Roma schiera tre ministeri per la presentazione della nuova strategia artica italiana, nella conferenza stampa di Villa Madama. Crosetto: “Inutili i soldati europei in Groenlandia”.
“La regione artica sta cambiando rapidamente, ed è fondamentale guardare anche allo sviluppo delle nuove rotte commerciali, della crescente tensione nell’area, ma anche alle opportunità che offre. Siamo consapevoli dell’importanza della regione, e ci impegniamo come Paese per la stabilità dell’Artico, per l’applicazione del diritto internazionale e del diritto del mare”. Parola di Giorgia Meloni, che con la sua lettera ha dato il via questa mattina a Villa Madama alla conferenza stampa di presentazione del nuovo documento firmato in blocco dal Ministero degli Affari Esteri, dal Ministero della Difesa e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, “La politica artica italiana“.
Una revisione completa della strategia artica italiana inaugurata nel 2016. Dieci anni in cui il mondo è cambiato più volte. Prima per il pericolo terrorismo, poi per la pandemia globale. E poi per un triste ventaglio di conflitti che stanno sconvolgendo l’ordine globale, amplificati dalle tensioni tra gli Stati Uniti e i suoi competitor, che oggi si estendono anche all’interno della Nato. “L’Artico è sempre stato un luogo particolare per l’Italia“, afferma Antonio Tajani, vice-Presidente del Consiglio e a capo degli Esteri, che hanno sempre avuto la delega più ampia sulla regione artica.
“La centralità della regione ci impone di rinnovare la nostra visione su di essa. Se l’Italia ha una grande capacità nella ricerca scientifica, non possiamo dimenticare che spesso questa si traduce anche in forti competenze industriali. Ed è anche per questo che con la nostra ambasciata di Copenhagen (che ha la responsabilità anche per la Groenlandia, ndr) andremo a sviluppare una forte missione commerciale a Nuuk“.
Le tensioni politiche con gli Stati Uniti per il controllo della Groenlandia non sono evitate, e non potrebbe essere altrimenti. Ma Tajani e Crosetto si smarcano dalla posizione più dura degli alleati europei, che nelle ultime ore hanno già fatto sbarcare piccoli contingenti militari nell’isola. Una posizione simbolica ma anche un primo passaggio delle prossime esercitazioni militari nell’area, che cresceranno di numero e volume. “Cosa mandiamo a fare 10 o 20 soldati in Groenlandia? La Francia ne ha mandati 15, la Svezia altri 10, sembra una barzelletta“, sottolinea sarcastico il ministro della Difesa.
Ma se la differenza con Parigi, Stoccolma e Copenhagen è marcata sulla contrapposizione fisica a Washington, i tre ministri fanno blocco sul possesso dell’isola e su cosa serva. “La Groenlandia è fondamentale, la sicurezza occidentale passa anche da qui“, rimarca Tajani. “Siamo la seconda potenza industriale europea, la quarta potenza commerciale mondiale. È inevitabile per noi, che con il commercio sviluppiamo il 40% del nostro Pil, sapere che esiste una libertà di navigazione, di movimento e che non ci sono aree chiuse. Anche per questo l’Italia deve essere presente, andando anche oltre l’attuale posizione di membro osservatore nell’Arctic Council”. “Il nostro interesse è che non ci siano frazionamenti, che non ci si separi. Dobbiamo stare uniti, lavorare insieme agli alleati per la sicurezza, ma all’interno di una Nato forte e stabile“, ricorda ancora Crosetto.
Roma ospiterà a marzo il “The Arctic Circle Rome Forum – Polar Dialogue“, spin-off della plenaria riunione di Reykjavìk, mettendo in connessione il mondo della ricerca internazionale con quello economico. “Perché l’Italia, anche con la creazione del nuovo Polo dedicato all’Artico, sta investendo molte risorse, e abbiamo bisogno di lavorare insieme a tutti in maniera orizzontale, senza essere eccessivamente gelosi del nostro settore di competenza. Dobbiamo essere veloci, creare piattaforme industriali, educative ed economiche trasversali, che siano valide per il mondo civile e militare, e che possano portare nell’Artico le nostre eccellenze”, afferma Anna Maria Bernini, a capo del Mur che ha fortemente voluto la kermesse di marzo.
Nel frattempo, Roma si prepara a posizionare i propri campioni nazionali anche nella regione. Cantieristica navale, tecnologia innovativa satellitare, ma anche militare e manifattura specializzata. “Artico, underwater, Africa e Spazio. Questi i quattro pilastri dello sviluppo dell’Italia del futuro”, sottolinea Tajani, che condividerà sempre più con la Difesa, e soprattutto con la Sottosegretario Isabella Rauti, la delega al mondo artico e sub-polare.
Leonardo Parigi
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