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High North26: vita Artica

© Osservatorio Artico

Quando il ghiaccio si fa più fitto e il mare diventa uno specchio, Nave Alliance naviga in un paesaggio difficile da descrivere. E un sogno d’infanzia trova il modo di avverarsi.

Lo specchio d’acqua

Location: Oltre 79°N

Meteo: Soleggiato 

Era una giornata nuvolosa, scandita da operazioni di recupero e calate di mooring, quella in cui parlai con Francesco Agostini dei colori. Mi raccontò della sua personale interpretazione, come fotografo e videomaker, del “raccontare storie per immagini”. Nella sua visione i colori sono uno dei principali mezzi comunicativi. Non è solo la fotografia a parlare, ma anche la voce dell’artista, grazie alla possibilità di plasmare la realtà ritratta attraverso toni e sfumature. Questa conversazione mi fece ripensare all’infanzia, quando iniziai ad appassionarmi ai documentari naturalistici. Continuavo a domandarmi come ci si dovesse sentire ad essere lì, davanti a quegli scogli, foreste, dune o ghiacci. Riuscire a cogliere il movimento della fauna che ti circonda, sentire il soffio del vento e il freddo artico. 

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© Osservatorio Artico

Nella giornata di ieri, la me bambina si è indubbiamente emozionata. Alcune giornate iniziano con un ritmo leggermente diverso, come fossero fuori fase con la routine, seppur piacevole, del resto delle ore passate. Esco sul ponte scoperto insieme ad alcuni studenti del Master in “Marine Geomatics and Hydrography” per godere della meravigliosa luce, accolti da un mare olio dove gli unici suoni sono dettati dal rumore sottile di Nave Alliance, urie e fumari che si avvicinano come per farsi conoscere personalmente. Rientrando in Main Lab mi coglie impreparata una notizia: appena prima che mi alzassi, era stata avvistata una foca. La speranza si accende.

Un incontro indimenticabile

Stiamo navigando in una zona particolarmente tranquilla, motivo dell’assenza di onde. I ghiacci si stagliano attorno a noi, silenziosi. Dopo gli uccelli, il primo benvenuto che riceviamo è dai capodogli, il cui soffio ci accompagna fino a pranzo. 

Salgo in plancia per variare punto d’osservazione, nel mentre cambio le batterie della mia fedele fotocamera. La speranza di inizio mattina finalmente si concretizza: una prima foca, pacatamente distesa sul ghiaccio marino. Al nostro passaggio, torna in acqua. Sfortunatamente, non riesco a fotografarla né a coglierne i dettagli.

Trascorrono una ventina di minuti, le mani si raffreddano, rientro in plancia per scaldarmi, decidendo nuovamente di uscire: non volevo perdermi nemmeno un attimo di questa giornata incredibile. 

È proprio in questo momento che la vedo: una foca, non saprei affermare con certezza se fosse la medesima di prima. Sicuramente la distanza dell’avvistamento precedente non è stata a mio favore. Ad ogni modo, ora è proprio davanti a noi, qualche metro più in là di Nave Alliance. Il mio sogno d’infanzia si è finalmente avverato: riesco a fotografarla più volte, cercando di imprimere quanto più possibile quel momento nella mia memoria. 

La tela dell’Oceano Artico

Guardandomi intorno noto come il ghiaccio marino sia anche luogo d’incontro di fumari, urie e alcune pulcinelle di mare, che sembrano godersi pacificamente il pomeriggio soleggiato. Scelgo di tornare in Main Lab a scaldarmi, prendendo un tè caldo. Le ore passate alla mercé del freddo artico iniziano a chiedere il conto: proseguo a lavorare su alcune interviste e mi fermo a parlare con un paio di persone in laboratorio.

Il regalo di una giornata così incredibile doveva però essere apprezzato fino in fondo: vado nuovamente sul ponte scoperto insieme ad altri membri dell’equipaggio, cercando di cogliere tutti i colori e sfumature che ci circondano. I ghiacci rendono la loro presenza sempre più insistente, creando un panorama difficile da descrivere a parole. Mi soffermo a guardare come cambia il colore dell’acqua con la presenza del ghiaccio marino, l’effetto specchio del cielo sul mare. Inizio a riflettere anche sulla forma delle nuvole.

Poco prima dell’ora di cena concludiamo questa parte di navigazione, tornando in un mare olio indisturbato e dal ghiaccio più rado. 

Pillola del giorno: “Il soffio del Capodoglio”

Cercando di identificare il primo cetaceo della giornata, a diversi metri da Nave Alliance, alcuni studenti del Master consigliano di attendere per vederne “il soffio”. Abbiamo concluso che il soffio esalato fosse quello di un capodoglio, in quanto caratterizzato da un angolo di circa 45°. 

Elena Ciavarelli

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Autore

  • Sono una studentessa del corso triennale di Scienze Geologiche presso l’Università Statale di Milano. La mia passione per l’Artico nasce dalla natura e dallo studio delle lingue scandinave

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