Islanda

Natale in Islanda, quando il folklore incontra l’economia circolare

Il Natale in Islanda non è solo luci, storie e il caldo abbraccio del jól, è anche, sorprendentemente, un laboratorio a cielo aperto per applicare principi di economia circolare.

Riciclo del Natale

Tra mercatini, scambi culturali e nuove politiche nazionali, Reykjavík sta mettendo in pratica strategie concrete per ridurre sprechi, estendere la vita degli oggetti e rilocalizzare parte dei consumi natalizi. L’isola situata poco più a sud del circolare polare artico, famosa per il suo territorio estremamente peculiare dal punto di vista geologico e le sue magnifiche aurore boreali, fa vedere al mondo perché ha senso guardare al Natale anche come a un’opportunità per sperimentare soluzioni per ridurre il proprio impatto ambientale.  

L’economia circolare si può riassumere in poche semplici azioni: ridurre, riusare, riparare, riciclare e, quando possibile, rigenerare. Applicati ai classici mercatini che si trovano in tante città europee, questi principi diventano misure pratiche, come per esempio incoraggiare i venditori locali a ridurre la plastica monouso; chiedere stoviglie compostabili; organizzare scambi per decorazioni e regali; raccogliere materiali separati per facilitarne il riciclo o l’upcycling. Queste azioni sono semplici da descrivere ma richiedono infrastrutture e regole chiare, ed è qui che entrano in gioco anche le amministrazioni locali e le leggi nazionali.  

Un esempio concreto e molto efficace è quello dei “Christmas Swap Markets organizzati dalle biblioteche cittadine di Reykjavík. Il loro obiettivo è quello di trasformare gli oggetti natalizi scartati in ornamenti, ghirlande, libri e decorazioni, che vengono poi portati, scambiati e rimessi in circolo, riducendo l’acquisto di nuovi articoli. Questa pratica incarna due principi scientifici chiave: l’estensione della vita del bene di consumo (diminuendo la domanda di materia prima) e la minimizzazione dell’impronta ambientale per unità di servizio.

Politiche e contesto normativo

Dietro le iniziative locali è stato implementato un quadro normativo che punta con determinazione verso la circolarità. L’Islanda ha adottato, a partire dal 2023, una riforma della legislazione sui rifiuti, spesso chiamata a livello informale “la legge circolare”, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la produzione di rifiuti e favorire il riciclo e il riutilizzo. Nel testo sono specificate delle azioni che cercando di rendere più semplice per comuni e organizzatori di eventi richiedere standard ambientali anche alle manifestazioni natalizie. Questa legge ha creato delle normative efficaci che inducono dei meccanismi di mercato volti alla transizione ecologica, come la lotta all’inquinamento e all’eccesivo spreco di risorse, ma creano anche delle importanti spinte per l’innovazione.  

A livello municipale Reykjavík non si limita solamente a regolamentare, anzi incentiva tutti i settori alla sperimentazione. Eventi prenatalizi negli istituti scolastici e finanziamenti specifici per iniziative cittadine mostrano come si possano combinare educazione ambientale e pratiche circolari. Ad esempio, alcuni eventi natalizi organizzati dal Comune sono stati integrati con dei workshop scientifici, che promuovono idee di regali a basso impatto ambientale.

Perché la circolarità funzioni davvero occorre un sistema di infrastrutture adeguate, come centri di raccolta, impianti di riciclo e sistemi per il compostaggio dei rifiuti organici. L’Unione Europea e organismi come l’Agenzia europea dell’ambiente sottolineano come la prevenzione dei rifiuti e la migliore gestione delle frazioni riciclabili siano essenziali per raggiungere gli obiettivi climatici e di economia circolare. In Islanda, le politiche e i progetti tecnici in corso mirano proprio a questo, migliorare la raccolta differenziata e creare catene locali che trasformino scarti in risorsa. 

Alimentazione, regali e tradizione: il lato sociale della circolarità

L’Islanda ha alcune tradizioni che già favoriscono pratiche che tendono a ridurre il consumo eccessivo. Il famoso Jólabókaflóð (il “diluvio di libri” natalizio) spinge alla donazione e alla condivisione di testi già in circolazione. Introdotta durante la Seconda guerra mondiale, consiste nell’acquisto o nello scambio di libri usati tra settembre e dicembre per lo scambio di regali natalizio. Nel mese di novembre l’associazione degli editori islandesi pubblica inoltre un catalogo che viene distribuito gratuitamente denominato bókatíðindi.

Il Jólabókaflóð non finisce poi nel momento della consegna dei doni, è quello che succede dopo a rendere tutto magico. La tradizione prevede regole precise e dolcissime: I libri si scartano la sera del 24 dicembre e appena aperto il pacchetto, si inizia subito a leggere e non si aspetta il giorno dopo. La lettura deve essere infine accompagnata da una tazza di cioccolata calda (o dalla Jólaale, una bevanda natalizia analcolica tipica).

Dal punto di vista sociale, queste pratiche tradizionali riducono sensibilmente la percezione di perdita legata al non-acquisto di beni nuovi, rendendo la circolarità culturalmente appetibile. 

Un Natale che non finisce in discarica

Il Natale circolare a Reykjavík e in tutto il territorio islandese non è (ancora) perfetto né onnipresente, però combina tradizione, azione pubblica e iniziative locali per mostrare che la festa può essere anche un’opportunità di fare delle azioni buone non solo per amici e familiari ma anche per il nostro pianeta. Dietro le decorazioni e i festeggiamenti possono essere fatte delle scelte che hanno un impatto ben più esteso della felicità delle persone intorno a noi.

Estendere la vita degli oggetti, progettare eventi con criteri di sostenibilità e investire in infrastrutture di recupero. Le iniziative già implementate nella terra del fuoco e del ghiaccio rappresentano un modello che vale la pena raccontare, perché la scienza ci dice che piccole azioni diffuse possono avere grande impatto collettivo. 

Pietro Boniciolli

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Pietro Boniciolli

Sono laureato in gestione sostenibile dell’ambiente montano presso l’Università di Bolzano e ho una grandissima passione per le scienze polari. Attualmente lavoro come guida Turistica in una grotta sul Carso Triestino, adoro fare trekking e sport di squadra

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