo latitudine 82 N.

Le attività della scorsa missione sono state caratterizzate dal contributo sinergico e corale di tutti i ricercatori coinvolti a bordo e a terra, aspetto questo sottolineato dalla Coordinatrice Scientifica Roberta Ivaldi, titolare di una delle cinque cattedre universitarie presenti all’Istituto Idrografico di Genova: «Anno dopo anno è cresciuta la nostra consapevolezza e l’ampiezza delle nostre ricerche. L’idea di portare una nave come la Alliance in Artico ci è venuta nel 2016, e riuscire ad arrivare a questo risultato è per noi un traguardo estremamente positivo. A bordo della nave, infatti, vivono e lavorano a stretto contatto ricercatori scientifici e addetti della Marina Militare, e la coesistenza di tante persone con esperienze così diverse è diventata un fattore di crescita, rendendoci un unico grande team».

Dello stesso parere anche il Contrammiraglio Luigi Sinapi, Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina di Genova: «I tre anni di missioni High North hanno visto la collaborazione stretta fra mondo pubblico e privato, istruzione e mondo militare. Un approccio sinergico con risultati molto positivi, che rende il nostro Paese un interlocutore primario in ambito di ricerca scientifica sul tema».

Luigi Sinapi e Margit Tveiten

 

Nel riepilogo dei tre anni di ricerca in Artico, appare opportuno ricordare che, in termini di ritorno scientifico e di attività condotte, le tre campagne di ricerca sono state oggetto di molteplici contributi ad eventi internazionali e di collaborazioni in altrettanti specifici consessi artici.

La Marina Militare, per il tramite dell’Istituto Idrografico, è stata quindi presente e rappresentata su tavoli tecnici specialistici internazionali quali ASOF (Arctic Subarctic Ocean Fluxes), EGU (European Geoscience Union), GEBCO-IBCAO (General Bathymetric Chart of the OceanInternational Bathymetric Chart of the Arctic Ocean), IHOARHC (International Hydrographic Organization-Arctic Regional Hydrographic Commission), SEABED2030, Arctic Connection SIOI (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale), SIOS (Svalbard Integrated Observing System).

Non ultimo, con il coordinamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la partecipazione all’Arctic Circle 2019, dove sono stati presentati i risultati del progetto ARNACOSKY, finalizzato a supportare e rendere sostenibile la navigazione in Artico con tecnologie innovative o la recente pubblicazione delle risultanze dei dati acquisiti dai siti osservativi S1 e ID2, della rete internazionale SIOS e che confermano la tendenza ad una atlantificazione dell’Artico.

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Leonardo Parigi
the authorLeonardo Parigi
Sono Laureato in Scienze Politiche Internazionali all’Università di Genova e di Pavia. Sono giornalista pubblicista, e collaboro con testate nazionali sui temi di logistica, trasporti, portualità e politica internazionale.

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