Ambiente Artico

Sempre meno cibo per gli orsi polari

Un nuovo studio internazionale registra drammatiche perdite di peso per gli ursidi a causa del cambiamento climatico.

L’osservazione sugli orsi polari

Gli orsi polari non riescono a adattarsi alle temperature sempre più alte dell’Artico. A confermare la tesi, un nuovo studio pubblicato su Nature, guidato dal ricercatore Anthony Pagano, biologo ricercatore della fauna selvatica del Servizio geologico degli Stati Uniti, che per tre anni ha monitorato le strategie di caccia di 20 orsi.

Gli orsi polari passano gran parte della loro vita sui ghiacci. Il loro habitat è la banchisa ghiacciata, e il loro cibo abituale sono le foche che riescono a cacciare muovendosi tra i blocchi di ghiaccio galleggianti. Ma gli impatti del cambiamento climatico in atto stanno obbligando questo grande predatore a dover cambiare le proprie abitudini.

Rispetto a circa dieci anni fa, i periodi senza ghiaccio nella Baia di Hudson, in Canada, sono aumentati di tre settimane, spingendo gli orsi a vivere sulla terraferma per un periodo più lungo. Il che significa trovare nuove fonti di cibo per sopravvivere.

Il ruolo della banchisa

Per capire quali strategie possano funzionare, i ricercatori americani hanno posto dei collari Gps dotati di telecamere per seguire i 20 orsi polari tra agosto a settembre, tra il 2019 e il 2022, nella Baia di Hudson occidentale.

Alcuni di loro hanno scelto di entrare in una sorta di letargo estivo, riducendo gli spostamenti e consumando così poca energia, mentre altri hanno tentato di cercare foche nuotando. Altri ancora hanno iniziato a predare uccelli o mammiferi, oppure carogne, alghe e bacche.

Ma 19 orsi su 20 hanno continuato a registrare drammatiche perdite di peso, pari a circa un chilo al giorno, e solo uno è riuscito a ingrassare, perché aveva trovato la carcassa di una foca spiaggiata. Un ulteriore aumento dei periodi caldi senza ghiaccio rischierà dunque, affermano i ricercatori, di portare quasi certamente gli orsi polari alla scomparsa per assenza di cibo.

Lo studio prevede che un quarto dei maschi adulti, gli individui più grandi e resistenti che possono pesare fino a quasi 800 chili, inizierebbe a soffrire la fame dopo 180 giorni sulla terraferma. Ma gli individui più vulnerabili, come i giovani orsi, arriverebbero a questo limite molto prima.

Leonardo Parigi

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Leonardo Parigi

Sono Laureato in Scienze Politiche Internazionali all’Università di Genova e di Pavia. Sono giornalista pubblicista, e collaboro con testate nazionali sui temi di logistica, trasporti, portualità e politica internazionale.

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