La missione italiana a Nuuk, dal 29 settembre al 1 ottobre, ha avuto come scopo il rafforzamento della cooperazione scientifica e lo sviluppo dei rapporti bilaterali con la Groenlandia.

La missione italiana a Nuuk

La scorsa settimana, dal 29 settembre al 1 ottobre si è tenuta a Nuuk in Groenlandia una missione scientifica italiana, a seguito della simile iniziativa dell’agosto 2025. La visita di quest’anno ha valorizzato ulteriormente la tradizione artica italiana, dove la ricerca scientifica rappresenta da decenni la componente primaria del nostro ingaggio nella regione e continua a svolgervi un ruolo fondamentale.

La delegazione italiana, guidata dall’Ambasciatrice d’Italia a Copenaghen Giuliana Del Papa e dall’Inviato Speciale per l’Artico del MAECI Agostino Pinna, è stata composta da 17 tra professori e ricercatori, allargandosi rispetto allo scorso anno ad un numero maggiore di Università in linea con il documento strategico sull’Artico adottato dal Governo italiano nel gennaio 2026.

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La delegazione italiana a Nuuk

Agli enti di ricerca rappresentati da CNR, ENEA e OGS, già presenti da molti anni in Groenlandia nel contesto di progetti di ricerca europei e internazionali oppure per quanto riguarda l’ENEA nella gestione insieme all’INGV dell’Osservatorio Atmosferico italiano di Pituffik (ex Thule), si sono aggiunte le Università di Bari, Genova, Napoli Parthenope, Padova, Siena e Torino (Politecnico e Statale) e la società e-Geos attiva nell’osservazione satellitare.

La missione si è inoltre inserita molto bene nella positiva collaborazione instaurata con la Presidenza del Consiglio Artico del Regno di Danimarca (2025-2027), la cui gestione è stata per la prima volta affidata alla Groenlandia, con una decisione che ha rappresentato un traguardo molto significativo per la diplomazia di Nuuk.

La Tavola Rotonda

Il clima di crescente fiducia maturato nell’ultimo anno grazie anche alla partecipazione dell’allora Ministro degli Esteri Vivian Motzfeldt all’Arctic Circle Forum Polar Dialogue dello scorso marzo a Roma, ha permesso di strutturare la visita in maniera più articolata. Si è pertanto svolta una Tavola Rotonda Scientifica bilaterale, che ha incluso una cinquantina di partecipanti attraverso quattro panel tematici dedicati al cambiamento climatico, alla condivisione dei dati scientifici, alle spedizioni e infrastrutture di ricerca ed alle collaborazioni per la formazione e la mobilità di studenti e ricercatori.

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Vivian Motzfeldt interviene al Polar Dialogue di Roma. Foto © Osservatorio Artico

Gli interventi dei relatori groenlandesi hanno posto l’accento sull’interesse di Nuuk ad una ricerca scientifica internazionale maggiormente ancorata ed attenta alle esperienze delle comunità locali. Una ricerca in grado di dare benefici tangibili alla popolazione e favorire la crescita professionale dei ricercatori groenlandesi, in passato spesso tenuti ai margini di tali processi. Principi che hanno condotto nell’ultimo periodo all’elaborazione di documenti di strategia nazionale per la ricerca e di mappatura della ricerca internazionale in Groenlandia nell’ultimo decennio.

Gli interventi dei relatori scientifici italiani si sono tutti caratterizzati per la piena disponibilità a sviluppare rapporti più approfonditi con un territorio come quello groenlandese, che rappresenta un laboratorio di inestimabile valore per le loro attività. La delegazione italiana ha inoltre potuto offrire un ampio spettro di competenze multidisciplinari, comprendenti il paleoclima e la glaciologia, la biologia, la geofisica, l’oceanografia, l’energia e lo spazio, che hanno confermato la credibilità acquisita dall’Italia in Artico a livello internazionale. Apprezzata è stata la partecipazione dell’Istituto di Scienze Polari del CNR, dopo il Forum di Roma riconosciuto da parte groenlandese come il motore dell’impegno scientifico italiano.

L’Italia sempre più presente

Sul piano diplomatico abbiamo segnalato l’attuale notevole crescita dell’interesse italiano per la regione, evidenziata dalla pubblicazione della nostra recente Strategia Artica, che ritiene l’High North fondamentale per gli stessi interessi di lungo periodo dell’intera Europa. In tale quadro l’attuale dialogo italo-groenlandese potrebbe proseguire con un evento in Italia nel 2027, allargato anche ad altre sfere di cooperazione oltre quella scientifica.

La visita si è inoltre sviluppata attraverso alcuni incontri bilaterali con membri del Governo groenlandese e la visita di alcune tra le principali istituzioni scientifiche ed accademiche locali, tutte coinvolte anche nella Tavola Rotonda. Tra queste l’Università della Groenlandia, l’Istituto delle Risorse Naturali, il Centro per la Ricerca sul Clima e l’Arctic Hub, piattaforma operativa per favorire gli scambi internazionali tra i ricercatori e finanziato dalla Commissione UE.

La visita della delegazione scientifica italiana, preparata nel corso di alcuni mesi, si è conclusa con un ottimo successo mettendo in rilievo il reciproco impegno nella direzione di un rapporto bilaterale più definito, in una fase in cui la Groenlandia ritiene necessario un più stretto legame con l’Europa ed i suoi Paesi membri nel tentativo di trasformare l’”Isola Verde” in un più effettivo ponte transatlantico.

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