Copenaghen ha scelto il Joint Strike Missile norvegese per i caccia F-35 e il missile da crociera Anthem dell’americana Covenant, che sarà prodotto in Germania. L’ambasciata russa accusa il governo danese di preparare lo scontro con Mosca.

Copenhagen si riarma

La Danimarca si doterà per la prima volta di missili di precisione a lungo raggio, assicurandosi una capacità offensiva che finora le sue forze armate non avevano mai avuto. L’annuncio è arrivato giovedì 22 ottobre dal ministro della Difesa Jeppe Bruus.

“Queste acquisizioni rappresentano un passo significativo per mettere la Danimarca in condizione di difendersi meglio e di farsi carico della propria parte di onere all’interno della NATO. Allo stesso tempo, lanciamo un segnale forte: siamo in grado di rispondere colpo su colpo”, ha dichiarato Bruus.

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Jeppe Bruus Christensen è ministro della difesa del Regno di Danimarca dal giugno scorso. Foto: Forsvarsministeriet

Copenaghen non ha ancora reso noti il numero di missili, il costo complessivo dell’operazione e i tempi di consegna, e non ha indicato nemmeno la gittata dei due sistemi, un dato che produttori e governi tendono a tenere riservato.

Aria e terra

Il primo è il Joint Strike Missile (JSM), sviluppato dalla norvegese Kongsberg insieme all’americana Raytheon e destinato agli F-35 danesi. È progettato per essere trasportato nelle stive interne del caccia, che così mantiene la sua bassa osservabilità radar, e può colpire sia navi sia obiettivi a terra. Con questa scelta la Danimarca diventa il settimo Paese a selezionare il JSM, dopo Norvegia, Giappone, Australia, Stati Uniti, Germania e Canada, come ha confermato la stessa Kongsberg. L’azienda ha precisato che quantità e valore della fornitura saranno definiti nei negoziati con Copenaghen.

Il secondo è Anthem, un missile da crociera lanciato da terra e sviluppato da Covenant, fondata nel 2024 dall’imprenditore israelo-americano Michael Kaufman e da Ofir Dayan e sostenuta fra gli altri anche dall’investitore Peter Thiel. Anthem è stato presentato pubblicamente solo a settembre e non è mai stato impiegato in combattimento. L’azienda non ha divulgato ufficialmente la gittata, ma stime riportate dalla stampa la collocano tra circa 1.500 e oltre 2.000 chilometri.

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Foto: Covenant

L’idea di Covenant è produrlo in grandi quantità a un costo molto inferiore a quello dei missili da crociera tradizionali. I missili destinati alla Danimarca usciranno dallo stabilimento che Covenant ha appena aperto a Lipsia, dove la produzione dovrebbe partire all’inizio del 2027. Anche il ministero della Difesa tedesco ha confermato di essere in trattativa con l’azienda per colmare le lacune della Bundeswehr negli attacchi a lungo raggio.

Una capacità chiesta dalla NATO

La decisione chiude un percorso avviato nel settembre 2025, quando il governo di Mette Frederiksen aveva preso la decisione di dotare le forze armate di armi di precisione a lungo raggio. Frederiksen aveva parlato di un cambio di paradigma per un Paese che per decenni aveva puntato quasi solo su sistemi difensivi. La svolta è maturata in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, dopo anni di tagli al bilancio della difesa. A pesare c’è anche un impegno preciso che la Danimarca ha sottoscritto, ovvero mettere a disposizione dell’Alleanza una capacità di attacco a lungo raggio entro il 2030.

L’annuncio è arrivato pochi giorni dopo un altro ordine a Kongsberg. Il 19 ottobre l’azienda norvegese ha comunicato un contratto da circa 400 milioni di corone norvegesi per ulteriori Naval Strike Missile (NSM), che ampliano la fornitura acquistata nel 2025 per le fregate della marina danese. Lo stesso tipo di missile equipaggia anche i nuovi sistemi missilistici costieri della Danimarca.

La reazione di Mosca

In una dichiarazione scritta inviata a DR, l’ambasciata russa a Copenaghen ha sostenuto che la linea del governo danese punti a un possibile conflitto con la Russia. Secondo la sede diplomatica, Copenaghen sarebbe preda della “pericolosa illusione” che armi offensive in grado di minacciare una potenza nucleare possano rafforzare la sicurezza del Paese. Già nel 2025, dopo l’annuncio della decisione di principio, l’ambasciatore Vladimir Barbin aveva definito il riarmo danese “pura follia”. Il governo danese respinge questa lettura e presenta i nuovi sistemi come uno strumento di deterrenza.

La questione riguarda anche l’Artico. Copenaghen è responsabile della difesa dell’intero Regno di Danimarca, che comprende la Groenlandia e le Isole Faroe, in una fase in cui l’equilibrio di sicurezza dell’isola è stato appena ridefinito dall’accordo di difesa tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia firmato a settembre. Per ora, però, il ministero non ha annunciato alcun dispiegamento dei nuovi missili in questi territori.

Enrico Peschiera

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  • Enrico Peschiera

    Ho studiato Relazioni Internazionali e oggi mi occupo di comunicazione aziendale. Scrivo qui perché l'Artico è una frontiera di profondi cambiamenti che meritano di essere raccontati.

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