Il prossimo 12 Novembre l’evento a Genova, a porte chiuse, tra aziende italiane e scandinave, insieme a una ricca partecipazione di istituzioni di entrambe le sponde dell’Europa.
B2BEYOND Italy – Nordic Countries
Il mercato globale della cantieristica navale vale oggi 164 miliardi di dollari e crescerà a un tasso annuo composto del 4,6% fino al 2031, superando i 206 miliardi. In questo panorama, i Paesi nordici, e la Finlandia in particolare, occupano una posizione di leadership che va ben al di là delle loro dimensioni geografiche ed economiche. Secondo la strategia industriale marittima dell’Unione Europea, l’industria marittima continentale nel suo complesso genera un fatturato di 128 miliardi di euro e occupa direttamente 1,1 milioni di persone, con un investimento in ricerca e sviluppo pari al 9% del fatturato.
Un dato che racconta di un settore ad altissimo contenuto tecnologico. Dentro questo quadro, la Finlandia detiene un primato mondiale nel segmento più strategicamente sensibile. Con l’80% dei rompighiaccio del mondo è progettato da aziende finlandesi, e oltre il 60% costruito nei cantieri di Helsinki e Rauma, la Finlandia non registra solo un record industriale, ma anche un’importante leva geopolitica. Importanza sottolineata anche dal’Alto Rappresentante della UE per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, che durante lo European Arctic Summit di Rovaniemi, a metà settembre, ha sentenziato: «Considerando la situazione geopolitica in cui ci troviamo e il cambiamento climatico con l’apertura delle rotte marittime, abbiamo bisogno di più rompighiaccio, o di navi in grado di navigare in queste condizioni difficili».

L’Italia conosce molto bene il tema della cantieristica navale, potendo contare su campioni industriali di valore globale come Fincantieri, e su una vasta e ramificata rete di aziende altamente specializzate. Una necessità che incontra diverse opportunità. Da qui parte il concetto di “B2BEYOND Italy – Nordics”, l’evento a porte chiuse organizzato a Genova per il prossimo 12 novembre da Osservatorio Artico, Propeller Club di Genova e IAI (Istituto Affari Internazionali), che, con il supporto del Ministero degli Esteri e delle Ambasciate di Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia e Islanda, riunirà nella nuova sede dell’Accademia Italiana Marina Mercantile aziende e istituzioni focalizzate a stringere accordi, analizzare lo stato dell’arte dell’industria, e pianificare possibili sinergie.
Cosa offre l’Italia
L’Italia porta sul tavolo una storia industriale diversa ovviamente dalle controparti scandinave, ma ricca di eccellenze complementari. La cantieristica italiana genera un fatturato complessivo stimato in oltre 40 miliardi di euro con previsioni di crescita annua al 5%, e nella sola nautica da diporto ha raggiunto nel 2025 un nuovo record storico di 8,72 miliardi di euro, con esportazioni al 90% del totale e una quota del 52% degli ordini mondiali di superyacht. Fincantieri è oggi tra i primi cinque costruttori navali al mondo per valore degli ordini in portafoglio, e nella cantieristica specializzata (tra cui le navi da crociera, i traghetti, le unità militari e da ricerca) detiene posizioni di assoluta eccellenza.
Ma la forza competitiva dell’Italia non si esaurisce nei grandi cantieri: si estende a una filiera densa di specialisti, dove spiccano l’impiantistica di bordo, i sistemi di controllo, la motoristica, la sensoristica, e la gestione ambientale. Proprio a Genova e in Liguria questi segmenti trovano una delle loro concentrazioni più significative d’Europa. È in questa complementarità, tra il know-how artico e la propulsione sostenibile del Nord, e la capacità ingegneristica, produttiva e progettuale dell’Italia, che B2BEYOND trova la sua ragione d’essere. Così come la Finlandia, anche la Norvegia completa il quadro nordico con un profilo diverso ma ugualmente rilevante. Pur non essendo nazione di costruttori di rompighiaccio, è il laboratorio mondiale della propulsione alternativa nel settore marittimo.
Dal Nord al mondo
Oslo ha pionierizzato i traghetti a propulsione elettrica, è in prima linea nello sviluppo di navi a idrogeno e ammoniaca, e i suoi armatori e cantieri rappresentano un ecosistema di eccellenza nell’engineering navale, nella sensoristica subacquea e nella digitalizzazione dei trasporti marittimi. La Svezia, entrata nella NATO nel marzo 2024, aggiunge a questo quadro una dimensione di sicurezza: la cantieristica navale svedese, storicamente orientata alla difesa con realtà come Saab Kockums, torna al centro degli investimenti pubblici proprio mentre Stoccolma ordina il suo primo rompighiaccio di nuova generazione a un cantiere straniero.
Ad aprile 2026, HD Hyundai Heavy Industries si è aggiudicata quel contratto da 348,9 milioni di dollari, battendo la concorrenza finlandese e norvegese. Un episodio che dice tutto sulla nuova mappa competitiva del settore. L’ingresso della Corea del Sud nel mercato dei rompighiaccio non è un fatto isolato, ma rappresenta il segnale più chiaro di una trasformazione strutturale in atto nell’industria navale globale.

Seul ha spostato il Ministero degli Oceani e della Pesca nella città portuale di Busan, ha istituito una task force dedicata alle rotte artiche, e ha pianificato le prime operazioni commerciali pilota sulla Northern Sea Route (la rotta marittima che passa al largo delle coste artiche russe) per l’estate 2026. HD Hyundai Heavy Industries, Hyundai Mipo e Samsung Heavy Industries dominano già circa il 40% del mercato globale delle costruzioni navali commerciali, forti di cantieri capaci di operare su scala che nessun’altra nazione europea può eguagliare.
L’accordo con la Svezia rappresenta la testa di ponte di una strategia che punta esplicitamente al mercato artico, combinando la capacità produttiva coreana con il know-how progettuale nordico. Come ha dichiarato il responsabile del programma di HD Hyundai, “questo non è un caso di cantieri coreani che competono contro quelli nordici: è un esempio di come la tecnologia polare nordica possa combinarsi con la capacità produttiva su larga scala della Corea”.
Leonardo Parigi
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