Il vertice di Montréal rafforza il partenariato tra Canada e Unione europea, aprendo una nuova fase di cooperazione su sicurezza, infrastrutture, connettività e sviluppo sostenibile. Con l’Artico al centro.

Il summit di Montréal

Il 29 e 30 ottobre 2026 si è tenuto a Montréal il 21° vertice tra Unione europea e Canada, alla presenza del primo ministro canadese Mark Carney, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo António Costa.

L’incontro ha segnato un ulteriore avvicinamento tra Bruxelles e Ottawa, culminato nel lancio della Canada-EU Alliance for the Future, una nuova iniziativa volta a rafforzare l’integrazione economica, la sicurezza e la cooperazione strategica tra le due parti. Negli ultimi mesi questo avvicinamento è stato accelerato dalle pressioni dell’amministrazione Trump sulla sovranità canadese e sulla Groenlandia.

carney von der leyen montreal

Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata all’Artico, una regione di cui Canada e Unione europea riconoscono l’importanza strategica, soprattutto alla luce delle tensioni geopolitiche, delle sfide climatiche e delle opportunità economiche che la caratterizzano.

Il Canada verso una possibile associazione all’Unione europea

Uno dei principali temi del vertice ha riguardato la proposta di riconoscere al Canada uno status di membro associato dell’Unione europea, avanzata da Ursula von der Leyen durante il discorso sullo Stato dell’Unione dello scorso settembre.

L’iniziativa aveva tuttavia incontrato alcune resistenze da parte di diversi Stati membri. Nei giorni precedenti al summit, Germania, Italia e Grecia avevano contestato l’utilizzo dell’espressione associate membership (status di membro associato), accolta con scetticismo anche dalla Francia. Si tratta infatti di uno status privo di una definizione giuridica nell’attuale quadro istituzionale europeo. Le preoccupazioni riguardavano soprattutto le possibili implicazioni legali e politiche di una nuova forma di associazione, oltre al rischio di creare aspettative analoghe da parte di Paesi terzi.

Le divergenze avevano portato all’eliminazione del riferimento esplicito allo status di membro associato dalla dichiarazione congiunta, sostituito dalla formulazione più generica di un’associazione sempre più stretta tra Canada e Unione europea (“an ever-closer association of Canada to the EU, short of full membership itself”).

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Photo by Daniel Pereira
Office of the Prime Minister of Canada

Il vertice di Montréal ha comunque confermato la volontà politica di proseguire in questa direzione. Nonostante l’assenza di un riferimento esplicito nella dichiarazione congiunta, sia von der Leyen sia Carney hanno ribadito la possibilità che il Canada diventi il primo membro associato dell’UE, pur riconoscendo la necessità di definirne contenuti e modalità nei prossimi mesi. “Oggi ci muoviamo verso lo status di membro associato per il Canada”, ha dichiarato Carney in chiusura del vertice.

La dichiarazione finale stabilisce infatti che le due parti lavoreranno per definire, entro il vertice UE-Canada del 2027, un modello di associazione più stretta, senza prevedere una piena adesione all’Unione. Non si tratta dunque di un riconoscimento formale già avvenuto, ma dell’avvio di un percorso politico e istituzionale che potrebbe portare a una nuova forma di partenariato tra l’UE e un Paese terzo.

L’Artico tra le priorità della nuova cooperazione

Dalla dichiarazione congiunta emerge l’impegno a rafforzare la cooperazione bilaterale nell’Artico in materia di sicurezza, resilienza, sviluppo economico sostenibile, connettività internazionale e cambiamento climatico.

Una delle principali novità annunciate a Montréal riguarda l’avvio di un dialogo ad hoc sull’Artico (paragrafo 19), destinato a offrire un nuovo quadro di confronto tra Bruxelles e Ottawa sulle priorità comuni nella regione. Il documento sottolinea inoltre l’importanza del coinvolgimento dei popoli indigeni nell’individuazione dei settori di cooperazione, riconoscendone il ruolo nell’affrontare le trasformazioni che interessano il territorio (paragrafo 11).

L’intesa arriva a pochi giorni dalla presentazione, il 20 ottobre, della nuova strategia artica dell’Unione europea, che dedica ampio spazio al Canada, individuato come uno dei principali partner dell’UE nella regione.

Il documento anticipava infatti la volontà di approfondire la cooperazione nell’ambito della futura Alliance for the Future, indicando proprio il vertice di Montréal come un’occasione per rafforzare il partenariato su cambiamento climatico, sicurezza delle catene di approvvigionamento, cooperazione spaziale, connettività e sfide geopolitiche regionali. Gli impegni assunti durante il summit si inseriscono dunque nel percorso già delineato dalla nuova strategia, rappresentando un primo passo verso la traduzione delle priorità europee in iniziative concrete di cooperazione con Ottawa.

Sicurezza e difesa

La sicurezza artica è stata richiamata anche dalla presidente Ursula von der Leyen durante un intervento al C.D. Howe Institute di Montréal, nel quale ha sottolineato come il rafforzamento della presenza militare russa e le attività ibride nella regione rappresentino una sfida condivisa per Canada e Unione europea.

La dichiarazione congiunta prevede un’accelerazione nell’attuazione del partenariato bilaterale sulla sicurezza e la difesa, concluso nel giugno 2025. La cooperazione comprenderà, tra gli altri settori, sicurezza marittima, sicurezza spaziale, contrasto alle minacce ibride e resilienza delle infrastrutture strategiche. Il testo richiama inoltre la partecipazione canadese a SAFE, lo strumento europeo di finanziamento per la difesa al quale Ottawa ha ottenuto un accesso preferenziale nei mesi scorsi.

