L’artista britannico Tom Bailey esplora un modo radicalmente nuovo di portare il teatro in tour sfidando confini naturali e concettuali in un clima che cambia a velocità allarmante. Il suo ultimo viaggio ultra-lento, intitolato “Threshold: Of Love & Thunder”, invita a riflettere sui diritti della natura in un sistema squisitamente antropocentrico.
Oltre il “green touring”, fare teatro attraverso e per la natura
Da quando durante la pandemia ha partecipato a una serie di webinar sulla sostenibilità nelle tournée teatrali, l’artista britannico Tom Bailey, direttore della compagnia Mechanimal, ha iniziato a porsi delle domande che lo hanno spinto a ripensare radicalmente il modo in cui l’industria contemporanea porta l’arte in diversi Paesi. “E se ci lasciassimo ispirare dal modo in cui si muove la natura per muoverci e portare in giro il nostro lavoro?”.
I suoi primi due tour ultra-lenti attraverso Scozia, Norvegia e Danimarca, scaturiti da questa domanda, gli hanno permesso di sperimentare un modo diverso di far viaggiare le sue performance. Il suo ultimo progetto, “Threshold: Of Love & Thunder”, si è spinto persino oltre, in una dimensione in cui la natura non è solo oggetto o sfondo della performance, ma può diventare anche soggetto e spettatore, e dove “il viaggio, in qualche modo, può essere considerato un’opera d’arte”.
Affiancato in diversi punti dall’artista Natasha Soonchild, Bailey ha viaggiato per due mesi attraverso i confini di Norvegia, Russia, Finlandia e Svezia, percorrendo oltre 600 km sugli sci, a piedi, a nuoto e in barca. Un lento processo di ricerca, una lunga sessione di prove, le cui testimonianze e i cui frutti saranno presto condivisi sui canali della compagnia.
Il viaggio di una renna verso il Consiglio Artico
Per Bailey, l’arte è troppo spesso considerata unicamente come un mezzo attraverso cui sollecitare l’interesse pubblico nei confronti della scienza e svalutata come un vero e proprio processo di ricerca ed espressione. Attraverso “Threshold” l’artista britannico esplora un concetto giuridico e filosofico che ha iniziato a emergere con più forza negli ultimi due decenni grazie ad alcune decisioni storiche: i diritti della natura.
“Threshold”, infatti, non è solo il viaggio dell’uomo e artista Tom, ma anche quello di una renna (presente nella pelle trasportata e talvolta indossata sul tragitto da Bailey) diretta al Consiglio Artico per pretendere rappresentanza che sul suo cammino incontra altri elementi della natura artica con lo stessa urgenza. È questo tema, racconta Bailey, che ha davvero acceso l’interesse e l’immaginazione delle persone con cui ha dialogato percorso.

Può la natura trovare espressione e rappresentazione in sistemi giuridici e politici antropocentrici? O piuttosto, può l’uomo modificare e adattare i suoi quadri di riferimento? “È qualcosa di meraviglioso da un lato e assurdo dall’altro”. Secondo Bailey questa è una soglia critica che potrebbe innescare un cambiamento immenso: ripensare completamente il nostro rapporto con il pianeta nel modo in cui lo co-abitiamo e lo concepiamo, in come agiamo e condividiamo con esso le sue risorse. “Non so che aspetto abbia, ma questa è una domanda emozionante per me dal punto di vista artistico”.
Attraversare il cambiamento
Attraversare queste terre in primavera ha significato prepararsi per escursioni termiche fino a 40°C in un giorno solo. Non è stato un viaggio semplice, ma non in termini delle difficoltà che ci si potrebbe aspettare dall’Artico, una regione archetipicamente inospitale nell’immaginario comune.
“La nave si era sciolta molto più velocemente di quanto ci si aspettasse o di quanto facesse in passato”. Le condizioni erano pessime per usare gli sci e trasportare la pesante slitta. L’idea era proprio quella di intraprendere il viaggio in una stagione di cambiamento, ma quello che Bailey ha trovato sulla sua strada ha messo chiaramente in luce quanto rapidamente l’Artico stia cambiando.
In un’estate segnata da ondate di calore record, ghiacciai in collasso e incendi che devastano l’Europa in lungo e in largo, negare l’emergenza climatica è quanto mai una scelta politica, sufficientemente ridicola. Il viaggio di Bailey e il lavoro di Mechanimal in generale possono offrire uno spazio inesplorato, e per certi versi magico in cui ripensare all’essenza del nostro rapporto con la natura, attraversandola.
Annalisa Gozzi
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