Due operazioni in pochi giorni ridisegnano la strategia del gruppo italiano nella regione artica tramite la controllata norvegese VARD e WASS Submarine Systems.
Prua a Nord
Ci sono settimane in cui un gruppo industriale consegna al mercato la propria visione strategica non attraverso un piano presentato agli analisti, ma attraverso i contratti che firma. Per Fincantieri, la fine di maggio e l’inizio di giugno sono state esattamente questo. Con due operazioni distinte, annunciate a pochi giorni di distanza, il colosso industriale disegna con precisione la direzione di marcia nel dominio subacqueo e nelle acque del Nord.
Il 29 maggio, VARD (Controllata norvegese di Fincantieri e tra le prime realtà al mondo nella costruzione di navi speciali) ha annunciato la firma di un contratto con Inkfish, organizzazione di ricerca statunitense, per la progettazione e costruzione della RV11000, nave da ricerca per acque profonde dal valore di circa 700 milioni di euro. È il più grande ordine mai acquisito da VARD per una singola unità, nonché il più rilevante mai registrato da un cantiere navale norvegese.

Con 162 metri di lunghezza e 28 di larghezza, l’unità sarà consegnata nel primo trimestre del 2030. Ma è la profondità operativa che rende la RV11000 un progetto di un’altra categoria. Progettata per operazioni con ROV e veicoli autonomi fino a 11.000 metri di profondità, la nuova nave di Inkfish andrà a coprire l’intera colonna d’acqua oceanica, compresi i punti più profondi degli oceani (i cui fondali sono oggi mappati, a livello planetario, solo per il 28% del totale). Le missioni previste includono mappatura dei fondali, carotaggi e campionamenti, oltre a diverse operazioni con sommergibili.
La tecnologia di bordo è altrettanto significativa. La nave sarà equipaggiata con uno dei più avanzati sistemi di accumulo a batterie mai installati su un’unità navale, che consentirà fino a 12 ore di operatività silenziosa, requisito fondamentale per le missioni scientifiche di precisione, dove il rumore idrodinamico può compromettere le rilevazioni. Il sistema di propulsione combina tecnologia in corrente continua e soluzioni ibride a batterie, mentre lo scafo è ottimizzato per la mappatura del fondale con sistemi di stabilizzazione avanzati. A bordo, spazio per 130 persone tra equipaggio e ricercatori, in laboratori e aree scientifiche di ultima generazione.
Ma non solo, perché Vard ha dato notizia giovedì 11 giugno della firma del contratto per la progettazione e la costruzione di un’unità di pesca avanzata per la società norvegese Rosund Drift AS, operatore con sede ad Ålesund e parte di un consolidato consorzio attivo nella pesca oceanica. Con un forte focus sulla massimizzazione del valore della cattura e sulla riduzione dell’impronta ambientale, la nuova unità sarà dotata di sistemi avanzati di propulsione ed energia ibrida, progettati per ridurre il consumo di carburante e le emissioni.

La nave avrà una lunghezza di circa 80,4 metri e una larghezza di 16,7 metri con scafo rinforzato per la navigazione in acque con presenza di ghiacci. Sarà equipaggiata con le soluzioni integrate SeaQ di Vard Electro, tra cui il sistema di accumulo di energia (Energy Storage System) e un sistema integrato di gestione dell’energia, che consentiranno operazioni più intelligenti ed efficienti, riducendo al contempo consumi ed emissioni di gas serra.
WASS e il Canada
A pochi giorni di distanza, il 4 giugno, è arrivata la seconda notizia. WASS Submarine Systems, altra controllata Fincantieri con oltre 150 anni di storia nel settore della difesa subacquea, ha firmato a Ottawa un memorandum of understanding con Magellan Aerospace Corporation per sviluppare cooperazione industriale nel settore dei siluri pesanti e dei sistemi di contromisure.

L’accordo definisce un quadro per la partecipazione industriale canadese che comprende produzione di componenti, assemblaggio finale, test e supporto operativo nel ciclo di vita dei sistemi. Non è un contratto di fornitura, ma un’architettura di cooperazione di lungo periodo orientata a costruire in Canada capacità sovrane nel dominio underwater, obiettivo che Ottawa sta perseguendo con crescente determinazione nel contesto del riarmo NATO e della nuova attenzione strategica per l’Artico canadese.
Leonardo Parigi
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