Di particolare interesse per l’Artico è l’impegno a rafforzare la protezione delle infrastrutture marittime e sottomarine critiche, la prontezza nelle operazioni di ricerca e soccorso e la capacità cantieristica, in particolare per le flotte destinate alle alte latitudini. Il punto si collega direttamente alla carenza di rompighiaccio segnalata dalla nuova strategia artica europea, che propone acquisti congiunti e la condivisione dei mezzi tra Stati membri. L’impegno si aggiunge inoltre alla rete di accordi artici che Ottawa ha costruito nel corso del 2026 con i Paesi nordici, dal memorandum sulla difesa con la Danimarca agli accordi con Norvegia e Finlandia, fino al formato di sicurezza artica avviato a Oslo a marzo insieme a Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia.

Connettività e infrastrutture

Un ulteriore elemento di interesse per la regione riguarda la connettività. Bruxelles e Ottawa intendono promuovere nuove infrastrutture di cavi sottomarini per migliorare i collegamenti sicuri tra Canada, Europa e Asia, valutando possibili punti di interconnessione e misure per rafforzarne la protezione. L’iniziativa si lega al cavo pan-artico verso Giappone e Corea del Sud proposto dalla strategia europea del 20 ottobre, il cui tracciato potrebbe attraversare la Groenlandia e il Canada.

Sul fronte dei trasporti, Canada e Unione europea hanno concordato di rafforzare i collegamenti tra i rispettivi porti, promuovendo l’integrazione delle rotte marittime canadesi dell’Atlantico, del Pacifico e dell’Artico con le reti portuali e logistiche europee (paragrafo 28).

La cooperazione si estende anche al settore spaziale, con la firma di due accordi amministrativi. Il primo, concluso tra la Commissione europea e Natural Resources Canada, riguarda la cooperazione geodetica e il servizio ad alta precisione (High Accuracy Service) del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo, con possibili applicazioni anche nelle regioni artiche canadesi. Il secondo, firmato dalla Commissione europea e dall’Agenzia spaziale canadese, riguarda la connettività satellitare sicura e prevede il rafforzamento del dialogo e dello scambio di informazioni tra le due parti.

Bruxelles e Ottawa hanno inoltre concordato di avviare negoziati per definire le condizioni di accesso del Canada ai servizi Galileo e colloqui esplorativi su una possibile cooperazione nell’ambito di IRIS², il futuro sistema europeo di comunicazioni satellitari sicure (paragrafo 27), strumenti particolarmente preziosi in regioni come l’Artico, segnate da grandi distanze, isolamento geografico e infrastrutture limitate.

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Cambiamento climatico, ricerca e risorse strategiche

A proposito di clima, Canada e Unione europea hanno ribadito il loro impegno nella lotta al cambiamento climatico, nella tutela della biodiversità e nel rafforzamento della ricerca attraverso la Canada-EU Green Alliance.

Tra le iniziative annunciate figura il rafforzamento della cooperazione nell’ambito di Destination Earth, il programma europeo che mira a sviluppare una replica digitale del pianeta per monitorare e simulare gli effetti del cambiamento climatico. Attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale e la condivisione di dati scientifici, Bruxelles e Ottawa intendono migliorare la previsione degli incendi boschivi e degli eventi meteorologici estremi, oltre ad approfondire lo studio delle trasformazioni climatiche nell’Artico, con particolare attenzione allo scioglimento del ghiaccio marino e del permafrost.

Il vertice ha inoltre visto la conclusione dei negoziati su un accordo tra il Canada e la Banca europea per gli investimenti (BEI), finalizzato a promuovere investimenti europei nel settore delle materie prime critiche canadesi. La cooperazione potrebbe interessare anche le regioni artiche, ricche di risorse minerarie, sollevando al contempo questioni legate alla tutela dell’ambiente e al coinvolgimento delle comunità locali e indigene.

Una nuova fase nelle relazioni artiche tra Bruxelles e Ottawa

Il vertice di Montréal si inserisce in un continuum di iniziative volte a concretizzare gli obiettivi delineati nella nuova strategia artica europea del 20 ottobre. Gli impegni assunti in materia di sicurezza, connettività, ricerca e sviluppo economico confermano la volontà dei due partner di rafforzare la cooperazione nella regione, individuando nuovi settori di collaborazione.

L’avvio di un dialogo bilaterale ad hoc per l’Artico è un primo passo significativo in questa direzione, ma resta da capire in che modo gli impegni annunciati si tradurranno in progetti concreti, quali risorse saranno messe a disposizione e attraverso quale quadro istituzionale verrà strutturata la cooperazione.

Al di là delle singole iniziative, il vertice evidenzia come l’Artico stia assumendo una dimensione sempre più trasversale nel partenariato UE–Canada, che affianca alla tradizionale cooperazione ambientale e scientifica una maggiore attenzione alla sicurezza, alle infrastrutture strategiche e alle relazioni economiche.

Francesco Scognamiglio

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Autore

  • francesco scognamiglio

    Sono un napoletano con la passione per l’Artico. Mi sono laureato da poco in European Studies alla KU Leuven, dove attualmente frequento un Master in International Politics. Faccio parte del programma di mentorato dell’Arctic Mayors’ Forum, un'esperienza che mi ha portato fino a Yellowknife, nei Territori del Nord-Ovest del Canada e mi ha permesso di conoscere più da vicino le realtà e le comunità artiche.

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