In occasione dell’Arctic Circle Assembly 2026, i due Paesi hanno ribadito la volontà di intensificare le relazioni bilaterali, annunciando una nuova iniziativa nel settore geotermico e confermando l’impegno comune per la sicurezza e lo sviluppo sostenibile dell’Artico.

Sicurezza, energia e nuove opportunità economiche

Non mancano gli incontri produttivi all’Arctic Circle Assembly 2026, tenutosi a Reykjavík dall’8 al 10 ottobre scorso, come ogni anno il principale appuntamento internazionale dedicati alle questioni artiche. Tra questi, quello dell’8 ottobre tra la ministra degli Esteri canadese Anita Anand e l’omologa islandese Þorgerður Katrín Gunnarsdóttir, che hanno ribadito la volontà di rafforzare la cooperazione bilaterale nell’Artico e nell’Atlantico settentrionale, con particolare attenzione alla sicurezza regionale, alle relazioni economiche e alla transizione energetica.

Come emerge dalla dichiarazione congiunta diffusa al termine dell’incontro, i due Paesi hanno confermato il proprio sostegno a una maggiore presenza e capacità operativa della NATO nell’Artico e nell’Atlantico settentrionale, accogliendo favorevolmente i progressi nella cooperazione bilaterale in materia di difesa.

Sicurezza e cooperazione nell’Atlantico settentrionale

L’incontro si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la sicurezza delle regioni settentrionali. In questo quadro, l’Islanda riveste un ruolo strategico grazie alla propria posizione geografica lungo il cosiddetto GIUK Gap, lo spazio marittimo compreso tra Groenlandia, Islanda e Regno Unito, importante per il monitoraggio delle attività navali tra l’Artico e l’Atlantico.

La dichiarazione arriva inoltre a pochi giorni dalla riunione ministeriale della Joint Expeditionary Force (JEF), svoltasi a Reykjavík il 2 ottobre. In quell’occasione, come confermato dal Ministero della Difesa canadese, Ottawa ha formalmente richiesto di aderire alla coalizione militare guidata dal Regno Unito, che riunisce dieci Paesi dell’Europa settentrionale.

Sul piano diplomatico, le due ministre hanno richiamato la condivisione degli spazi diplomatici a Nuuk, dove il Canada ha inaugurato un consolato nel febbraio 2026. L’iniziativa rappresenta un esempio concreto della cooperazione tra Ottawa e Reykjavík e del loro interesse a sviluppare ulteriormente i legami con la Groenlandia.

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Anita Anand interviene ad Arctic Circle Assembly 2026. Foto di Arctic Circle

Energia geotermica e nuove opportunità economiche

Uno degli aspetti più rilevanti dell’incontro riguarda la cooperazione energetica. Canada e Islanda hanno annunciato la creazione di una rete bilaterale dedicata all’energia geotermica, coordinata attraverso le rispettive rappresentanze diplomatiche, con l’obiettivo di favorire il dialogo e la collaborazione tra imprese, istituzioni e partner indigeni.

L’iniziativa punta a individuare opportunità di sviluppo e applicazione delle tecnologie geotermiche, favorendo la diversificazione dell’approvvigionamento energetico e l’adozione di soluzioni sostenibili, soprattutto nelle comunità settentrionali e remote.

L’intesa in campo energetico si inserisce in un quadro più ampio di crescente collaborazione economica. Le due ministre hanno infatti espresso sostegno alle discussioni per la modernizzazione dell’accordo di libero scambio tra Canada e Associazione europea di libero scambio (EFTA), di cui l’Islanda fa parte, sottolineando l’importanza di favorire gli scambi commerciali, gli investimenti e la cooperazione tra imprese e istituzioni accademiche.

L’obiettivo è ampliare le opportunità economiche bilaterali, valorizzando le competenze e le risorse dei due Paesi in settori strategici per lo sviluppo delle regioni settentrionali.

Il futuro della cooperazione artica

Accanto alle questioni economiche e di sicurezza, la dichiarazione ribadisce l’importanza della partecipazione delle popolazioni indigene e dei giovani ai processi decisionali che riguardano il futuro dell’Artico.

La visita di Anand riflette anche l’impegno del Canada a consolidare le relazioni con i partner artici e a promuovere la cooperazione multilaterale nella regione. Durante l’Arctic Circle Assembly a Reykjavík, la ministra era anche attesa per un intervento sulle priorità strategiche di Ottawa e per una discussione dedicata al trentesimo anniversario del Consiglio Artico.

L’incontro tra Canada e Islanda evidenzia dunque come la cooperazione artica si sviluppi oggi su diversi piani, dalla sicurezza alla transizione energetica, fino al commercio e al coinvolgimento delle comunità locali. In una regione sempre più strategica sul piano geopolitico ed economico, la collaborazione tra Ottawa e Reykjavík rappresenta un ulteriore esempio di come gli Stati artici cerchino di approfondire i propri partenariati attraverso iniziative concrete, mantenendo aperti gli spazi di dialogo e collaborazione regionale.

Francesco Scognamiglio

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Autore

  • francesco scognamiglio

    Sono un napoletano con la passione per l’Artico. Mi sono laureato da poco in European Studies alla KU Leuven, dove attualmente frequento un Master in International Politics. Faccio parte del programma di mentorato dell’Arctic Mayors’ Forum, un'esperienza che mi ha portato fino a Yellowknife, nei Territori del Nord-Ovest del Canada e mi ha permesso di conoscere più da vicino le realtà e le comunità artiche.

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